Criptovalute

Furto stratosferico sulla piattaforma italiana Bitgrail, ma del rimborso nemmeno l’ombra

Grande smacco sulla piattaforma italiana Bitgrail, dove tutti i possessori sono stati derubati, per un ammontare complessivo di 150 milioni di dollari di monete virtuali Nano.

È una pratica sempre più diffusa il mining abusivo sui computer, che vengono infettati con dei virus per agganciarsi sulla potenza di calcolo e sull’energia elettrica. E pare che questa volta i malcapitati siano stati i titolari di un conto presso piattaforme Italiane.

Nello specifico si tratta di un furto avvenuto su una piattaforma italiana che rappresenta un vero e proprio maxi furto di criptovalute, per le quali non è possibile avere nessun rimborso.

Pare infatti che la beffa più grande per tutti i possessori di portafogli virtuali sarà quella di non poter richiedere un rimborso, anche perché è davvero impossibile risarcire quanto rubato. Il furto infatti ammonta a ben 17 milioni di criptovalute Nano, ossia circa 153 milioni di dollari al valore attuale.

La brutta notizia arriva da BitGrail, ovverosia la piattaforma fiorentina che permette lo scambio di valute virtuali.  Qualche giorno fa ha infatti subito il maxi furto ma la piattaforma spera di poter mettere in atto un già “pronto un piano di recupero”.

Il piano di recupero, sarà a conoscenza di tutti gli investitori, attraverso una comunicazione da parte della piattaforma, che tuttavia arriverà solo nel momento in cui si è sicuri di poterlo attuare a livello legale e contabile.

Durante un’intervista a CoinTelegraph, il CEO della piattaforma Francesco Firano, ha dichiarato che al momento procedere con il rimborso per l’importo rubato non è cosa fattibile.

Nel frattempo sono pure in corso le indagini che stanno per altro costringendo il sito a tenere in standby tutte le operazione sia di prelievo sia anche di deposito.

I trader e gli investitori, invece, che hanno perso tutto, hanno il conto in rosso.

Sulla vicenda è in corso un’ indagine della Procura di Firenze che ha aperto un fascicolo d’inchiesta per l’ipotesi di reato di frode informatica connessa con furto per l’indebito uso dell’identità digitale di uno o più soggetti.

Le dichiarazioni della BCE e di Bankitalia

Intanto l’allarme ha messo in guardia anche la Banca Europra, e infatti il presidente della BCE, Mario Draghi, in risposta ad uno studente su Twitter, ha scritto:

“Ci penserei attentamente prima di investire in bitcoin”

Anche se, come del resto è cosa risaputa, la Bce non ha le autorizzazioni a regolamentarlo.

Allo stesso tempo anche Bankitalia, attraverso il DG Salvatore Rossi, ha sminuito i Bitcoin e le altre criptovalute, definendoli aggeggi speculativi.

Ad oggi, il prezzo del bitcoin, dopo i crolli di inizio anno, si aggira intorno agli 8.600 dollari.

A dirla tutta però in questo momento hanno un valore inferiore alla metà del picco di 20mila sfiorato a dicembre.


Andamento in tempo reale Bitcoin

Il pericolo del furto di criptovalute

Ad ogni modo, i furti e gli attacchi hacker sono il pericolo maggiore se si decide di addentrarsi nel mondo delle monete virtuali. Si deve anche tenere presente che del resto i ladri sono sempre in agguato come quando ci fu il furto di oltre 500 milioni di dollari ai danni dell’exchange giapponese Coincheck che provocò un crollo dei prezzi del Bitcoin e delle altre criptomonete.

É evidente dunque che ad oggi non sono state promulgate ancora leggi che ne regolano i controlli, così come non esistono né supervisori né altri che abbiano sotto controllo la sicurezza dell’investimento. Quest’ultima infatti è affidata alla piattaforma e agli accorgimenti delle persone per non farsi truffare.

Senza poi contare il lato oscuro delle criptovalute, che riguarda il mining abusivo, ossia la produzione di criptomonete da parte di hacker che sfruttano la potenza di calcolo di una rete di computer all’insaputa della vittime.

Anzi stando ad un rapporto della società di sicurezza Check Point Software Technologies relativo al periodo luglio-dicembre 2017, ne sono vittime almeno 1 su 5 degli investitori.

Non è altri questo che un virus, che viene installato dagli hacker sui computer delle vittime.

Il virus va ad estrarre criptovalute usando la potenza di calcolo del PC ed allo stesso tempo, lo fa usando energia elettrica, che è il primo fattore di costo della produzione delle monete virtuali.

Addirittura qualche giorno fa un gruppo di scienziati russi è stato arrestato per aver usato il super computer del laboratorio nucleare in cui lavorava per la produzione di criptomonete.

