Cosa può accadere all’EURO nei prossimi giorni.

Nelle ultime giornate di trading il cross eurodollaro ha confermato una condizione di temporaneo equilibrio. Il protratto trend discendente che aveva condotto il cambio sui minimi degli ultimi undici anni si è smorzato per intensità e sta palesando una evoluzione sostanzialmente laterale, una dinamica probabilmente frutto della posizione attendista degli investitori, alla vigilia di appuntamenti cruciali come la riunione di politica monetaria della BCE di giovedì e la tornata elettorale in Grecia della prossima domenica, che potrebbero imprimere svolte
profonde alla condizione macroeconomica di Eurozona.
Il range di oscillazione è stato quindi piuttosto modesto, tra 1.1550 e 1.1650, con orientamento direzionale davvero scarso.
Si consiglia di non sottovalutare il pericolo di alta volatilità fino a fine settimana.

Petrolio

Il mercato delle materie prime ha frattanto evidenziato una dinamica assai più tranquilla, con il prezzo del petrolio di qualità WTI che ha leggermente recuperato dai minimi; graficamente prevale una figura di evoluzione laterale definita appena sotto 50$/barile, che trasmette un’idea di ammorbidimento del trend negativo dominante da inizio anno.

EURUSD vs Petrolio

euro petrolio

Una possibile strategia di trading per fine mese è realizzata dalla combinazione di un LONG su EURUSD e un contemporaneo SELL sul Petrolio.
Si sa che questi due sottostanti sono abbastanza correlati e quindi questo approccio concede una sorta di copertura su uno dei lati lasciando correre la posizone più forte (in questo caso l’EURUSD).

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Se l’eurusd dovesse salire del 2% allora il petrolio potrebbe scendere del 2%. Il trader potrà approfittare di un momento di minore correlazione per incassare la differenza positiva, ad esempio 05% di guadagno netto.

Le possibili decisioni della BCE

Alla luce dei diversi interventi di Draghi e dei membri della BCE, appare ormai scontato l’annuncio di un prossimo programma di stimolo quantitativo da parte della Banca centrale. Non si può escludere che indicazioni timide o poco precise su ammontare di acquisti e tempistica possano deludere e creare un po’ di volatilità di breve periodo.
Il punto d’interesse per i mercati, infatti, si concentra quindi sui dettagli tecnici del nuovo programma; decisive al riguardo appaiono le informazioni relative al volume di acquisti (500 miliardi secondo alcune agenzie di stampa), l’arco temporale di durata dell’intervento (probabilmente un biennio) e le modalità di acquisto. Riguardo quest’ultimo punto, ancora non appare chiaro come la BCE definirà i criteri per decidere quali titoli di Stato acquistare. Se, infatti, sembra ormai scontato che saranno i governativi europei a essere interessati dal programma di stimolo europeo, ancora non è certo se gli acquisti verranno compiuti per ciascuno Stato in proporzione alle quote di capitale versato presso la Banca centrale oppure in funzione delle dimensioni del debito circolante.
Da ultima vi è la questione relativa alla distribuzione del rischio (come richiesto dalla Germania) derivante dagli acquisti che, per una maggiore efficacia dell’intervento, dovrebbe ricadere sul bilancio della BCE ma potrebbe vedere una distribuzione dei titoli, e quindi del rischio di fallimento, alle singole banche centrali nazionali.

Lorenzo Sentino
Trader indipendente
www.tradingonline-news.com

2 Responses to Cosa può accadere all’EURO nei prossimi giorni.

  1. Francesco Vanzani ha detto:

    Anche io sono dell’idea che presto vedremo alta volatilità sui mercati. Mi piace la tua idea di combinare EURUSD e Petrolio perchè così facendo puoi guadagnare indipendentemente da come andranno i mercati… approfitti dei momenti di poca correlazione… molto interessante… seguirò l’evoluzione di questa strategia

  2. Conte Zio ha detto:

    Questo Sentino mi piace sempre di più, se facessi ancora trading sui mercati lo seguirei con attenzione, ma ormai sono in pensione 😉

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