Cipro: buone notizie, forse il prelievo forzoso non passa

Forse ci sono buone notizie da Cipro: forse il prelievo forzoso sui conti correnti non passa. Il problema è che il presidente cipriota ha una maggioranza molto risicata e raccogliticcia (immagine figurale di quello che sogna Bersani per l’Italia) e anche nel suo partito molti deputati hanno fatto sapere che voteranno contro questo provvedimento, probabilmente illeggittimo oltre che eticamente sbagliato.

Il parlamento cipriota non vuole prendersi la responsabilità di distruggere le possibilità di ripresa del Paese: perché Cipro vive di turismo ma vive soprattutto di finanza, è la porta di ingresso dei capitali dell’est verso l’Europa. Non è un caso che il presidende russo Vladimir Putin abbia condannato con parole veementi questo provvedimento. Sono moltissimi i russi che hanno i loro investimenti a Cipro e vederli saccheggiare per coprire i buchi delle banche cipriote non è certo un bello spettacolo.

Probabilmente era questo che voleva l’Europa: distruggere completamente il settore finanziario di Cipro. Il fatto è che la finanza non si basa sui soldi, come si potrebbe pensare. La finanza si basa sulla fiducia. E distruggendo la fiducia nelle istituzioni finanziarie cipriote i vertici dell’Europa pensavano di distruggere per sempre uno degli ultimi angoli di libertà finanziaria che esiste in Europa.

putin crisi cipro
Il presidente russo Vladimir Putin ha protestato per il prelievo forzoso: molti russi hanno depositi a Cipro
Ma non è ancora detta l’ultima parola: il presidente cipriota ha parlato al telefono con la Merkel ma anche con il Presidente Putin. E può darsi che arrivi proprio dalla Russia una soluzione che salvi il paese senza rubare dai conti dei cittadini, evitando quindi di creare un pericoloso precedente. Insomma, Putin potrebbe tirare fuori dal cilindro un finanziamento ponte che aiuti le banche locali a rimettersi in sesto.

E sarebbe uno schiaffo un piena faccia per i teorici del pensiero unico europeo, della Tobin Tax, della finanza imbragliata e asservita agli interessi politici degli stati. Staremo a vedere.

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