Bitcoin Truffa? OneCoin, Guardia di Finanza, Fisco

Bitcoin Truffa

È vero che il Bitcoin truffa oppure si tratta in realtà di una fake news (notizia falsa)? L’affermazione “Bitcoin Truffa” è un’affermazione parzialmente vera. Il Bitcoin è soggetto alle truffe come qualsiasi altra valuta, tuttavia dipende da dove ci si registra e dove si investe oppure dove si effettuano le proprie movimentazioni con il Bitcoin. Possiamo dunque tranquillizzare tutti i nostri lettori affermando al 100% che il Bitcoin non è una truffa, ma che molto servizi collegati ad esso lo sono.

MT Gox: la più grande truffa del Bitcoin

Partiamo parlando di MT. Gox, quella considerata da molti la più grande truffa nella storia del Bitcoin, dove furono “andati persi” oltre 800 mila Bitcoin, che furono letteralmente “cancellati” dai wallet (i portafogli digitali) e gran parte degli utenti furono impossibilitati a recuperare i propri fondi depositati all’interno dell’account.

MT. Gox può essere considerata come la più grande truffa del secolo del Bitcoin, anche se in realtà non possiamo essere al 100% sicuri che non ci saranno casi simili o più gravi nel mondo delle criptovalute.

Per capire la grandezza di Mt. Gox basti pensare che questo exchange, con sede a Tokyo, valeva per il 70% di tutte le transazioni di Bitcoin nel mondo, e veniva quindi considerato come il più grande centro di scambi Bitcoin.

Nel Febbraio del 2014, il Bitcoin sospese le contrattazioni, richiedendo la protezione da bancarotta dai creditori. Poi nel 2014 l’azienda iniziò le procedure di liquidazione.

Mt. Gox annunciò che all’incirca 850 mila Bitcoin dei propri clienti erano andati persi oppure rubati. Al momento del “furto”, l’ammontare aveva un valore di 450 milioni di dollari. Successivamente furono comunque ritrovati 200 mila Bitcoin. Non erano chiare le ragioni della sparizione dei Bitcoin.

Nell’Aprile del 2015 l’azienda specializzata in sicurezza informatica WizSec giunse alla conclusione che “gran parte o tutti i Bitcoin vennero rubati direttamente dal portafoglio di Mt. Gox nel tempo, a partire da fine 2011”.

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Onecoin truffa

Senza dubbio la più grande truffa di Bitcoin in Italia e nel mondo che ancora oggi viene messa in atto è data dalla piattaforma di Onecoin.

Nonostante sia stata già avvisata dall’Antitrust, che ha invitato OneCoin a cessare le sue attività, il metodo OneCoin continua ad essere disponibile per tutti gli utenti.

OneCoin funziona come un vero e proprio “schema Ponzi”, dove i proprietari della valuta propongono ai risparmiatori di acquistare una criptovaluta con la promessa che in futuro la suddetta sarà possibile riconvertirla in valuta corrente con margini di guadagno molto alti. Il problema è che la valuta OneCoin ad oggi ha valore meno di zero e non può essere ovviamente convertita in denaro reale.

Come è stato stabilito dall’Antitrust, i proprietari della piattaforma di trading OneCoin, cercano di convincere i possibili investitori di acquistare una criptovaluta che successivamente sarà possibile convertire nuovamente con possibilità di guadagno molto alte.

In realtà secondo l’Antitrust, il business su cui si poggia principalmente Onecoin non è dovuto principalmente agli introiti dell’azienda, ma bensì dalle quote che gli investitori sono obbligati a versare al momento in cui aderiscono ad il sistema. Per raggiungere l’obiettivo, gli investitori vengono poi invogliati a portare all’interno del sistema nuovi altri consumatori, generando introiti altissimi per il sistema OneCoin attraverso uno schema che risulterebbe essere principalmente piramidale.

Gli investitori vengono inoltre invogliati ad acquistare dei pacchetti di formazione, attirando altre persone all’interno del sistema costruendo quindi una piramide che è in realtà insostenibile.

Sono molti i siti internet riguardanti OneCoin che sono stati bloccati, come le community italiane di onecoinitaliaofficial.it, onecoinitalia.com, onelife-italia.it, onecoinsuedtirol.it e molti altri ancora, che sono stati prontamente chiusi.

Tuttavia gli incontri tra i possibili promotori che vengono introdotti a OneCoin continuano ad avvenire, ma soprattutto la One Life Network Ltd continua ad operare con il suo sito internet e dalla sua sede in Belize (che sembra essere stata spostata in Bulgaria) offrendo i suoi servizi in Italia ed in tutto il mondo.

AGCM Bitcoin

AGCM Bitcoin

Ricordiamo che l’AGCM ha stabilito che la OneLife Network LTD deve sospendere tutte le sue attività, comunicando all’autorità l’avvenuta esecuzione della sospensione.

