Bonanni si prende le Poste

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Il premier Letta ha recentemente annunciato di voler privatizzare Poste Italiane. In effetti la parola privatizzare va letta in politichese e si traduce, semplicemente, con il fatto di voler mettere sul mercato una quota dell’azienda solo per fare cassa e mettere una toppa temporanea ai sempre più gravi problemi di bilancio del Paese.
E cosa ancor più grave, Letta ha annunciato di voler regalare (sì, avete capito bene, regalare) il 5% di Poste Italiane ai dipendenti che si vedrebbero anche riconosciuto un posto in consiglio di amministrazione.
A questo punto per Bonanni, che già esercita un’influenza nefasta e impropria sull’azienda, ha la strada spianata per mettere direttamente le mani su Poste Italiane.
Questa azienda produce circa 1 miliardo all’anno di utile, diranno alcuni. Ma si dimentica spesso che questo miliardo di utili è frutto di privilegi e monopoli che dovrebbero essere aboliti rapidamente. E gli utili dell’attività bancaria servono anche a coprire gli immensi disavanzi generati dall’attività postale vera e propria.
E poi c’è lo scandalo gravissimo del miliardo di euro che, ogni anno, lo Stato mette di tasca sua (anzi nostra, perché i soldi escono dalle nostre tasche) per pagare le pensioni (d’oro) di tutti i postali già in pensione.
E con tutto questo, il servizio è pessimo, gli impiegati postali impreparati e scortesi, le file sempre chilometriche. Qui stiamo andando dritti dritti nel terzo mondo e a Bonanni luccicano gli occhi perché sta per entrare nel consiglio di amministrazione. Auguri.

2 Responses to Bonanni si prende le Poste

  1. aldo ha detto:

    articolo molto impreciso, capzioso, da persona ignorante.
    Basta cavalcare l’onda e criticare, tanto si trovano tante pecore che dicono: ha ragione, e proprio così.
    Sicuramente è un non senso vendere per ridurre il debito pubblico dello 0.45%. Ma tutto il resto sembra da persona che si specchia con il proprio operato non con quello altrui.

  2. Tea Party Italia ha detto:

    Articolo meraviglioso, continuate così perché in Italia pochi hanno il coraggio di dire le cose come stanno. Io sono personalmente per il licenziamento in blocco (senza pensione) di tutti i lavoratori delle poste. Poi si sceglierà uno ad uno, chi riassumere ma lo stipendio sarà di 800 euro al mese, prendere o lasciare, e senza ferie. La pensione poi da darei ai postali dovrebbe essere per legge pari alla metà della minima.

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