Brexit, Cameron porta a casa un buon compromesso, a giugno sosterrà la permanenza nell’Unione

Sono servite 24 ore di trattative serrate, incontri bilaterali, discussioni, modifiche ma alla fine si è giunti a un accordo sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione: il premier britannico Cameron incassa con soddisfazione l’intesa e twitta “ho negoziato un accordo per dare al Regno Unito uno speciale status nella Ue. Lo sosterrò domani al consiglio dei ministri”. A giugno sosterrà la permanenza della Gran Bretagna nell’Unione al referendum di giugno.

La prima a dare la notizia, sempre via twitter, è stata la presidente lituana Dalia Grybauskaitė. Smentita, però, dopo pochi minuti dal portavoce di Donald Tusk. È stato lo stesso presidente del Consiglio europeo a comunicare l’”accordo unanime” dei ventotto.


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L’ACCORDO Il risultato più importante per il governo britannico riguarda il cosiddetto “freno di emergenza” per l’accesso dei benefici al welfare dei cittadini comunitari. Nel testo dell’accordo con l’Ue è precisato che la limitazione si applicherà “a tutti i lavoratori nuovi arrivati per un periodo di 7 anni”. la richiesta di Cameron prevedeva ache due rinnovi triennali, per un totale di 13 anni. Inoltre, gli immigrati in Gran Bretagna in cerca di un lavoro potranno essere rimpatriati se non l’avranno trovato entro 6 mesi.

Un altro risultato significativo è quello relativo alla clausola “unione sempre più stretta”, un principio fondante dell’Unione, sin dal 1957. Nel test dell’accordo è scritto che la Gran Bretagna è esentata da tale principio, sancendo uno status speciale a Londra ma in modo da scongiurare la possibilità che né la Gran Bretagna né altri Paesi ostacolino il cammino dell’integrazione europea.
Sul piano economico, viene riconosciuto che l’Unione ha più sistemi monetari; i Paesi fuori dalla zona euro non hanno diritto di veto ma conservano quello d’impugnare le decisioni dell’eurozona davanti al Consiglio europeo.
Nel testo finale dell’accordo resta un grado di autonomia per banche, assicurazioni e istituzioni finanziarie della City dalle regole uniformi nel mercato unico. Era il punto più controverso del negoziato che incontrava la ferma opposizione della Francia, seguita dall’Italia, il Belgio e il Lussemburgo., e infatti è stato il punto su cui lìodra ha ottenuto le minori concessioni. L’autonomia, infatti, è ridimensionata dal ripetuto richiamo all’obbligo di rispettare “condizioni di parità nel mercato interno”. Rimane anche l’obbligo da parte delle banche e delle assicurazioni britanniche di rispettare i poteri degli organi di controllo europeo.

È importante ricordare ce l’accordo entrerà in vigore solo quando e se il referendum di giugno avrà confermato la permanenza della Gran Bretagna nell’Unione. In caso contrario, è scritto nel testo, l’intero pacchetto di accordi cesserà di esistere. Il premier Cameron per il momento incassa un buon risultato sul piano diplomatico ma rimane ancora da capire quanto questo lo aiuterà a superare le resistenze interne in un Paese in cui, secondo i sondaggi, l’ipotesi del Brexit è ancora in leggero vantaggio.

One Response to Brexit, Cameron porta a casa un buon compromesso, a giugno sosterrà la permanenza nell’Unione

  1. Conte Zio ha detto:

    Gli inglesi hanno portato a casa un accordo tutto sommato non male, forse l’Europa sarebbe un posto molto migliore se queste regole valessero per tutti

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