In caso di mancata ottemperanza, potrebbe venire essere applicata una sanzione amministrativa che va dai 10 mila ai 5 milioni di euro.

OneCoin quindi potrebbe essere fraintesa come una truffa del Bitcoin, mentre in realtà non ha niente del Bitcoin.

Per evitare truffe di ogni tipo, è prima di tutto necessario scegliere una piattaforma di trading online regolamentata dalla CySEC, l’ente di regolamentazione europeo. La migliore piattaforma di trading online con regolamentazione CySEC si chiama Plus500, e consente di investire in Bitcoin, Ethereum e molte altre criptovalute. Non è necessario versare obbligatoriamente dei fondi sulla piattaforma di trading, in quanto è disponibile un conto di trading online demo. Tuttavia è inoltre possibile aprire un conto di demo reale ed iniziare con soli 100 euro. Clicca qua per iniziare con Plus500 >>

Coinspace Truffa

La truffa di Coinspace era iniziata con la grande euforia degli investitori, che all’inizio credevano che questa potesse essere la criptovaluta dell’anno.

Coinspace è stata invece messa al bando dall’ente di regolamentazione CONSOB, che afferma con la delibera 19866 del 1° febbraio 2017 la sospensione ed eliminazione della pubblicità in Italia del sistema CoinSpace.

La criptovaluta CoinSpace, non può essere pubblicizzata quindi sul mercato italiano. Questo significa che Coinspace non è una azienda regolamentata CONSOB e quindi non può essere considerata propriamente legale.

Partiamo subito dal fatto che per iniziare con Coinspace è necessario prima di tutto pagare, mentre il mining di Coinspace non è tutt’oggi disponibile, a dimostrazione che il sistema di Coinspace non è realmente funzionante.

In realtà il sistema Coinspace funziona come un semplicissimo Schema Ponzi, dove i nuovi registrati alimentano quelli più vecchi e così via.

Le vendite piramidali e le svariate altre tipologie di truffe sono state vietate da lunghissimo tempo in tutta Italia, ed è quindi estremamente importante cercare di stare alla larga da questi metodi.

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Bitcoin Guardia di Finanza

Guardia di Finanza Bitcoin

Guardia di Finanza Bitcoin

La Guardia di Finanza Italiana è stato uno dei primi reparti in Italia ad iniziare a lavorare sulla “illegalità” del Bitcoin.

La Guardia di Finanza, durante una intervista con un famoso giornale affermò di avere svariate indagini in corso per l’utilizzo illegale del Bitcoin in Italia, sottolineando che Bitcoin è uno strumento potenzialmente formidabile per operazioni di riciclaggio, traffico di stupefacenti, traffico di armi.

La Banca d’Italia, così come l’Autorità bancaria europea, sconsiglia le banche e gli altri intermediari di acquistare detenere o vendere le criptovalute.

Bitcoin Legale in Italia?

Tuttavia il Bitcoin, e le altre criptovalute, sono assolutamente legali e tassate (sulle plusvalenze) in Italia così come in Europa. Il Fisco italiano ha fatto dunque la scelta di tassare soltanto le plusvalenze.

I Bitcoin vengono quindi assimilati come vera e propria valuta estera, non essendo dei conti corrente a deposito e non avendo quindi alcun tipo di imponibile.

Il Partito Democratico ha tuttavia recentemente richiesto la creazione di una regolamentazione vera e propria, delle regole condivise da tutto l’EU. Una vera e propria direttiva quindi.

Maurizio Bernardo, il presidente della commissione Finanze a Montecitorio ha affermato che “senza regole si rischia il Far West.” Bitcoin infatti non è certamente un’eccezione.

La commissione digitalizzazione del Partito Democratico si starebbe adoperando per fornire una regolamentazione vera e propria al mondo del Bitcoin.

Il Giappone è senza dubbio l’esempio più lampante quando si parla di regolamentazione del Bitcoin. La criptovaluta è attiva e utilizzata nel paese, diventando nel tempo un metodo di pagamento ufficialmente regolamentato e riconosciuto a tutti gli effetti. È stata infatti approvata una legge che ha portato la piattaforma Bitcoin ad essere considerato come uno strumento di pagamento prepagato. Il Giappone, proprio la nazione del crollo di Mt. Gox, ha voluto dare fiducia alla criptovaluta Bitcoin rendendola quindi una moneta a tutti gli effetti dal 1 ° aprile 2017.

Gruppo Barletta Bitcoin

Gruppo Barletta Bitcoin

Intanto l’Italia ha stabilito un nuovo record nel mondo dei Bitcoin, consentendo l’acquisto in Bitcoin di 123 appartamenti in un edificio a Roma tramite il gruppo Barletta. Ciò è stato reso anche possibile dall’Agenzia delle Entrate durante lo scorso settembre, che ha riconosciuto il Bitcoin come una valuta straniera, rendendola quindi legale durante un atto notarile.

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