BCE e Bunbdesbank: due banche centrali a confronto

In questi ultimi tempi assistiamo ad un duello siempre più serrato tra Bundesbank e BCE: non si tratta (solo) di un conflitto di potere, ma di un vero e proprio scontro tra due concezioni completamente differenti del ruolo della banca centrale.

Non passa giorno senza che le cronache non riportino un qualche episodio dell’ormai annoso duello tra Mario Draghi, governatore della BCE, e i suoi colleghi (nonché azionisti di maggioranza) della Bundesbank. Può trattarsi, a volte, di un leggere colpo di fioretto, a volte di una pesante sciabolata. Per chi è abituato alla pesante riservatezza e compostezza che di solito caraterizza il prestigioso ambiente degli istituti di emissione può davvero sembrare una stranezza ma la posta in gioco è molto alta.

bce draghi

Non si tratta infatti di uno scontro di potere fine a se stesso: da una parte la BCE che vuole operare liberamente e dall’altra la Bundesbank che vuole imporre la sua volontà.

Alla base dello scontro, infatti, vi è una profonda divergenza su quello che è, nei fatti, una banca centrale. Per la Bundesbank si tratta di un organo eminentemente tecnico, che ha un compito preciso previsto dalla legge, compito che deve essere perseguito senza uscire dai propri confini. La Banca Centrale non fa, in questa concezione, politica economica perché questa spetta a governo e parlamento, eletti dal popolo.

La concezione della BCE di Draghi è profondamente diversa: la Banca deve poter intervenire nella vita economica e finanziaria e deve poter compiere azioni con lo scopo di risolvere situazioni di crisi, anche se questo non rientro nel mandato istituzionale della banca stessa.

Di fatto questo significa sostituirsi alla legittima volontà popolare, che si esprime nelle modalità previste dalla legge. E’ anche vero che per quanto riguarda l’Europa non esiste ancora un governo centrale, mentre il parlamento è ridotto da anni a buen retiro per peones in pensione che, quando si degnano di presenziare alle riunioni per ottenere la sostanziosa diaria, si ritrovano a discutere delle dimensioni dei cetrioli.

E’ ovvio che in queste condizioni di vuoto di potere abbia buon gioco Draghi a imporre la sua volontà e la sua concezione di banca centrale. Ancora una volta si ritrova che il grande problema dell’Europa è la mancanza di una politica coordinata.

E quando la politica fa un passo indietro e balzare in avanti sono le oligarchi, gli apparati e i burocrati.

Claudio Appio

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