Economia e Finanza

L’infame punizione di Cipro

A Cipro l’Europa ha usato la mano pesantissima: era noto, certo, che chi davvero conta in Europa voleva punire l’isola mediterranea, colpevole di non essersi piegata al pensiero unico che sta distruggendo la libertà economica e finanziaria in Europa. Ma quello che non si poteva immaginare è che l’Europa arrivasse a questo punto, imponendo un pesantissima prelievo forzoso sui conti correnti. Un prelievo che in molti casi arriverà persino al 10%.
Se ci pensiamo si tratta di una punizione collettiva e indiscrimanata, una pratica proibita persino dalle leggi militari di guerra.
Ma ci sono due cose che forse sfuggono e che è bene mettere in evidenza: da una parte si tratta di una misura assolutamente ingiusta, dall’altra avrà effetti devastanti sia a Cipro sia sul sistema bancario europeo nel suo complesso.

crisi cipro
Ciprioti in fila al bancomat per salvare almeno una piccola parte dei risparmi

Una misura ingiusta
La misura applicata contro Cipro è assolutamente ingiusta: la crisi dell’isola è puramente finanziaria e nasce da una scellerata decisione presa proprio dall’Europa: quella di salvare la Grecia imponendo ai suoi creditori un taglio sostanzioso degli importi del debito greco. In fondo si è trattato di un default controllato, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo. Ebbene, in questo default le banche cipriote, che avevano prestato molti soldi allo stato greco, si sono ritrovate con perdite colossali. E da qui nasce la crisi finanziaria e la necessità di un intervento dell’Europa. Che ha concesso un prestito di 10 miliardi di euro ma ha, allo stesso tempo, imposto un prelievo forzoso sui conti bancari dei cittadini, che così si trovano a pagare al posto dei greci.

Effetti devastanti
La misura avrà sicuramente effetti devastanti sull’economia di Cipro, già pesantemente provata da questa crisi. Già si è scatenata la fuga dei capitali: ricordiamoci infatti che Cipro è la porta di ingresso dell’Unione Europea e molti capitali provenienti dalla Russia e dal Medio Oriente transitano proprio da Cipro per entrare nell’Unione. Adesso Cirpo sarà considerata meno affidabile e i capitali prenderanno altre vie. Ma è tutto il sistema bancario europeo ad aver perso credibilità con questa mossa assurda.
Perché se è successo a Cipro, potrebbe succedere anche in Italia. O in Spagna. Una volta creato il precedente, lo si può ripetere. A questo punto i cittadini italiani potrebbero cominciare a ritirare i soldi dalle banche, scatenando una crisi di liquidità. Probabilmente i più accorti lo stanno già facendo. Agli altri toccherà la parte che recitano di solito, quella del parco buoi che paga in silenzio o al massimo ragliando.

Cipro, condannata al default dall’Europa

Quello che sta succedendo a Cipro è di una gravità inaudita: il Paese è stato colpito duramente nelle sue fondamenta. L’economia si basava su due settori principali, il turismo e la finanza, e l’Europa ha praticamente raso al suolo il settore finanziario. Nessuno, da domami, vorrà tenere i capitali a Cipro. Il governo è stato costretto a provvedimenti durissimi per evitare la fuga dei capitali, ad esempio limitando le esportazioni di capitali a 3.000 euro e impendendo l’uso all’estero di carte di debito o di credito. Misure che, francamente, non possono che peggiorare la situazione, distruggendo ancora di più la (pochissima) fiducia rimasta da parte degli investitori.
Quale sarà a questo punto il destino di Cipro? Probabilmente perso il settore finanziario, dovrà concentrarsi su turismo ed esportazioni a bassissimo valore aggiunto e basso costo: ecco perché qualcuno già sta avanzando l’ipotesi che Cipro dovrebbe uscire dall’Euro, proprio perché in questo modo potrebbe applicare delle svalutazioni competitive e riuscire, in questo modo, ad utilizzare la leva del prezzo.
Davvero una fine umiliante per una delle più grandi piazze finanziarie d’Europa, una fine accuratamente programmata dai vertici europei che hanno voluto colpire la libertà finanziaria dell’Isola. E magari invitare anche i capitali russi ad accomodarsi nelle accoglienti banche tedesche.

