Economia e Finanza

Bitcoin: chi ha paura?

Sin da quando si è affacciato sul mondo di internet, in molti hanno associato il suo nome con truffe, riciclaggio e quan’altro, stiamo parlando bitcoin: sarebbe un modo per riciclare denaro, utilizzato da mafia e terrorismo secondo l’accusa lanciata dal procuratore generale di Roma.

Ma è davvero così? I bitcoin sono davvero uno strumento per compiere attività criminali oppure sono un valido modo per effettuare scambi commerciali?

Ora proviamo a ragionare su alcune notizie, in modo razionale, e senza rispondere alle necessità dei poteri forti come devono necessariamente fare i media sussidiati. Dopo tutto qui siamo su Mercati24, non su Repubblica, Corriere o Rai3.

trading bitcoinIniziamo con una notizia di cronaca: il sito Silk Road è stato messo sotto sequestro dall’FBI perché vendeva droga online. Tra le possibili forme di pagamento, c’erano anche i bitcoin. Benissimo, qualche procuratore generale italiano potrebbe svegliarsi e dire di mettere fuori legge i bitcoin perché utilizzati nel commercio di droga? Benissimo, allora mettiamo fuori legge anche l’euro, visto che ogni giorno le città italiane sono un mercato a cielo aperto di droghe di ogni tipo e tutti gli scambi avvengono in euro.

Questo semplice paragone fa capire che l’idea del procuratore generale è poco intelligente. A prima vista. In realtà è una mossa astuta: il bitcoin mette seriamente in pericolo lo status quo e quindi i profitti di molte caste, tutte quelle che prosperano all’ombra dello Stato, della spesa pubblica e del sistema bancario sussidiato.

A dicembre 2017, quando il bitcoin raggiunse il record di $ 19.000 a moneta, il cofondatore del sito Bitcoin.com avvertì che il bitcoin era “l’investimento più rischioso che si potesse fare”.

Ecco alcune delle cose che dovresti prendere in considerazione prima di salire sul treno del Bitcoin. Prima di tutto crediamo sia (un minimo) importante sapere cos’è e come funziona il BTC.

Cos’è il bitcoin?

Una criptovaluta è una forma di denaro digitale che puoi utilizzare per pagare alcune transazioni online. Bitcoin è il più popolare tra le cosiddette “criptovalute”.

Come con le valute “reali” (come il dollaro USA), puoi possedere uno, 10 o milioni di bitcoin. A differenza delle valute reali, le criptovalute esistono solo online e non sono supportate da alcun governo o banca centrale.

Le criptovalute dipendono da complessi software informatici per verificare, validare e proteggere le transazioni tra le persone che scambiano questo denaro virtuale online.

Creato nel 2009, il software che esegue bitcoin è stato rilasciato per la prima volta nel 2009, insieme al sito Bitcoin.org, da un programmatore con l’alias di Satoshi Nakamoto. Al tempo, annunciò bitcoin come “un sistema di pagamento elettronico peer-to-peer”.

Tassazione

In Italia, l’agenzia di riscossione delle imposte governative definisce le valute virtuali, incluso il bitcoin, come proprietà tassabile.

Truffa o no?

Il fatto è che il bitcoin è una valuta la cui base è stabile, o meglio, l’aumento della base monetaria decresce in maniera stabile. E questo significa che non esiste nessun Mario Draghi che spingendo un bottone possa aumentare di botto la massa monetaria, quindi nessun apparato statale – bancario che possa approfittarne per vivere alle spalle del Popolo e soprattutto dei ceti produttivi.

Già questo fa capire qual è il problema. C’è poi il falso problema della mancanza di tracciabilità. Che è falso perché se viene commesso un reato grave, sicuramente è possibile risalire alle catene di transazioni effettuate con i bitcoin.

Se i bitcoin fossero utilizzati per finanziare il terrorismo, l’intelligence avrebbe sicuramente modo di rintracciare tutto. Altro discorso è però voler far vivere i cittadini in un grande fratello permanente, in cui tutte le azioni vengono valutate (persino con modelli statistici): ebbene, i cittadini sono stanchi, assolutamente stanchi, di dover giustificare ogni loro mossa e ogni loro acquisto, il bitcoin è un legittimo tentativo di difesa che sta spaventando coloro che attingono alle grandi mangiatoie di Stato.

