Archivi di Categoria: Mercati azionari

Buyback e Wall Street, un solido binomio

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Prima o poi doveva accadere: dopo 43 sedute consecutive dove gli indici di Wall Street hanno registrato variazioni inferiori all’1%, lo scorso venerdì è arrivato un crollo del 2,45%. Il colpo è arrivato forte e inaspettato, dopo che per tutta l’estate i mercati statunitensi si erano mantenuti solidi e calmi nonostante i timori provocati dalla Brexit.

Apple: Evolversi o lasciare il passo, perché anche i giganti tremano

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La Apple ha sempre saputo stupire il suo grande pubblico, e da anni ormai ci ha abituato a numeri da record e scenari apocalittici durante i lanci dei nuovi prodotti. Questa volta tuttavia il colosso di Cupertino ha stabilito sì un record, ma diversamente dal solito in negativo, e soprattutto riguardante il suo fiore all’occhiello, l’iPhone. Già alle ultime versioni presentate negli scorsi anni non erano mancate le critiche, per un prodotto che in fondo non si è mai davvero rivoluzionato. L’iphone è sempre stato e comunque rimane una delle maggiori garanzie per Jobs e soci, un prodotto da cui ancora dipendono gran parte del fatturato e dei profitti della Apple.

Triplo record per Wall Street, non accadeva dal 1999

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L’ultima volta che a New York gli indici Dow Jones, Standard & Poor’s 500 e Nasdaq avevano segnato tutti e tre nuovi record nella stessa sessione singola era il 1999. Per intenderci dai tempi della prima originale bolla Internet e di quella immobiliare. Ebbene dopo 17 anni il cosidetto “triplete” è riuscito nuovamente a Wall Street, dove giovedì scorso il Dow Jones ha guadagnato lo 0,64% a 18.613,52, lo Standard & Poor’s 500 lo 0,47% a 2.185,79 e Nasdaq lo 0,46% a 5.228,40.
Un risultato incredibile, frutto di una fortunata combinazione tra i titoli energetici, sostenuti dal recente recupero dei prezzi del greggio, e il settore del largo consumo e delle vendite al dettaglio.

Investire in azioni GoPro (GPRO)? E’ possibile e vi spieghiamo come fare

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Vuoi investire in azioni GoPro? Questo articolo fa per te allora.
GoPro ha praticamente creato un settore, diventando subito il leader, per il semplice motivo che non c’era alcun competitor quando GoPro ha presentato la sua prima action camera, la GoPro HERO 35 mm nel lontano 2004. Giusto adesso iniziano ad arrivare i primi seri competitor, come Xiaomi.

Nokia pronta per il grande ritorno nel mondo della telefonia. Ecco come investire!

Il 2016 sarà un anno spettacolare per la telefonia, in quanto molto probabilmente uscirà il nuovo iPhone 7, che sarà il dispositivo di punta della casa di Cupertino, ma Google non starà certamente a guardare, in quanto ha affermato che produrrà molto probabilmente la nuova serie Nexus direttamente “in house, ovvero produrrà sia il software, che l’hardware, come sempre ha fatto la Apple.

Netflix sarà uno dei migliori investimenti del 2016

Impossibile far finta che il 2015 non sia stato l’anno di Netflix, che è finalmente arrivato anche in Italia e in moltissimi altri paesi, con serie TV esclusive e fantastiche come Narcos, Jessica Jones e molte altre ancora.

Netflix nelle case di un italiano su tre in 7 anni

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Sono tanti, tra coloro che si dedicano a giocare in Borsa a interessarsi all’azione Netflix. Dopo tutto è uno dei titoli più innovativi del mercato e le opportunità di profitto sono eccezzionali. Ma come può fare un trader italiano a investire con profitto su Netflix senza pagare commissioni e senza rischi? La risposta è nella piattaforma OptionWeb, una delle migliori piattaforme in assoluto per il trading online di opzioni binarie. Per sperimentare OptionWeb, puoi cliccare subito qui e aprire un conto gratis.

Riaprono in positivo i mercati europei

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Dopo la scorsa altalenante settimana riaprono in buon rialzo i principali listini azionari europei, ancora sotto l’effetto positivo degli ottimi dati sul fronte occupazionale degli Stati Uniti, che ha registrato un incremento di posti di lavoro per un totale di 255.000 posti. Un segnale importante, che rende sempre più probabile l’attuazione di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve nella seconda metà dell’anno, manovra che sta di fatto sostenendo anche Tokyo e le altre borse asiatiche (l’indice Nikkei ha chiuso stamattina a +2,44%).

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Continua la scia positiva anche per Milano, dove dopo tre sessioni consecutive di rialzo Piazza Affari ha aperto stamattina con un +,55% nel Ftse Mib, che è poi arrivato oltre la soglia dell’1%. Anche Francoforte tiene il passo e si mantiene in positivo intorno allo 0,80%, mentre rallenta Parigi, frenata dal calo di Airbus dopo l’annuncio dell’avvio di una indagine nel Regno Unito per presunta frode e corruzione da parte della nota casa produttrice di aeromobili. La Banca centrale francese ha comunque stimato un crescita del Pil dello 0,3% nel terzo trimestre 2016 rispetto al secondo, confermando la solidità del mercato francese.

Dopo i temuti esiti degli stress test condotti dall’Eba continua invece a Piazza Affari il brillante momento delle banche, a cominciare da Mediobanca che ha pubblicato venerdì scorso i conti 2015-16, che si sono dimostrati migliori delle aspettative: l’istituto di Piazzetta Cuccia ha infatti registrato un utile netto di 605 milioni, in progresso del 2% a fronte delle attese stimate intorno ai 570 milioni. Anche il Banco Popolare si conferma in positivo al +4,87%, dopo esser stato promosso nei giudizi della Deutsche Bank in seguito alla pubblicazione dei risultati semestrali. Bene anche la Popolare di Milano a +3,54%, e Banca Carige che ha fondamentalmente confermato le attese degli analisti, annunciando perdite intorno ai 200 milioni di euro nel primo semestre 2016 a causa di ulteriori e maggiori rettifiche sui crediti. Tra i non bancari ottima sessione per le Assicurazioni Generali, in positivo a +2,99%, mentre nonostante l’annuncio dell’acquisizione dell’americana Stella Partners si mantiene poco mosso il titolo di Autogrill, attualmente a -0,06%.

Per quanto riguarda l’estero, la Cina ha registrato a luglio un forte calo delle importazioni
, segnando una netta caduta anche per quanto riguarda l’export. La partenza degli indici europei è stata tuttavia contenuta nelle prime battute dalle statistiche relative alla bilancia commerciale cinese nel mese di luglio: l’incremento del surplus infatti a 52,3 miliardi di dollari è il risultato di un import in netta flessione, a -12,58% contro le attese di -8%, e di un export in calo, confermato a -4,4%.

In Germania invece la produzione industriale è salita dello 0,8% contro le attese dello 0,7%, come confermato dall’Ufficio nazionale di statistica Destatis. A maggio l’indice rivisto ha fatto registrare una flessione dello 0,9% su mese. A giugno la produzione industriale, al netto di energia e costruzioni, ha segnato un incremento dell’1,5 per cento. La produzione di beni capitali è cresciuta del 3,5%, quella dei beni di consumo del’1,2%, mentre quella di beni intermedi e’ calata dello 0,7%, quella di energia del 2,7% e nell’ambito delle costruzioni si è registrato un calo dello 0,5%.

Sul fronte valutario si consolida il rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro, in seguito alla diffusione dei dati sull’occupazione degli Stati Uniti. Il cambio euro/dollaro si attesta infatti a 1,1085 all’apertura della sessione odierna contro 1,1087, mentre ripiega lo yen che si attesta a 113,26 per un euro e a 102,07 per un dollaro. Rimane stabile invece la sterlina, in avvio a 0,8484 pound per un euro, mentre si tratta a 1,3072 dollari per una sterlina. Per quanto riguarda invece le commodity si assiste a un lieve incremento del petrolio, in rialzo dello 0,4% nel contratto Wti a 41,96 dollari al barile.

