Economia e Finanza

Bonanni si prende le Poste

Il premier Letta ha recentemente annunciato di voler privatizzare Poste Italiane. In effetti la parola privatizzare va letta in politichese e si traduce, semplicemente, con il fatto di voler mettere sul mercato una quota dell’azienda solo per fare cassa e mettere una toppa temporanea ai sempre più gravi problemi di bilancio del Paese.
E cosa ancor più grave, Letta ha annunciato di voler regalare (sì, avete capito bene, regalare) il 5% di Poste Italiane ai dipendenti che si vedrebbero anche riconosciuto un posto in consiglio di amministrazione.
A questo punto per Bonanni, che già esercita un’influenza nefasta e impropria sull’azienda, ha la strada spianata per mettere direttamente le mani su Poste Italiane.
Questa azienda produce circa 1 miliardo all’anno di utile, diranno alcuni. Ma si dimentica spesso che questo miliardo di utili è frutto di privilegi e monopoli che dovrebbero essere aboliti rapidamente. E gli utili dell’attività bancaria servono anche a coprire gli immensi disavanzi generati dall’attività postale vera e propria.
E poi c’è lo scandalo gravissimo del miliardo di euro che, ogni anno, lo Stato mette di tasca sua (anzi nostra, perché i soldi escono dalle nostre tasche) per pagare le pensioni (d’oro) di tutti i postali già in pensione.
E con tutto questo, il servizio è pessimo, gli impiegati postali impreparati e scortesi, le file sempre chilometriche. Qui stiamo andando dritti dritti nel terzo mondo e a Bonanni luccicano gli occhi perché sta per entrare nel consiglio di amministrazione. Auguri.

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