Boom di integratori alimentari & co: perché tutti li vogliono?

Anche se i dati sull’argomento si rivelano decisamente eclatanti, è sufficiente fare un giretto in farmacia per notare che nel nostro paese si sta manifestando un fenomeno davvero particolare. Le medicine, o gli oggetti per la puericultura, che un tempo facevano bella vista sugli scaffali, sono stati letteralmente sostituiti da flaconi, boccette e anche maxi confezioni di integratori alimentari. Confezioni colorate, dove spiccano le vitamine e i sali minerali, le pozioni a base di erbe e anche i cibi che promettono di detossinare l’organismo o di rafforzarlo in previsione del cambio di stagione.

Il nuovo business dell’industria farmaceutica nel nostro paese si basa senza ombra di dubbio sul commercio degli integratori e le farmacie, il più delle volte, ringraziano, perché si tratta di prodotti con ampi margini di guadagno e che nella confezione hanno già scritto come devono essere assunti e in che quantità. Da ciò deriva una vendita veloce, che non porta via tempo ai commessi e che quindi si rivela doppiamene favorevole per le loro casse.

Gli integratori non chiedono sperimentazioni per essere emessi in commercio, offrono come detto buoni margini, ma soprattutto sono protagonisti di una domanda da parte dei consumatori che si propone in continua ascesa, il che dimostra che il loro fatturato non avverte crisi di sorta.

Se si guarda ai dati raccolti negli ultimi anni è possibile notare una crescita annuale nella vendita di questi prodotti che sale dal 6% al 7% per stagione. Nel corso del 2015 il popolo italiano ha infatti speso quasi 2 miliardi e 700mila euro in integratori alimentari, ovvero il +25% rispetto a soli quattro anni fa. Al contempo, la crescita del farmaco è pari allo zero, quindi le case farmaceutiche non possono certamente stare a guardare e si sono letteralmente ‘gettate’ su progetti collaterali che si propongono vincenti, spinti dalla passione degli italiani per le diete vegetariane e vegane, forse salutari ma povere e quindi bisognose di essere completate con i giusti integratori.

A tutto questo si associa la nutraceutica, scienza che cura il corpo attraverso l’alimentazione e che si propone in continua diffusione nel paese. Gli alimenti speciali vengono visti in questo caso come delle vere e proprie medicine, che possono aiutare il corpo a trovare salute e benessere senza apportare gli effetti collaterali dei farmaci, anzi, votandosi al cosiddetto ‘svezzamento’ dei medicinali, ovvero alla scelta di non usarli più a favore di prodotti naturali e di un’alimentazione curata nei minimi dettagli.

8mila sono le cosiddette ‘referenze’, cioè i tipi di confezioni anche dello stesso prodotto che si possono trovare sul mercato, contro le 3mila medicine disponibili nel nostro presente. Il pericolo è però dietro l’angolo e va letto nella pratica di sottovalutare la forza degli integratori e di eccedere nel loro impiego, come purtroppo avviene negli Stati Uniti, paese che si ‘nutre’ di integratori dalla notte dei tempi. In alcuni casi l’integrazione può infatti essere utile, ma va sempre attuata sotto controllo medico o chiedendo lumi al farmacista di fiducia, pena l’assunzione di un prodotto che potrebbe essere inutile, magari dannoso per l’organismo del paziente e sicuramente per le sue tasche, visto i costi sempre più importanti di questi prodotti.

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