Banche e istituti centrali continuano a determinare l’andamento dei mercati

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Dopo una settimana difficile e carica di tensioni, le borse del Vecchio Continente tentano di chiudere la settimana in rialzo, reagendo con fiducia all’ampio progetto varato giovedì scorso dalla Banca centrale inglese. Come annunciato dal governatore dell’istituto Mark Carney il costo del denaro è stato tagliato dallo 0,5% allo 0,25%, raggiungendo il nuovo minimo storico. La manovra di stimolo opererà su diversi fronti: il piano di acquisto di titoli di Stato è stato portato da 375 a 435 miliardi di sterline, e verranno avviati un acquisto di 10 miliardi di sterline di debito societario di alta qualità e un altro, con un valore potenziale di 100 miliardi di sterline, per garantire la presenza di credito bancario a seguito del taglio dei tassi di interesse.

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Borse europee al momento quindi positive, in particolare Piazza Affari che da tutta la mattina guadagna oltre l’1% grazie ai risultati delle recentemente pubblicate trimestrali, che hanno portato in rialzo Bper, Ynap e Mediobanca. Più moderati gli altri principali listini europei, con Londra a +0,3%, Francoforte a +0,1% e Parigi a +0,5%. Si rimane comunque in attesa dei dati di luglio sul mercato del lavoro statunitense, che verranno pubblicati oggi pomeriggio e il cui esito inevitabilmente determinerà il comportamento della Federal Reserve sulla politica monetaria da mantenere.

Secondo quanto previsto dagli analisti di Saxo Bank, il settore non agricolo negli USA a luglio dovrebbe creare 179mila posti di lavoro, tanti quanti quelli calcolati nel settore privato mercoledì scorso da Adp. Un dato rilevante, e che secondo le previsioni non dovrebbe avere grandi ripercussioni sul tasso di disoccupazione, previsto in discesa dal 4,9% al 4,8%. Il tanto atteso ritocco del costo del denaro da parte della Fed rimane in ogni caso atteso dopo l’estate, anche se alzare i tassi ora, dopo le manovre espansive varate da Bce e BoE, potrebbe portare a una svalutazione del biglietto verde. Inoltre le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite inaspettatamente restando comunque sotto quota 300.000 per la 74esima settimana consecutiva, un risultato che mancava dal 1973.

Buone notizie invece per Mediobanca dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali
, ampiamente al di sopra delle attese degli analisti, arrivati dopo la conferma della partecipazione al fondo Atlante 2 e alla imminente ricapitalizzazione di Mps: il bilancio annuale ha mostrato infatti un utile netto di 605 milioni, in aumento del 2% rispetto allo scorso anno. Un risultato importante, frutto di una ampia diversificazione del business che ha reso bene all’istituto di piazzetta Cuccia, che vanta oggi indici di capitale oltre il 12%. Inoltre la cedola è in aumento dell’8% a 0,27 euro per azione, rispetto agli 0,25 euro del 2014/2015, garantendo un payout in rialzo al 38%. Inverte invece la rotta Monte dei Paschi di Siena, che dopo un avvio positivo torna sotto la parità, in ribasso dell’1,43% a 0,25 euro. Balza invece in avanti del 9% circa la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, spingendo anche Bpm e Banco popolare a recuperare terreno in attesa della diffusione dei conti prevista per oggi.