Un discorso a parte possiamo fare per i broker che consentono di speculare sui bitcoin. In questo caso è possibile utilizzare servizi di broker Bitcoin affidabili e sicuri come Plus50 che garantiscono la possibilità di operare con strumenti derivati per fare trading sul bitcoin. Plus500 CY Ltd è autorizzato e regolamentato dalla Securities and Exchange Commission di Cipro (licenza n. 250/14). Dunque, con Plus500 tutte le operazioni sono assolutamente tracciabili ma ci sono anche garanzie assolute per il trader. In ogni caso qui parliamo di trading sui bitcoin per ricavarne un elevato profitto, data l’alta volatilità della valuta virtuale. Quello che spaventa i grandi papaveri (ma anche i piccoli, tutti mangiano) è la possibilità di utilizzare il bitcoin come moneta di scambio, non come asset per attività speculative.

Per chi volesse provare a speculare con il bitcoin, consiglio di cliccare qui e aprire un conto su Plus500.

Per tutti gli altri, consiglio di tenere gli occhi aperti e soprattutto, non credete a quello che vi dicono i media sussidiati. La realtà è un’altra, la libertà è una scelta!

Poi ovviamente ci sono anche delle truffe legate al Bitcoin, come ad esempio Crypto Unlocked, che fanno leva sulla possibilità di guadagnare soldi con il Bitcoin per truffare le persone. Ma questa è un’altra storia!

Jordan Belfort (il truffatore dei truffatori) parla di Bitcoin

In un recente articolo su CNBC, Jordan Belfort (noto anche come il “Lupo di Wall Street”) ha pubblicato alcuni terribili avvertimenti su Bitcoin (BTC-USD).

“Ero un truffatore, ed era una bolla destinata ad implodere, ed è esattamente quello che sta succedendo con bitcoin.”
“Le banche centrali non lo vogliono, hanno passato tutto questo tempo a cercare di fermare il riciclaggio di denaro sporco, perché ora consentire qualcosa di anonimo e si presta a rendere il riciclaggio di denaro facile?”
“Ci sono molte persone davvero oneste che verranno massacrate”.
“Il tutto è così stupido, questi ragazzi si sono fatti fare il lavaggio del cervello.”
“Questa cosa sta per scoppiare.”

Bitcoin è una truffa?

Se le truffe sono una scienza vera e propria (come lo schema ponzi) e se Bitcoin è una truffa, come suggerisce Mr. Belfort, dovrebbe essere molto semplice capirlo. Infatti, il signor Belfort fornì anche una “guida” per capire se si tratta di truffa o no.

Cos’è una truffa?

Ecco un esempio di truffa fornita dallo stesso signor Belfort. Per manipolare i mercati, Belfort ha evidenziato la necessità della domanda. “Back in the day” aveva un esercito di persone che avevano come scopo principale persuadere la gente a comprare azioni che in seguito avrebbe “scaricato” e profittato.

La truffa che Mr. Belfort gestiva era intenzionalmente stabilita per frodare gli investitori, controllata centralmente e operata nell’ombra (tranne che per l’esercito di chiamanti, che forniva la necessaria cortina fumogena).

Bitcoin è stato creato per frodare le persone?

Certo che no! Bitcoin è stato proposto da Satoshi Nakamoto come sistema di pagamento elettronico peer-to-peer. Il suo scopo era quello di consentire transazioni tra due parti senza la necessità di una terza parte fidata. In questo modo, Bitcoin è sia una rete di pagamento che una valuta.

1 Commento
  • I bitcoin fanno davvero paura, qualcuno inizia a temere di dover andare a lavorare…ma non vi preoccupate che prima o poi li mettono al bando, vuoi mettere come è bello continuare a vivere da parassita mantenuto dalla collettività? O meglio da quei pochi che lavorano…

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