Commodity: per l’oro si resta in fase orso

A quanto sembra, il processo di cambio del fixing si è definitivamente concluso: la guida passa all’Ice Benchmark Administration e non sarà più di un pool di banche. A dire il vero, il fixing dell’oro lo si voleva proprio abolire e sembra che così sarebbe stato visto che mancava l’accordo tra i gruppi bancari, ma alla fine è spuntata un’altra istituzione volenterosa di farsene carico.

Ma a cosa serve questo fixing dell’oro?



In realtà, conta e come il fixing, dato che il prezzo così stabilito per l’oro, in tale modo (bisognerebbe tenere conto, il più neutralmente possibile degli effettivi volumi di domanda e di offerta), vale per i contratti future. Quindi, il fixing dà luogo ad un benchmark che, se comunicato in modo strumentale, può permettere ad operatori interessati ed in possesso di informazioni strategiche di esercitare operazioni speculative sull’oro.

Scandali a catena per i gruppi bancari che sono stati alla base del fixing dell’oro. Si è detto: finalmente è l’ora di finirla con questo fixing. Ed, invece, è ancora operativo e lo sarà per molto tempo.

Tra chi sostiene la necessità della sua esistenza, vi è chi, in perfetto garantismo, ritiene che il fixing sull’oro sia uno di quei presupposti essenziali per il corretto funzionamento dei mercati. Sarà così. Viceversa per il parente povero, l’argento, si passerà ad un nuovo metodo di calcolare il fixing.

In ogni caso, vediamo quali sono le previsioni sull’oro per le sessioni successive.

Cosa sta facendo l’oro in questi giorni?

L’oro scende, l’oro sale, sembra ormai di avere a che fare con un titolo azionario.

Ciò che incide sul calo delle quotazioni dell’oro e di gran parte delle materie prime (salvo per il rame, dove sembra che le quotazioni siano sostenute dalla forte domanda cinese, come avvenne sul finire del 2013 per l’oro) è la forza del dollaro.

Possiamo, infatti, fare una comparazione fra le quotazioni dell’oro espresse in termini di euro e le quotazioni dell’oro espresse in termini di dollari usa, prese quest’ultime come riferimento per i mercati internazionali.

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Come previsto da molti analisti, il raggiungimento di quota 1.170 dollari è stato seguito da trend ribassisti, catturati dalle posizioni short degli investitori. Siamo ai minimi delle quotazioni da più di 3 anni, rispetto ai precedenti livelli di quotazione attorno a quota 1900 dollari all’oncia.

Si prevede una continuazione del trend ribassista anche per altre valutazioni di mercato:

  • Stop della domanda di oro da parte dei tradizionali importatori (ad es. Cina ed India)
  • Crisi dei consumi dell’oro anche per la domanda dell’oro per gioielleria o consumo

Ma dobbiamo tenere conto di un altro aspetto, non certo secondario: la forte domanda da parte dei vari Stati di oro, quale riserva istituzionale, ha di certo avuto l’effetto di spazzare via un grande quantitativo di oro, al di là dell’oro esistente per finalità numismatiche e di collezione. Ci siamo arenati su nuovi livelli, ben più bassi di quelli iniziali, anche perché l’oro deve assolvere certamente ad un ruolo di natura valutaria.

Non dimentichiamoci del referendum elvetico sul rimpatrio dell’oro

Al momento, continuiamo su puntate short, salvo il raggiungimento di soglie di supporto critiche, attorno a 1.000 dollari l’oncia.

Quale sarà l’effetto del referendum sulle quotazioni dell’oro che si terrà a fine mese?

Premettiamo che la Svizzera ha stabilito, al fine di evitare un eccessivo apprezzamento del franco, che il rapporto rispetto all’euro deve mantenersi attorno a quota 1,20.

Se dovesse vincere il sì, di conseguenza, la Svizzera dovrebbe rispettare un determinato rapporto tra oro e valute estere e ciò potrebbe compromettere l’obiettivo quota 1,20.

In ogni caso, ci si attende un effetto “volata” sulle quotazioni, almeno transitoriamente. Poi, seguirà come è successo già nel 2014 un lungo trend discendente ed il raggiungimento di nuove soglie di resistenza e supporto, dato che ciò è accaduto tipicamente quando l’oro viene sottratto dalla circolazione internazionale (domanda di natura istituzionale). In linea generale, gran parte delle previsioni restano ribassiste nel medio/lungo termine.

L’articolo è stato scritto da Ines Carlone. Si tratta di un contributo esterno e non riflette la posizione ufficiale di Mercati 24.

One Response to Commodity: per l’oro si resta in fase orso

  1. Ho78 ha detto:

    Ma che bell’articolo, secondo me l’oro adesso scende ma poi fra poco inizierà a galoppare. Quando? Quando Russia e Cina torneranno finalmente al gold standard. Allora ci sarà da piangere per l’occidente che ha svenduto per un piatto di lenticchie le sue riserve d’oro.
    Ma lo avranno fatto in buona fede oppure sono d’accordo per svendere l’occidente? in un caso sono stupidi, nell’altro traditori…

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