Per quanto riguarda le valute l’euro si mantiene poco mosso, attestandosi a 1,114 dollari e a 112,57 yen
. Rimane debole la sterlina, a quota 1,31 contro il biglietto verde, che a sua volta arretra sulla valuta nipponica a 101,05. Lo spread tra Btp e Bund decennali è poco mosso a 124,9 punti base, con un rendimento stabile all’1,14%. In Francia, intanto, il deficit commerciale è peggiorato nel primo semestre di 1,1 miliardi, arrivando a un totale di circa 24 miliardi, appesantito dal settore manifatturiero e affondando l’export dell’1,4%, e l’import dell’1%.

Anche la Borsa di Tokyo rimane in attesa delle indicazioni sul mercato del lavoro USA, terminando in parità la settimana con l’indice Nikkei che si mantiene stabile a 16.254 punti, praticamente invariato rispetto a ieri. Ha chiuso invece in modo contrastato Wall Street, anche se gli indici si sono mossi all’interno di un intervallo relativamente ristretto: il Dow Jones ha perso lo 0,02%, l’S&P 500 è salito dello 0,02% e il Nasdaq dello 0,13%.

Continua il saliscendi delle banche italiane

banche italiane

Dopo le due pesanti sessioni di ribasso di inizio settimana, oggi le borse europee hanno rialzato la testa, registrando alla chiusura lievi rialzi frazionali, con qualche dovuta eccezione.

A fine sessione infatti il Cac40 e il Ftse100 sono calati rispettivamente dello 0,16% e dello 0,17%, mentre il Dax30 è invece salito dello 0,26%. Si mantiene in positivo anche Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha più volte attraversato la linea della parità, fermandosi infine a 16.129 punti e chiudendo con un rialzo dello 0,2%. Si mantiene quindi nell’area dei 16.000 punti, fattore che ha favorito in questi giorni un parziale recupero dei corsi, ma che da solo non basta a mettere al riparo da nuove vendite. Se il Ftse Mib riuscirà a mantenersi al di sopra dei 16.000 punti, allora potrà provare a rilanciare un rimbalzo più convincente verso i 16.500 punti, superati i quali ci sarà spazio per un ritorno in area 17.000/17.100, da cui l’indice è stato respinto in avvio di settimana.

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Tornando ai risultati di Milano, oltre al Ftse Mib anche il Ftse Italia All Share ha registrato un progresso dello 0,13%. In ribasso invece il Ftse Italia Mid Cap a -0,34% e il Ftse Italia Star a -0,2%. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,41 miliardi di euro, rispetto ai 2,73 di ieri. Su 317 titoli trattati, 143 hanno terminato la giornata con un ribasso. Gli analisti di Intermonte Advisory e Gestione hanno recentemente prospettato un agosto fondamentalmente neutro per il mercato, segnalando come il 2016 rischi di rivelarsi un altro anno “sprecato” per il mercato italiano, in ritardo sul tema dei ribassi dei tassi e più in generale sulla ripresa.

Passiamo invece alla spinosa situazione degli istituti di credito: Unicredit ha diffuso oggi i risultati del primo semestre, chiuso con ricavi pari a 11,61 miliardi di euro e quindi in crescita dell’1,1% rispetto all’anno scorso. Anche l’utile netto è migliorato notevolmente, salendo del 27,7% rispetto all’1,04 atteso, raggiungendo gli 1,33 miliardi di euro. Nell’insieme Unicredit vanta un attivo totale di 891,5 miliardi di dollari, un risultato stabile e in crescita dell’1,9% rispetto al 2015, e ha visto una diminuzione dei crediti deteriorati lordi a 77,1 miliardi di euro, in calo del 2,4% su base trimestrale e del 5,7% su base annua. Oggi il titolo è sceso del 2,28% a 1,802 euro, ma gli analisti hanno di fatto confermato il target price di 3,4 euro e l’indicazione di acquisto delle azioni, segno di rinnovata fiducia dei mercati nell’istituto guidato da Jean Pierre Mustier.

Anche Intesa San Paolo ha pagato in borsa i deludenti risultati semestrali, cedendo lo 0,55% a 1,819 euro. Inoltre il target price della banca è stato limato dagli analisti della Barclays da 2,9 a 2,7 euro in seguito alla revisione delle stime per i prossimi semestri, mentre al contrario Equita Sim lo ha incrementato da 2,8 a 2,9 euro, segnalando dei risultati semestrali migliori rispetto alle attese. La prima mantiene l’indicazione di acquisto, la seconda ha consigliato di mantenere le azioni in portafoglio. Indicazioni ambigue, intanto Consob ha fatto sapere che BlackRock ha ridotto la partecipazione detenuta dall’istituto, portandola dal 5,101% al 4,927%.

Positiva invece la sessione per il Monte dei Paschi di Siena: il titolo è salito dell’1,81% a 0,2648 euro, e dalle comunicazioni giornaliere pubblicate dalla Consob si apprende che il 2 agosto Marshall Wace ha ridotto lo short sul Monte dei Paschi di Siena, portandolo dall’1,18% all’1,09%.

Ancora meglio ha fatto la Popolare dell’Emilia Romagna, salita del 4,02% a 3,156 euro. La Consob ha reso inoltre noto che il 2 agosto AQR Capital Management ha incrementato la posizione corta sulla Popolare dell’Emilia Romagna, portandola dallo 0,54% allo 0,63%.

Tra gli altri settori spicca l’importante rialzo di Fiat Chrysler Automobiles, che sale dell’8,26% a 5,9 euro, e l’ottima chiusura di Poste Italiane, in rialzo del 3,51% a 6,195 euro. Scende invece Salvatore Ferragamo dello 0,68% a 20,43 euro, mentre crolla a -8,19% Rcs, nel giorno del Cda che ha approvato i risultati del secondo trimestre, tornato in utile, ma che potrebbe vedere l’uscita di quattro componenti per lasciare spazio alla nuova proprietà.

Sessione del 26 luglio, tremano i colossi italiani

borsa italiana

La giornata di martedì non ha riservato grandi sorprese alla borsa italiana. La sessione si è infatti conclusa con minime variazioni positive, leggermente al di sotto rispetto alle altre borse europee che hanno invece registrato maggiori rialzi frazionali. Sono inoltre iniziati i tre giorni in cui verranno svolte le aste di titoli di Stati italiani: il Tesoro ha infatti collocato un CTZ e un Btp indicizzato all’inflazione, per un totale di oltre 3,5 miliardi di euro, anche se a ora il rendimento del CTZ si conferma negativo.

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Brutta giornata invece per Mediaset, che a trattativa già conclusa ha ricevuto in giornata l’annuncio dell’Ad del colosso francese Vivendi, il quale intende acquistare soltanto il 20% del capitale di Premium (rispetto al 100% originariamente concordato) arrivando a detenere in 3 anni circa il 15% del capitale di Mediaset, attraverso un prestito obbligazionario convertibile. L’emittente televisiva di Berlusconi ha già fatto sapere di essere “fermamente determinata a far valere ogni proprio diritto in ogni sede”, ma oggi il titolo è crollato a -6,94% a 3,006 euro.

Sempre alta rimane poi l’attenzione per le trimestrali che giungeranno nei prossimi giorni dai maggiori istituti di credito del Vecchio Continente. Si conferma spinosa la situazione italiana, come dimostrato anche dalla sessione di oggi: Molto volatile il Monte dei Paschi, che dopo essere arrivato al -8% è tornato in parità oscillando stabilmente e a lungo, per poi chiudere con un disastroso -15. Molta la speculazione sul titolo in questi giorni, complici gli uscenti esiti degli stress test e soprattutto il palese ritardo del governo sul piano della cessione di NPL. Rimane possibile un ritorno ai minimi storici toccati a inizio mese, a 0,2530 euro, ma la discesa non dovrebbe andare oltre l’intervallo 0,20/0,18 euro.

Meglio il Banco Popolare che chiude con un soddisfacente +2,51% a 2,452 euro e la Popolare di Milano, che si attesta a +3,56% a 0,4221 euro. Gli analisti di Equita SIM hanno tagliato il prezzo obiettivo sui due istituti, portandolo rispettivamente a 4,6 euro e a 0,72 euro, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per il triennio 2016/2018.