Cipro: buone notizie, forse il prelievo forzoso non passa

Forse ci sono buone notizie da Cipro: forse il prelievo forzoso sui conti correnti non passa. Il problema è che il presidente cipriota ha una maggioranza molto risicata e raccogliticcia (immagine figurale di quello che sogna Bersani per l’Italia) e anche nel suo partito molti deputati hanno fatto sapere che voteranno contro questo provvedimento, probabilmente illeggittimo oltre che eticamente sbagliato.

Il parlamento cipriota non vuole prendersi la responsabilità di distruggere le possibilità di ripresa del Paese: perché Cipro vive di turismo ma vive soprattutto di finanza, è la porta di ingresso dei capitali dell’est verso l’Europa. Non è un caso che il presidende russo Vladimir Putin abbia condannato con parole veementi questo provvedimento. Sono moltissimi i russi che hanno i loro investimenti a Cipro e vederli saccheggiare per coprire i buchi delle banche cipriote non è certo un bello spettacolo.

Probabilmente era questo che voleva l’Europa: distruggere completamente il settore finanziario di Cipro. Il fatto è che la finanza non si basa sui soldi, come si potrebbe pensare. La finanza si basa sulla fiducia. E distruggendo la fiducia nelle istituzioni finanziarie cipriote i vertici dell’Europa pensavano di distruggere per sempre uno degli ultimi angoli di libertà finanziaria che esiste in Europa.

putin crisi cipro
Il presidente russo Vladimir Putin ha protestato per il prelievo forzoso: molti russi hanno depositi a Cipro
Ma non è ancora detta l’ultima parola: il presidente cipriota ha parlato al telefono con la Merkel ma anche con il Presidente Putin. E può darsi che arrivi proprio dalla Russia una soluzione che salvi il paese senza rubare dai conti dei cittadini, evitando quindi di creare un pericoloso precedente. Insomma, Putin potrebbe tirare fuori dal cilindro un finanziamento ponte che aiuti le banche locali a rimettersi in sesto.

E sarebbe uno schiaffo un piena faccia per i teorici del pensiero unico europeo, della Tobin Tax, della finanza imbragliata e asservita agli interessi politici degli stati. Staremo a vedere.

Cipro: il prelievo forzoso non è passato

Il prelievo forzoso dai conti correnti non è passato, il denaro dei ciprioti e di tutti coloro che avevano avuto fiducia in loro è salvo, almeno per il momento. Molto interessanti i numeri della votazione del parlamento dell’isola: nessuno ha votato a favore, la maggioranza si è astenuta. E si tratta di uno schiaffo in piena faccia non per l’Europa, ma per una certa concezione di Europa imperante negli ultimi anni.
Insomma, ha perso l’Europa rappresentata da Wolfgang Schäuble che ha avuto il coraggio di dichiarare:

Wolfgang Schauble

Chiunque investe i suoi soldi in un paese dove si pagano meno imposte si assume il rischio quando le banche di quel paese non sono più meritevoli di credito, è ovvio

Insomma, si trattava di una punizione collettiva per il popolo cipriota e per tutti coloro che avevano portato li i loro investimenti.

Ebbene, i ciprioti hanno riaffermato la loro sovranità fiscale. Il Parlamento ha fatto chiaramente notare che personaggi come Wolfgang Schäuble non hanno il potere di decidere quello che i ciprioti fanno all’interno delle loro frontiere.

Il fatto che un provvedimento del genere sia stato anche solo proposto avrà effetti devastanti sul sistema finanziario europeo ma il fatto che sia stato respinto ha evitato la vera e propria catastrofe.
In ogni caso il problema di fondo è: come potranno sentirsi tutelati i cittadini europei? Ricordiamoci che la crisi finanziazia venne arginata proprio perché gli stati europei decisero di dare una garanzia assoluta sui depositi bancari.

Ma se adesso gli stati con una mano garantiscono e con l’altra prendono i soldi dai conti correnti degli europei, le cose si potrebbero mettere male, molto male.

Il gas di Cipro prenderà la via della Russia?

