Broker italiani: non è solo una questione di lingua

Broker italiani questione lingua

Quando parliamo di broker consigliati per il trading online, parliamo sempre di broker italiani. Ma che cosa intendiamo con questa espressione? E perché è così importante operare solo con broker italiani? Questo articolo si pone l’obiettivo di evidenziare alcuni suggerimenti utili per chi si avvicina al mondo del trading online.

Che cosa intendiamo per broker italiano
Plus500
Quando parliamo di broker italiani ci riferiamo ad un broker sia in lingua italiana. Questo significa che il sito web è in italiano, eventuali software di trading sono in italiano (nel caso in cui la piattaforma di trading non sia web based e quindi sia necessario installare un software a parte per fare trading sui mercati), che il supporto sia in italiano. Un broker italiano è un broker che può essere utilizzato al 100% delle sue possibilità da un utente che parli esclusivamente italiano.
Non necessariamente un broker italiano deve avere la sede legale in Italia: uno dei migliori in assoluto, ad esempio, Plus500 (clicca qui per conoscerlo meglio)ha la sede legale in Inghilterra, dove è regolamentato e autorizzato dalla Financial Conduct Authority. Tuttavia Plus500 è completamente in lingua italiana e una persona che parli l’italiano è in grado di utilizzarlo al meglio.

Perché è importante scegliere solo broker italiani?
Per prima cosa è una questione di lingua: fare trading può sembrare intuitivo (e in effetti lo è) quindi si potrebbe pensare di utilizzare broker in lingua inglese. Ma se fare trading è così intuitivo, non lo è risolvere problemi, piccoli o grandi, che si possono eventualmente presentare durante l’operatività. Può succedere, ad esempio, di dover comunicare telefonicamente con il supporto online di un broker. Che cosa si fa se dall’altro capo del telefono c’è una persona che parla solo in inglese? (i costi non sono un problema, perché sia nel caso che di broker italiani che di broker esteri è sempre il broker a chiamare).
Ma c’è anche un altro problema: un broker in italiano, di solito, è autorizzato anche dalla CONSOB e comunque ha la sede all’interno dell’Unione Europea e può essere utilizzato senza problemi in virtù della direttiva MIFID. Ma un broker che ha la sede fuori dai confini dell’Unione Europea, invece, qualche problema lo pone. Meglio evitare. Un motivo in più per utilizzare solo broker italiani.
E poi, scusate, ormai la qualità dei broker disponibili in lingua italiana è così alta, perché utilizzare broker esteri?

A proposito di Plus500
Abbiamo citato sopra Plus500. Si tratta di un broker che offre il servizio di negoziazione CFD. Tramite i CFD consente di operare su forex, azioni, materie prime, bitcoins e indici. E’ autorizzato e regolamentato dalla Financial Conduct AUthority britannica, il che rappresenta la massima garania di sicurezza e affidabilità oggi disponibile in Europa. Gli spread sono bassi, c’è un bonus di benvenuto di 25 euro senza deposito e fino a 7.000 euro nel caso si effettui un deposito. Offre strumenti così avanzati da soddisfare le esigenze dei trader più esperti.
Per aprire un conto (bonus fino a 7.000 euro) puoi cliccare qui. Il trading online di CFD può comportare rischi.

Sommario Articolo
Nome articolo
Broker italiani: non è solo una questione di lingua
Descrizione
Quando si sceglie un broker, è necessario scegliere il migliore. Vi spieghiamo oggi come scegliere il migliore e come sceglierlo al meglio.
Autore
Nome editore
Mercati24
Logo editore

3 Responses to Broker italiani: non è solo una questione di lingua

  1. Claudia Camilla ha detto:

    Beh non è che plus500 è un broker italiano, è il miglior broker italiano! Questa è la differenza!

  2. Peppino ha detto:

    Articolo interessante, in effetti oggi tutti i migliori broker hanno la versione italiana, quindi possiamo scegliere broker italiani al 100% senza perdere nulla.

  3. Conte Zio ha detto:

    E mano male che si tratta di broker in lingua italiana ma che hanno la sede legale all’estero. Ho un brutto ricordo dei broker forex italiani (con sede legale in Italia) che vennero chiusi dalla Banca d’Italia qualche anno fa. Ma vennero chiusi troppo tardi…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *