Crisi continua

Oggi l’ISTAT ha diffuso i dati ufficiali relativi al primo trimestre del 2013. Ebbene, possiamo dire che non solo la crisi continua, ma che si approfondisce sempre di più. O forse semplicemente il fatto è che i dati non possono mentire, le chiacchiere e le promesse dei politici sì.
Ed ecco quindi che la discesa del PIL, su base annuna, viene corretta in negativo per arrivare a -2,4%. E anche la produzione industriale segna il passo: ventesimo crollo consecutivo, un record negativo assolutamente preoccupante. E in tutta questa situazione che cosa fa la classe politica? Niente. Parla, promette, propone. Ma non fa niente. Persino le misure a costo zero, quelle che dovrebbero semplificare semplicemente la vita di chi lavora davvero in questo paese (piccoli e micro imprenditori, lavoratori autonomi) tardano a venire perché non si vuole toccare l’onnipotenza della casta burocratica.
E i risultati sono drammatici: l’economia non parte, chi vuole lavorare e investire viene bloccato dalla burocrazia. E’ di pochi istanti fa la notizia di un fioraio che si è suicidato in maniera drammatica a Ercolano, in Campania, perché gli erano state negate le licenze necessarie al suo lavoro. Un suicidio rituale, consumato nell’ufficio del sindaco.
Me è tutto il Paese che corre verso il suicidio o meglio viene suicidato da una burocrazia folle che tenta di conservare il proprio potere a dispetto di tutti e tutto. Ormai lo abbiamo capito che i politici non hanno nemmeno il coraggio di sollevare il problema, loro si accontentano delle briciole ma ci sono ben altre caste che banchettano sui resti sanguinosi dell’Italia.

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