Senza contare poi la spiegazione di un ricercatore di sicurezza, Scott Helme, il quale ha dichiarato alla Bbc che oltre 4mila siti, inclusi quelli governativi, sono stati colpiti da questo fenomeno.

Inoltre in pieno anno 2017 i criptominer hanno preso d’assalto il mondo fino a trasformarsi in uno dei vettori di attacco preferito per ottenere introiti illegali, così come ha affermato Maya Horowitz, manager di Check Point.

Furto di criptovalute: non è la prima volta

Il furto Delle criptovalute di qualche giorno fa non è certo il primo caso nella storia Delle monete virtuali. Il primo grande furto si ebbe nel 2011 ai danni di un broker che dopo l’esperienza fallì.

Parliamo di MT Gox, società nata nel luglio 2010, e che dal 2013 fino al 2014 era riuscita a gestire oltre il 70% di tutte le transazioni bitcoin nel mondo.

Nel febbraio 2014 Mt. Gox sospende le transazioni, ha chiuso il sito ed il servizio di transazioni, dichiarando la bancarotta, e così un mese dopo la società comincia le procedure di liquidazione.

Mt. Gox annunciò che a partire dal 2011, circa 850.000 bitcoin, per un ammontare cioè di 450 milioni di dollari di allora, misti tra criptomonete di investitori e criptomonete di società, erano stati rubati.

Pur avendo ritrovato 200.000 bitcoin siano stati ritrovati, non si capì se il tutto fosse dipeso da furto, frode, malagestione o una combinazione di esse.

Nuove prove emerse ad aprile 2015 dalla società di sicurezza informatica giapponese WizSec hanno raggiunto il seguente esito; “per lo più rubati nel tempo a partire dal tardo 2011″

Come investire in Bitcoin e criptovalute senza essere truffati?

Dato il rischio di furto (le truffe con il Bitcoin sono tante) sarebbe meglio  non fare operazioni con criptovalute possedendolo, bensì l’investimento ideale è quello attraverso il trading CFD.

In pratica, di qualsiasi criptovaluta si è possessori , che siano NEO, Bitcoin o altre altcoin, il rischio di furti sarà sempre molto alto.

La piattaforma di trading online più indicata è IQ Option.

É questa una piattaforma broker per investire su criptomonete in modo serio e professionale, regolamentata ed autorizzata, la quale offre una vera e propria garanzia di trading e professionalità, grazie alla regolamentazione delle autorità nazionali ed internazionali. In questo mondo garantisce l’eventuale rimborso del proprio capitale anche in caso di fallimento del broker.

Quindi se si vuole investire in Bitcoin come in Neo, in Tron, o anche su stellar, ecc., si può tranquillamente fare con il broker di trading CFD IQ Option (clicca per il sito ufficiale).

Il broker in questione consente di investire non solo con un conto demo da 10.000€ gratuiti, ma anche con un conto reale che dà la possibilità di fare trading con denaro reale da 1 € per trade.

E per giunta anche che il deposito minimo richiesto per aprire un conto di trading reale ha un valore minimo di 10 €. Ciò significa che con soli 10 € si potrà investire e fare trading su tantissime criptovalute come:

  • Bitcoin
  • Ethereum
  • Ripple
  • Bitcoin Cash
  • Litecoin
  • Stellar
  • Neo
  • Dash
  • Ethereum Classic
  • TRON
  • Qtum
  • OmiseGo
  • Zcash
  • Bitcoin Gold

Non bisogna poi dimenticare che con i CFD non si sarà mai possessori del bene, ma si va a speculare solo sul valore del prezzo che esso riesce a raggiungere. In pratica si può tranquillamente ottenere un profitto, sia quando il prezzo sale, sia anche quando il prezzo scende.

Questo non è invece possibile se si possiede realmente il bene. Inoltre poi IQ Option garantisce la possibilità di investire anche su altri asset come:

  • Forex
  • Opzioni
  • Azioni
  • ETF

Un altro punto poi a favore del trading con IQ Option è quello di far fruttare la potenza del layout multi-grafico, analisi tecnica e anche quotazioni storiche, ecc.

Infine si possono scoprire tutte le migliaia di possibilità di trading e di investimento che vengono offerte. Infatti non solo fornisce gli strumenti di trading eccellenti, ma mette a disposizione pure i migliori mezzi accessori che possono essere tipo avvisi sulla volatilità, aggiornamenti di mercato, stock screener ma anche calendari e newsletter.

Con IQ Option si può godere di tutto il supporto che necessita quando ci si affida ad un un broker di fama internazionale.

Per altro si può prendere ispirazione da altre persone affini  alle nostre esigenze  per condividere con gli altri tutti i migliori risultati raggiunti.

Infine, IQ Option è un broker regolamentato ed autorizzato dalla CySEC. Puoi iscriverti gratis su Iq Option cliccando qui.

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