Continua lo scandalo delle banche: commissioni esagerate, tassi usurai, Pos….

banche italiane

Modifiche dei contratti all’insaputa del contraente, spese aggiuntive a sorpresa e tassi usurai. Queste sono solo alcune delle azioni inique che periodicamente le banche mettono in atto nei confronti dei loro clienti.

La Banca si riserva di modificare unilateralmente le condizioni qualora particolari situazioni lo richiedano“: questa la frase molto generica su per giù utilizzata per prassi sui contratti, che quando vengono modificati a loro vantaggio comportano inoltre una comunicazione incompleta e poco chiara sull’accaduto.

Dei tassi usurai ne abbiamo invece già parlato, con nuove possibilità per i contraenti di ottenere giustizia dopo una recente sentenza della Cassazione. E cosa dire dei prestiti che, se restituiti in anticipo, comportano delle penali esose ed ingiustificate?

Spesso poi le banche la passano liscia anche quando hanno palesemente torto, perchè in pochi pensano concretamente a difendere i propri diritti, specie nei casi di piccole somme, spaventati dai costi degli avvocati, dei commercialisti e da quelli delle cause giudiziarie. Ma ci sono tante vie più semplici come quella di rivolgersi a delle associazioni di consumatori che si fanno promotrici di class action o cause collettive, o la possibilità di rivolgersi all’Arbitrato Bancario Finanziario (Abf).

E cosa dire del caso grave dei bonifici SEPA, che da Febbraio hanno reso possibile per legge trasferire e ricevere soldi nell’area Euro come se si trattasse di operazioni domestiche (cioè da e verso l’Italia), facendo venire meno per i pagamenti in euro la distinzione fra bonifici nazionali e transfrontalieri. Ma nonostante questo, continuano a venire addebitati costi inspiegabili, ed a volte anche salati da diverse banche, che già per i Paesi fuori dall’area Euro richiedono delle commissioni per i bonifici da rendere quasi folle l’utilizzo di questo strumento di pagamento.

Carmine Laurenzano, dell’Ufficio legale Codici, ha ricordato ai consumatori: Verificate i costi e le commissioni applicate alle operazioni di bonifico e di addebito diretto, e soprattutto verificate se tali costi sono stati effettivamente comunicati dagli Istituti Bancari. Si tratta a volte di piccoli balzelli, ma senza la preventiva comunicazione ed informazione, non possono comunque essere applicati alle operazioni in questione. Gli utenti pertanto avranno la possibilità di richiedere indietro le somme”.

E non andiamo nemmeno ad aprire il capitolo dedicato alle commissioni per il trading online perché ci sarebbe davvero da piangere. L’unica nota positiva, in questo caso, è che esistono molti broker esteri, regolarmente autorizzati dalla CONSOB, a cui il trader italiano può rivolgersi per fare trading senza commissioni.

Chiudiamo con la storia dell’obbligo d’installazione dei Pos per i negozianti: una vera tassa occulta per gli esercenti, che pagheranno in media 1700 euro l’anno tra costi d’installazione, canoni e commissioni.

Il segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni a tal proposito ha dichiarato: “Con l’obbligo di pagamento tramite Pos si corre il rischio di dimezzare, azzerare o addirittura mandare in rosso i margini di guadagno di alcune particolari categorie come gli edicolanti, i tabaccai e i benzinai. Tanto per fare un esempio, un tabaccaio, che già ha un euro di margine di guadagno sul rinnovo di un bollo da 100 euro, con il pagamento tramite Pos dovrà sborsare una commissione di 1 euro e 50 centesimi. Mentre, di certo, le banche non piangeranno. E poi la cosa porterà l’obbligo di aggiornarsi anche e soprattutto a chi non ha un esercizio commerciale in sede fissa, come, per esempio, gli idraulici o i muratori. Ma anche professionisti, come possono essere gli architetti, gli avvocati, i commercialisti e i consulenti del lavoro. Persino gli ambulanti e le piccole attività anonime dovranno obbligatoriamente dotarsi di un Pos“.

E’ facile fare leggi il cui costo viene pagato sempre dai cittadini, ma qualcuno mi può spiegare perchè si fa moltissima attenzione ai pagamenti irrilevanti, invece di concentrarsi sulla grossa evasione di miliardi di euro che ogni anno passano per l’Italia in maniera del tutto sconosciuta, ad opera di grossi evasori o frutto di attività messe in atto dalla criminalità? Quello sì che sarebbe un elemento di giustizia, che oltretutto darebbe respiro alla nostra economia con il recupero delle evasioni, non la spesa da 30 euro da pagare con carta di credito.
Giancarlo Sali

 

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