Cronaca di un default annunciato

default italiaOrmai ci stiamo avvicinando al grande passo, al default.

Ce lo aspettavamo dal 2011, il default dell’Italia. il governo Monti riuscì a salvare lo Stato (non il Paese, quello continua sempre ad affondare) grazie ad un salasso fiscale senza precedenti. Almeno il governo Monti fece la riforma Fornero, una riforma tutto sommato buona anche se poteva essere più coraggiosa nei tagli.

In ogni caso sempre meglio di niente. Poi arriva al governo l’allegra combriccola di Renzi, con le sue veline e le olgettine come la Madia (ex fidanzata del figlio di Napolitano) e la Boschi (e qui non facciamo commenti). Che è successo? La spesa pubblica, invece di essere tagliata, è stata utilizzata per fini puramente elettorali.

Un esempio? Renzi ha distribuito una mancia di 80 euro al mese (in realtà meno) a tutti i suoi ptenzionali elettori da convincere. I pensionati non hanno ricevuto nulla perché tanto votano lo stesso per il PD, sanno bene a chi devono i privilegi di cui godono. Le Partite Iva, invece, sono considerate da questo governo come nemici del Popolo, anche se non possono ancora fuciliarli sulla Piazza Rossa non vanno mica a dar loro un piccolo sollievo da una pressione fiscale mostruosa.



E se non bastasse, è proprio di questi giorni l’emanazione di una norma scandalo, un regalo a 4000 docenti mandati in pensione prima del tempo previsto dalla riforma Fornero. Un provvedimento pesantissimo per i conti pubblici dissestati e che in parlamento si era detto sarebbe stato coperto con i tagli di Cottarelli.

Ora merita un discorso a parte questo aspetto: Cottarelli ha fatto il suo lavoro e ha indicato tagli per qualche miliardo. Troppo pochi, se vogliamo salvare l’Italia dovremmo tagliare almeno 100 miliardi, subito e senza mamfrine. Comunque, questi tagli per adesso sono solo sulla carta, solo che sono stati utilizzati per coprire delle spese poi fatte. E il parlamento continua a regalare mance a destra e a manca usando proprio i soldi dei tagli che nessuno ha ancora fatto. Soldi che guarda caso dovevano servire a tagliare le tasse, ma questa non è una propierità in questo paese.

Gli insegnanti sono il cuore stesso dell’elettorato di Renzi e consentire a 4000 di loro di andare in pensione prima del tempo era un bel regalo da fare agli elettori. Per fortuna la ragioneria dello Stato ha bloccato la norma facendo presente che non c’era assolutamente la copertura e il governo ha emesso un emendamento (rompendo ancora una volta le corna a Boccia, politico la cui dignità è ormai abbondanentemente sotto i piedi).

Insomma, questo è solo un episoldio ma dimostra che siamo veramente sull’orlo dell’abisso, ma la classe politica continua a rubare e a distribuire mancette elettorali qua e la. A questo punto il default si avvicina, ma non possiamo essere troppo ottimisti.

Arrivare al default non sarà facile: prima ci sarà la patrimoniale da 400 miliardi minacciata dall’autoproclamato salvatore della patria Fabrizio Barca. Una patrimoniale che avrà il compito di prosciugare la ricchezza degli italiani per consentire a qualche investitore straniero di non uscirne con le ossa troppo rotte ma soprattutto avrà il compito di coprire i buchi immensi del sistema bancario e di alcuni amici degli amici come De Benedetti (il fido Del Rio va a prendere ordini alle 8 di mattina a casa del suddetto De Maledetti).

Ormai chi è ancora in Italia deve seriamente pensare di abbandonare la nave prima che affondi! E poi tutti i politici italiani hanno indicato da sempre l’Argentina come un esempio da seguire. E l’Argenti ha appena fatto default per la seconda o terza volta in pochi anni…fatevi i vostri conti, ricordate sempre che prima del default verranno a prendersi tutto quello che avete, fino all’ultimo centesimo per mettere al sicuro loro e i loro amici.

Auguri.

2 Responses to Cronaca di un default annunciato

  1. Conte Zio ha detto:

    La norma della quota 96 era una squallida mancetta ad una categoria che ormai non fa nemmeno più finta di lavorare. Quando vengo in Italia (per fortuna sempre meno) se passo nei pressi di qualche scuola mi capita sempre di vedere alunni che si sporgono alla finestra per urlare, la disciplina non è nemmeno contemplata nel dizionario di questi sinistroidi.

    E poi spiegatemi, di grazia, perché vogliono andare in pensione così presto? perché si stancano? Riposare stanca?

  2. Josefin ha detto:

    Ma francamente siamo allo stremo e questi continuano a tirare la corda, gli autonomi si suicidano perché non ce la fanno più, questi spendono decine di milioni di euro per dare la possibilità a 4000 amici di andare in pensione prima del tempo, che poi se lavorassero davvero ci crederei ma non fanno un cavolo dalla mattina alla sera…anzi, nel pomeriggio fanno lezioni private e guadagnano esentasse, è in classe che non fanno una beneamata mazza 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *