Che cosa può ostacolare la svalutazione attesa dello yen?

Gli investitori sono pronti ad allungare sul cambio Usd/Yen. Ma quali sono i possibili freni all’attesa sul balzo del cambio sino a quota 120? I criteri guida dell’investimento ci sono veramente tutti ma ultimamente il mercato si mostra particolarmente timoroso e nervoso. La propensione a rischiare continua a restare ancorata ai minimi e, malgrado si ragioni, qualcuno potrebbe fare una “falsa partenza”. Quante volte è capitato di dover investire sull’aumento del livello del cambio (con le opzioni binarie o con il forex) dovendo ammettere di essere partiti “anticipati”? In questo dedalo di psicologie che sono gli attuali mercati, tutti continuano ad andare alla ricerca di segnali di ingresso ma non si intravedono sempre con chiarezza.

Il Sol Levante è la nuova meta preferita dai traders

Un mercato, per certi punti di vista poco spesso e per nulla liquido, per tradizione con esigui volumi di contrattazione: il Sol Levante.

Gli orari per il trading, per chi punta sul Nipponico, sono piuttosto notturni, in base al nostro fuso orario. Bisogna iniziare, se si vuole entrare giustappunto alla riapertura dei mercati all’orario minimo di punta che è l’1:00 A.M, questo per la borsa di Tokyo. Tokyo chiude alle 10:00 A.M., incrociando altre borse internazionali importanti come quella di Londra, ma non Wall Street che apre, sempre in corrispondenza del nostro fuso orario, alle 14:30.

La coppia più transata per tradizione è sempre stata rappresentata da Eur/Usd ma i mercati stanno lasciando talmente tante sorprese, al punto che ci sembra quasi impossibile non spostare la nostra attenzione verso altri pair.

Che cosa sostenere a proposito del Tandem Usa-Giappone?

Il Giappone è un partner commerciale strategico per gli Usa ed è l’ultimo paese che coltiva “rivalità” di qualsiasi natura con gli Usa. Anzi, tra i due si è realizzata una sorta di collaborazione silenziosa.

Nel frattempo che gli Usa hanno dato lo stop al Quantitative Easing (non saranno disposti più a monetizzare il debito pubblico degli altri paesi; i bond in dollari Usa sono stati utili per gli Investimenti e le infrastrutture), il Giappone, attraverso il fondo pensione e di investimento, comprerà non solo azioni ma anche titoli di Stato tedeschi, australiani e soprattutto americani. Una mossa che non passa certo inosservata per il Gpif, uno dei più grandi fondi pensione a livello internazionale. Sarà la dura legge del contrappasso dopo che gli Hedge Funds hanno destato scalpore, anche su Piazza Affari? Si diceva che uno di essi era diventato anche uno degli azionisti di alcuni bancari di maggiore spicco.

La pseudo-restrizione monetaria degli Usa viene, in parte, tamponata da importanti alleati in modo da sostenere la forza del dollaro?

Ecco quello a cui attualmente stiamo assistendo sul mercato dei cambi per il pair Usd/Jpy. Il cambio si è arenato, attorno ai livelli 115,634. Il raggiungimento di tali livelli ha fatto seguito ad una Marubozu rialzista che abbiamo cominciato a riscontrare già verso il 29 ottobre. Ora, dopo importanti ribassi nella seduta di ieri, ci si attende, a partire dalla ri-apertura delle contrattazioni di quest’oggi la rottura del livello soglia attorno a 116 ma prima di entrare in rialzo si sta aspettando di ritracciare i prezzi. Il fatto che il livello dei cambi continui a restare attorno alla soglia di 115,500 aumenta la probabilità che vi sarà il “breakout”, ovvero il superamento di un precedente livello, il cui test di resistenza è già fallito almeno una volta. Come potete ben notare vi sono interessanti segnali che però fanno dubitare sull’allungo delle posizioni (la Marubozu che vedete all’ultimo individua la corrispondenza del prezzo massimo con quello di chiusura ed è seguita da una candela in cui si ha una scarsa dispersione dei prezzi e solo qualcuno verso i minimi. Evidentemente siamo ancora nel range di consolidamento perché questi non sono gli orari giusti per l’asset e dobbiamo attendere, per un’eventuale volata del cambio, gli orari notturni cruciali).

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Quali sono gli elementi che incidono sulle aspettative di rialzo?

Innanzitutto, dalle ultime dichiarazioni il Giappone non sembra affatto retrocedere dalle misure di politica espansiva. Anzi, eventuali rincari delle tasse sono stati rinviati a data da destinarsi. In quanto a debito pubblico, anche per il Giappone esso schizza alle stelle e tutto si può dire del Giappone tranne che segua una ricetta di rigore fiscale dei conti pubblici.

Le previsioni di inizio anno dei maggiori analisti (tra cui Morgan Stanley) avevano previsto un allungo del cambio Usd/Jpy, ma solo sulla scorta delle previsioni che ipotizzavano un rafforzamento giocoforza del dollaro Usa, per quel Quantitative Easing che prima o poi doveva concludersi. Ma perché il Quantitative Easing deprezzava il dollaro? Per una semplice ragione. Se si cedono dollari, il prezzo-valuta scende e gli Usa acquistavano bond esteri contro dollari Usa, monetizzandoli. I bond erano poi denominati anche in dollari e sono soggetti periodicamente a rimborso da parte dei paesi coinvolti. Non si immaginava questa tacita collaborazione sul piano della policy anche da parte del Giappone che molto probabilmente accelererà l’allungo di Usd/Jpy che veniva portato entro il 2015 a quota 124, ma forse i tempi sono più brevi di quello che si prospettava.

Stiamo, allora, a vedere seguendo i prezzi e facendo attenzione soprattutto alla nuova ri-apertura di Tokyo.

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