Scende anche Unicredit, da poco guidata da Jean-Pierre Mustier, il quale ha insieme al consiglio d’amministrazione definito una nuova e più efficiente policy: semplificare le interazioni interne, assumere un più pratico assetto operativo, identificare ruoli chiari e netti, mantenere linee decisionali condivise e maggiormente proiettate sul breve termine. Nonostante la fiducia del Nuovo CEO tuttavia Unicredit scende del 2,27% a 2,242 euro, mentre la Consob ha reso noto che il 25 luglio Marshall Wace ha incrementato la posizione corta sull’istituto, portandola dallo 0,51% allo 0,61%.

Anche Luxottica ha rivisto le stime per l’intero 2016, prevedendo un fatturato in crescita costante del 2-3%, contro la precedente stima del 5-6%. Ha infatti perso il 4,03 attestandosi a 43,32 euro, mentre brillante si è rivelato l’esordio di Enav. La società di controllo del traffico aereo ha infatti registrato un +10,6% a 3,65 euro, e la stessa azienda ha confermato di aver ricevuto domande per quasi 1,82 miliardi di azioni, paragonato a un’offerta finale di 252,6 milioni di titoli.

La Gran Bretagna sceglie Brexit, Tsunami travolge i Mercati

Brexit Crollo Borse

L’azionario Europeo registra la peggior sessione dal 1987, ed è soltanto l’inizio. Ormai è ufficiale, possiamo confermarlo e sottoscriverlo: questo è il campanello d’allarme che decreta l’inizio della fine dell’Unione Europea. La Gran Bretagna è fuori, la Gran Bretagna ha votato per lasciare l’Unione Europea. C’è uno shock generale sui mercati, sia da parte degli analisti, opinionisti e giornalisti. Cameron, primo ministro del Regno Unito dall’11 maggio 2010 si è dimesso, “Serve nuova leadership”.

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.” SIR WINSTON CHURCHILL

Sono le prime ore di contrattazione dei mercati finanziari, e possiamo confermare che sia Londra che il resto d’Europa è in grandissimo calo, in particolare notiamo che il settore azionario bancario è quello che sta subendo di più, dopo che giovedì aveva mostrato un’incoraggiante rally. Il pound è crollato, ed è ai minimi livelli degli ultimi 20 anni.

GBPUSD-crollo-Brexit

È certamente difficile commentare una situazione del genere sui mercati, dopo che per tutta la giornata di giovedì il trend è stato completamente l’opposto. La realtà ha fatto sbattere la testa a tutti i mercati finanziari, che attualmente stanno collassando.

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L’indice italiano FTSE MIB è tornato ai livelli del 2013, con un crollo brusco a -10% soltanto durante le prime ore di contrattazioni. Il crollo potrebbe continuare anche successivamente, i livelli tecnici sono critici, una rottura dei 16.000 potrebbe portare a nuovi ribassi.

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Le azioni Unicredit sono in ribasso di oltre il 20%. Esattamente un mese fa, avevamo previsto un apocalisse Unicredit, e di vendere tutte le azioni Unicredit.

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Lo Stoxx Europe 600, è crollato in maniera molto decisa, come nel 1987, è il peggior crollo da quegli anni ad oggi. Ricordiamo che il 1987 è nei libri di storia per essere stato il “Black Monday”, il giorno in cui i mercati azionari di tutto il mondo crollarono, portando ad una perdita di valore incredibile in pochissimo tempo. Oggi è una giornata molto simile a quella di trent’anni fa, e anche questa sessione verrà scritta nei libri di storia della finanza.

Rimanete aggiornati su Mercati24 per ricevere ulteriori notizie da Brexit nelle prossime ore, non appena i mercati finanziari americani apriranno la sessione, che si prospetta apocalittica, a Wall Street.