E’ davvero sconsolante vedere come l’Europa sia in grado di peggiorare sempre le situazioni, anche quando una via d’uscita chiara c’è. Il problema di fondo è che in Europa c’è troppa ideologia e questo ha conseguenze devastanti.
Prendiamo il caso di Cipro: l’Europa ha voluto punire il fatto che a Cipro non viga il Grande Fratello finanziario che invece va così di moda negli altri paesi. Ha elargito aiuti con il contagocce e, a differenza di quanto fatto in Grecia, ha imposto alla popolazione il pesantissimo sacrificio del prelievo forzoso sui conti correnti. Un’opzione che è fortunatamente saltata per l’opposizione del Parlamento Cipriota ma i danni al sistema sono immensi. Pensiamo ad esempio che le banche sono ancora chiuse e lo saranno fino a lunedì.
Per Cipro, che vive di finanza e di turismo, è un danno gravissimo.

gas cipro

Ed è un danno per tutta l’Europa: i cittadini hanno perso ormai ogni fiducia nella protezione dei depositi garantita proprio dall’Unione e presto o tardi si scatenerà un effetto domino dalle conseguenze imprevedibili. E oltre agli aspetti finanziari, c’è anche un problema strategico: il gas di Cipro.

Recentemente sono stati scoperti dei giacimenti presenti al largo dell’Isola mediterranea. Ebbene, pare che la Russia possa assumere un ruolo nel salvataggio dell’Isola, ma in cambio chiede la gestione di quei giacimenti di gas. In pratica l’Europa perderebbe clamorosamente un modo di rendersi almeno un po’ più indipendente dal punto di vista energetico e si consegnerebbe, ancora di più, mano e piedi nelle mani di Gazprom e della Russia.

Ma che cosa ci voleva a creare un consorzio di grandi imprese petrolifere europee per anticipare il finanziamento di 6 miliardi in cambio del diritto a sfruttrare in futuro il gas? Dopo tutto non c’è asset migliore come garanzia di un prestito. Ma questo avrebbe consentito a Cipro di continuare la sua politica economica e finanziaria e questo a qualcuno ovviamente non piace.

Meglio consegnare il gas ai Russi, peggiorando la nostra situazione strategica e geopolitica, che continuare a garantire l’autonomia decisionale in politica economica del governo di Cipro.

Questa Europa mi piace sempre di meno.

Il grande furto

E’ davvero facile risolvere le crisi finanziarie come è stato fatto a Cipro: semplicemente togliendo i soldi ai correntisti. Il fatto è che si è davvero passato il limite, arrivando a confiscare anche il 60% dei depositi dei correntisti: la metà subito, in cambio di azioni che valgono molto meno della carta straccia, e un’altra buona metà che resta congelata sul conto fino a quando il salvataggio non sarà conclusa.
E’ questa, ad esempio, la situazione che si verificherà per i correntisti di Bank of Cipro, la prima banca cipriota ad essere sottoposta alla procedura di salvataggio come comunicato dalla Banca Centrale Cipriota durante il week end pasquale.
Un vero e proprio bagno di sangue a cui sono stati sottoposti coloro che hanno un conto corrente con importo superiore ai 100.000 euro e che, evidentemente, non serve certo a creare fiducia verso il sistema finanzario.
Giusto per fare un esempio, da oggi in poi chi ha soldi in una banca europea potrebbe essere trasformato, suo malgrado, un un’azionista della banca stessa.

Vi fidereste a diventare, ad esempio, azionisti del Monte dei Paschi?

monte dei paschi di siena

E mai esempio fu più calzante visto che gli italiani, tutti, sono destinati a diventare azionisti del Monte. Perché? Perché i soldi offerti alla banca sotto forma di prestito dallo Stato con i Monti Bond saranno restituiti sotto forma di azioni. Azioni che ovviamente non valgono niente, visto che gli analisti più ottimisti dicono chiaramente che fino al 2019 MPS non potrà distribuire dividenti.

E il bello è che gli italiani hanno pagato di tasca loro il salvataggio del disastrato istituto senese, mediante l’IMU sulla prima casa. E se tutto questo non basta c’è una verità che pochi osano dire: il Monte dei Paschi non è ancora salvo, anzi. Nessuno sa veramente a quanto ammontano le perdite, nessuno sa quanti altri soldi pubblici ci vorranno per evitare che quella che fu una grande banca debba portare i libri in tribunale.

E non è un caso che dall’inizio dell’anno si sia verificato un vero e proprio fuggi fuggi di capiltali dal Monte dei Paschi: i correntisti più informati cambiano banca.

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