Correzione diffusa sui listini europei e americani in attesa delle parole della Yellen

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In attesa del discorso del presidente della Federal Reserve Janet Yellen in agenda per domani, i listini azionari di tutto il mondo si sono oggi mossi a ribasso, in controtendenza rispetto al trend rialzista prevalente negli ultimi giorni. I listini europei stanno infatti risentendo delle prime vendite sui bancari, che pur escono da tre sedute consecutive in rialzo, e anche del calo della fiducia nelle imprese tedesche registrato ad agosto. Per dare un’idea nel Ftse Mib di Piazza Affari al momento solo Snam, Telecom Italia ed Enel si mantengono in positivo, mentre rimane in parità Italcementi. Oltreoceano non ha fatto meglio Wall Street, dove le contrattazioni sono iniziate in ribasso nonostante la pubblicazione di alcuni dati macroeconomici migliori di quanto atteso, accodandosi alle flessioni già registrate dalle Borse del Vecchio Continente.

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Questa correzione diffusa, dopo tre sessioni positive consecutive, riguarda in primo luogo gli istituti di credito e in particolare Unicredit
, che dopo due sedute stellari e numerose indiscrezioni circa il nuovo piano industriale e l’imminente ricapitalizzazione si prende una pausa attestandosi a -3,45% a 2,18 euro. Il mercato scommette che presto verrà dato il via libera al piano cessioni, mentre i traders riflettono circa l’eventuale alleanza nel risparmio e nella consulenza finanziaria con Finecobank, di proprietà dello stesso gruppo Unicredit, e Banca Generali. In calo tutti i bancari, tra cui si segnalano Banco Popolare, a -3,37%, e Banca Popolare di Milano, a -3,55%, maglie nere della giornata.

Rimane sempre alta l’attenzione sulla vicenda Mediaset-Vivendi, in attesa dell’imminente semestrale del colosso francese da cui potrebbero emergere nuove prese di posizione circa l’acquisto della pay-tv Premium. Nel frattempo Mediaset cala dell’1,71% a 2,876 euro. Riflettori puntati anche su Fiat Chrysler Automobiles, che gravita intorno alla parità ma è arrivato a guadagnare anche l’1%, grazie alle voci sull’avanzamento dei contatti con la sudcoreana Samsung circa la cessione di Magneti Marelli. Male invece Italia Indipendent, l’azienda di lifestyle e occhialeria creata da Lapo Elkann, in seguito alla pubblicazione dei deludenti conti semestrali. A Wall Street e nel resto del continente calo diffuso anche sui farmaceutici, dopo che ieri la candidata alla presidenza americana Hillary Clinton ha criticato l’eccessivo aumento dei prezzi di alcuni farmaci negli Usa.

Come già accennato in Germania cala ancora la fiducia delle imprese, come dimostra l’indice Ifo sceso ancora ad agosto a 106,2 dal 108,3 di luglio, confermando il trend negativo in atto da mesi e smentendo le aspettative che volevano l’indice in ripresa a 108,5 punti. In timido recupero i prezzi del petrolio, che segnano un +0,3% sul Wti ottobre a 46,9 dollari al barile e un +0,12% sul Brent a 49,11 dollari al barile. Sul mercato delle valute il biglietto verde continua a confermare la propria solidità dopo il rafforzamento di ieri, e al momento viene scambiato a 1,1269 per un euro e a 100,40 yen. Corregge la sterlina, già vivace nella sessione di ieri: la valuta britannica vale 0,8524 per un euro e 1,3212 dollari. Infine EUR/JPY rimane stabile a 11,317.

In Francia il Governo ha confermato le stime per il Pil 2016 e 2017, che si attendono in recupero dell’1,5%, confermando la fiducia nelle imprese rimasta sostanzialmente stabile ad agosto, attestandosi a 101 dal 103 di luglio. Anche il Pil spagnolo è cresciuto nel secondo trimestre dello 0,8% congiunturale e del 3,2% tendenziale. Sull’onda del trend ribassista anche Tokyo ha chiuso in lieve calo segnando un -0,2%, evidente sintomo dell’atteggiamento cauto mantenuto dagli operatori in vista del tanto atteso discorso di Janet Yellen a Jackson Hole da cui potrebbero emergere importanti modifiche dell’attuale politica monetaria. Domani inoltre è prevista la seconda lettura del Pil statunitense del secondo trimestre. Infine è cresciuto leggermente il rendimento del decennale italiano, salito a 1,15% mentre il differenziale con il pari scadenza tedesco si è allargato a 123 punti base.

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Correzione diffusa sui listini europei e americani in attesa delle parole della Yellen
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I mercati finanziari reagiscono duramente alle decisioni della Yellen.
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