Crisi del sistema bancario italiano e proposte di riforme


La gravissima crisi del Monte dei Paschi, di cui ormai parliamo da parecchie settimane (e che comunque su Mercati24 era stata affrontata molto prima rispetto a quanto fatto dagli altri mezzi di comunicazione) è un segnale di una crisi più generale, quella del sistema bancario italiano. Un sistema che la propaganda ufficiale afferma essere sano nel complesso. Ma è così? Insomma, ci possiamo fidare delle banche italiane? Che cosa nascondono i loro bilanci?
Per rispondere a queste domande bisognerebbe andare a vedere i bilanci ma soprattutto bisogna saper leggere tra le righe. Cerchiamo di capire quali possono essere le criticità, trascurando almeno per oggi la situazione di MPS che almeno secondo i magistrati inquirenti rappresenta il frutto delle azioni di un’associazione a delinquere.

crisi monte paschi
La crisi di Monte dei Paschi sta attirando l’attenzione sullo stato del sistema bancario italiano

I crediti in sofferenza
Il primo problema delle banche italiane è rappresentato dalla crescita delle sofferenze. Negli anni del credito facile sono stati finanziati troppi soggetti senza un adeguato merito creditizio e adesso si iniziano a profilare all’orizzonte delle nubi tempestose. Si tratta di finanziamenti per il credito al consumo ma, soprattutto, di mutui immobiliari. La bolla immobiliare ha avuto conseguenze disastrose, ha tolto ad un paio di generazioni il diritto di possedere la casa in cui si vive e ha convinto tanti a indebitarsi per la vita per comprare casa a prezzi fuori da ogni logica di mercato (ma anche semplicemente, fuori da ogni logica e basta).
E’ la stessa storia che abbiamo visto negli USA e che ha causato la crisi dei mutui subprime. Poi abbiamo visto che cosa è successo in Spagna, dove ormai è possibile comprare un appartameno di 150 metri quadri per 20.000 euro alle aste giudiziarie. E adetto tocca all’Italia. Le banche hanno finanziato non solo il 100% del valore dell’immobile (a prezzi gonfiati dalla bolla) ma anche spese di agenzia, notaio e imposte di registro. Una terribile follia che adesso, a poco a poco, sta venendo a galla nei bilanci degli istituti nostrani.
Quanto può essere il peso delle sofferenze immobiliari sui bilanci delle banche? In Spagna è stato di 100 miliardi di euro, in Italia forse meno. Ma un numero esatto, probabilmente, lo sapremo solo quando lo stato italiano sarà chiamato a correre al capezzale delle banche con risorse pubbliche. E succederà, purtroppo.

I bilanci delle banche italiane
Leggere il bilancio di una banca media italiana è difficile. Ci sono tante poste che bisogna saper interpretare, talune davvero fantasiose. Bisognerebbe, ad esempio, che qualcuno spiegasse che cosa sono le immobilizzazioni immateriali e perché hanno dei valori spropositati. Siamo sicuri che i marchi delle banche valgono così tanto come è scritto nei bilanci? Questo giusto per fare un esempio, ma potremmo continuare molto a lungo. E che cosa succederà ai bilanci così costruiti se, sull’onda dello scandalo Monte Paschi e della relativa pressione dell’opionione pubblica, partissero delle ispezioni e dei controlli più severi? Probabilmente i bilanci di molte banche, se passati sotto una lenta accurata e attenta, rivelerebbero problemi grandi.

Il problema derivati
Quando scoppiò la crisi dei mutui subprime si disse che il sistema finanziario italiano era immune da titoli tossici perché, essendo più arretrato, non si era lasciato coinvolgere in speculazioni finanziarie raffinate ardite e raffinate. E in effetti ci sono banche tedesche che hanno operato con derivati utilizzando un effetto leva davvero enorme. Tuttavia il sistema bancario italiano non è affatto immune dal problema derivati. Anzi, essendo meno evoluto, e successo che alcuni manager hanno sottoscritto titoli derivati complessi senza capire bene cosa stessero facendo. E in qualche caso la magistratura sospetta che abbiano incassato tangenti per farlo. Quanti derivati appesantiscono i bilanci delle banche italiane? Nessuno lo sa con certezza, ma ci potrebbero essere sorprese…

Il legame con la politica
Lo scandalo Monte dei Paschi è nato (anche) per il fortissimo legame che la banca senese aveva con la politica. Ma praticamente tutto il sistema bancario italiano ha legami profondi con la politica, è un dato di fatto. Quello che non viene detto è che, grazie al sistema delle fondazioni, la maggior parte delle banche italiane sono controllate dalla politica: Monte dei Paschi, Unicredit, Intesa. Tra l’altro il fatto che Profumo, appena defenestrato dopo una lotta disperata da parte delle fondazioni controllanti da Unicredit sia passato in Monte Paschi qualche campanello di allarme deve pure farlo accendere.
E’ un sistema che deve essere riformato, su questo non ci sono dubbi. Ma attenzione a non buttar via il bambino con l’acqua sporca: è vero che le fondazioni hanno gestito in maniera mediocre il sistema bancario italiano (o in maniera pessima nel caso di Siena) ma è anche vero che proprio grazie a loro possiamo ancora parlare di sistema bancario italiano.
Se non ci fossero state, le banche italiane avrebbero fatto tutte la fine che è toccata a BNL e il sistema economico del paese sarebbe ancora più disastrato di quanto sia ora.

Vincenzo Colonna

2 Responses to Crisi del sistema bancario italiano e proposte di riforme

  1. Conte Zio ha detto:

    Ah se i bilanci delle banche potessero parlare…

  2. Giacomo Frantoianni ha detto:

    Purtroppo il PD è riuscita ad affondare una delle più importanti banche italiane, ma per fortuna lo stesso PD non ha il controllo delle altre, che quindi un po’ meglio stanno. Gli altri partiti magari hanno rubato, ma lo hanno fatto in maniera più discreta e soprattutto senza distruggere le banche…

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