Economia e Finanza

“Bespoke Tranche Opportunity”: a cosa serve, che cos’è e perché devi conoscere questo termine

Se in questi giorni avete avuto l’opportunità di vedere al cinema l’interessante film “La Grande Scommessa” (tradotto in italiano rispetto al titolo originale in inglese “The Big Short). Nei titoli di coda si nota che, dopo tutta la crisi paurosa del 2007-2008 per colpa dei CDS e CDO, tutt’oggi nel 2016, le banche hanno iniziato a vendere le bespoke tranche opportunities, che sono strumenti finanziari molto simili, praticamente uguali, a quelli che hanno fatto crollare Lehman Brother, e poi la borsa mondiale. Ma per capire bene cosa significa Bespoke Tranche Opportunity, dobbiamo prima definire i CDO e CDS. Per chi è abituato ad operare sui mercati con le normali piattaforme di trading potrebbe sembrare tutto assurdo. E forse lo è.

Collateralized Debt Obligations (CDO)

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Sono dei bond che hanno come sottostante (cioè quella cosa che genera alla fine il prezzo, ed è la vera natura del derivato) non dei mutui, ma altri titoli. Quindi è ovvio che qui la situazione si complica, e non poco. I CDO pagano in base ai Mortgage Backed Securities (MBS), che è essenzialmente un titolo garantito da un insieme di mutui ipotecari, e che funge quindi da finanziamento per i CDO. Gli MBS vengono rimborsati attraverso l’incasso delle rate sui mutui, così come i CDO, che pagano in base al pagamento delle cedole MBS da parte della società di primo livello.

In parole povere, chi crea una CDO, acquista un portafoglio di varie obbligazioni diversificate, passandole poi allo Special Purpose Vehicle, questo SPV quindi divide in varie “tranches” questi soldi, portandolo in tranches senior e così via. Sono essenzialmente dei mezzi per creare debito di alta qualità, che poi diventa media oppure bassa.

Il problema, è che dentro una CDA, ci sono decine o centinaia di debiti, che non permettono di valutare chiaramente il rischio dell’obbligazione. Quindi è praticamente impossibile capire le potenziali perdite, ad esempio causate dall’insolvenza dei venditori.

In parole povere, il CDO è un mix di titoli o derivati di cui è impossibile quantificare il rischio.

Credit Default Swap (CDS)

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Il credit default swap è senza dubbio uno degli strumenti più utilizzati tra i derivati nel mondo del credito. Un investitore (X) ha un credito nei confronti di un debitore (Y). X si vuole difendere da Y, e quindi si rivolge a Z, che si accolla il rischio. Z diventa in pratica l’assicuratore. X versa a Z un tot di soldi ogni mese, che è il prezzo di copertura (accordo del contratto). Y si impegna a rimborsare a X tutta la somma, e nel caso non lo facesse, ci pensa Z.

Questo strumento permette quindi di “far passare” il rischio da X a Z, proprio come avviene tra le valute o le materie prime, e sono ovviamente un grosso strumento di speculazione.

In pratica, il CDS è essenzialmente una “scommessa”

“Bespoke Tranche Opportunity”: un misto tra CDO e CDS

Da scommessa + mix di derivati = ecco, ora che siamo arrivati al succo del discorso, possiamo dire che i “Bespoke Tranche Opportunity”, sono essenzialmente un mix tra i CDO e CDS.

Sono dei CDO che vengono sostenuti da un CDS personalizzato in base alle esigenze dell’investitore. L’investitore acquista una tranche CDO, diversificando e usando la leva finanziaria. Sono quindi un metodo estremamente tossico per investire, in quanto non si capisce realmente in quello che si sta facendo, investendo in questi strumenti sintetici.

L’investitore investe in questo insieme di derivati fittizio, la banca gli mette a mercato la scommessa, fornendo un BTO che è essenzialmente un insieme di titoli derivati ed una scommessa.

MBS e CDO erano dei contratti che nel 2007 avevano “un rendimento certo”, ed è assurdo che oggi siano di nuovo legali, e pronti a terrorizzare il mercato. E’ un po’ come quando viene rubata una macchina. Il ladro la modifica da cima a fondo, riverniciandola, cambiando i numeri di telaio e vendendola di nuovo, spacciandola per nuova di zecca.

La domanda è una… Chi pagherà per una una nuova crisi finanziaria, i cittadini e i poveri investitori, come è già successo recentemente con i crac di Carife, Banca Etruria, CariChieti e Banca Marche?

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