Come la Spagna ha salvato il fondo per la sicurezza sociale

Viviamo in tempi di vacche magre, in cui gli stati sono costretti a tagliare la spesa per far fronte ai debiti che crescono a ritmi forsennati, frutto di malaugurate scelte fatte nel passato. Una situazione comune a vari paesi come Italia, Portogallo, Grecia, Spagna.
Ed è proprio spagnola la storia che vogliamo raccontare oggi, una storia che dimostra come con l’intelligenza politica e finanziaria si possano risolvere i problemi concreti delle persone pur perseverando nel più assoluto rigore di bilancio.
In Spagna c’è un fondo, Fondo de Reserva de la Seguridad Social, che si occupa di erogare diverse prestazioni di sicurezza sociale, a partire dagli aiuti per chi ha perso il lavoro.
Questo fondo dispone di un patrimonio accumulato negli anni di crescita economica anche se è dal 2010 che questo patrimonio non cresce, anche perché lo Stato ha dovuto tagliare nettamente i trasferimenti. Inoltre le spese che questo fondo deve affrontare per aiutare coloro che perdono il lavoro sono sempre più elevate visto che la disoccupazione aumenta giorno dopo giorno.
Il rischio concreto era quello di non poter più pagare pensioni e aiuti: ma il problema è stato risolto con un’abile e intelligente operazione finanziaria che ha dimostrato la piena fiducia del governo spagnolo nella possibilità di riprendesi. Un circolo virtuoso, insomma.
Che cosa ha fatto di così intelligente il fondo? Semplicemente ha venduto titoli tedeschi, francesi e olandesi con rendimento molto basso e ha acquistato titoli di Stato spagnoli, dal rendimento più alto. La cosa intelligente è che lo ha fatto al momento giusto, cioè prima della famosa dichiarazione di Mario Draghi in cui si metteva in chiaro che la BCE avrebbe fatto qualsiasi cosa per la salvezza dell’euro.
A quel punto il valore dei titoli spagnoli si è notevolmente incrementato (o lo spread è sceso, sono concetti equivalenti) e il fondo ha potuto contabilizzare forti plusvalenze, senza contare che il rendimento effettivo degli investimenti era comunque cresciuto.
Ed è proprio grazie alle plusvalenze che il fondo ha potuto continuare a erogare le sue prestazioni sociali. Un’operazione davvero molto intelligente orchestrata dal premier Rajoy. E’ evidente che non è una soluzione di lungo periodo, ma almeno per il 2013 l’equilibrio finanziario del fondo è preservato. E questo significa che potrà continuare ad aiutare i disoccupati, almeno quest’anno.
In Italia una operazione del genere non è nemmeno pensabile: gran parte del patrimonio previdenziale è immobilizzato in investimenti immobiliari. E il rendimento è nullo, visto che la gran parte dei canoni di affitto sono solo simbolici, ammesso che le case non siano occupate abusivamente o assegnate agli amici degli amici.

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