Investimenti

Crowdfunding: è affidabile? Tutti i segreti svelati

Quella del crowdfunding è una pratica che negli ultimi anni è utilizzata sempre di più. Difatti, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama ha finanziato parte della sua campagna elettorale proprio attraverso questa pratica.

Ma cos’è principalmente? E come funziona? In questa guida andremo a vedere in che modo opera soprattutto il crowdfunding finanziario e quali profitti si possono ricavare da esso. Stiamo parlando della pratica di crowdfunding applicata all’investimento immobiliare con le sue due sfaccettature: i concetti di lending crowdfunding e di equity crowdfunding.

Oltre a questo ci sarà spazio per parlare dei rischi di questa forma di finanziamento/investimento analizzando il caso Userbot (startup nel campo dell’intelligenza artificiale).

Andremo a vedere se conviene o meno investire in crowdfunding e, infine, proporremo delle alternative a questa tipologia di investimento. Anticipiamo che si tratta del trading online attraverso tre dei migliori broker in circolazione.

Stiamo parlando di eToro, Trade.com ed IQ Option.

Piattaforme che consentono ai propri utenti di operare senza commissioni e di aprire un conto gratuito per iniziare a conoscere il mondo del trading online. Entriamo nel vivo della guida ed andiamo a vedere più nello specifico cos’è il crowdfunding immobiliare.

Crowdfunding: cos’è?

Il crowdfunding altro non è che una soluzione per impiegare i propri risparmi insieme a un altro gruppo di persone in un progetto di proprio interesse o in qualche modo innovativo. A volte il crowdfunding può diventare una forma di piccolo investimento per il singolo, qualora sia previsto (in caso di crescita del progetto) un ritorno per chi ha “investito” nell’idea iniziale.

Sebbene non sia esclusivamente un fenomeno digitale, il crowdfunding trova in internet il suo ambiente ideale, specie quando è supportato da piattaforme finalizzate al contatto tra domanda e offerta (come avviene nella stragrande maggioranza dei casi).

Il crowdfunding, ormai applicato in diversi settori, ha da qualche anno spopolato anche in quello immobiliare.

Crowdfunding immobiliare: ora possibile in Italia

Altre forme di crowdfunding si stanno affacciando nel settore, una delle più importanti è sicuramente quello immobiliare che ora sta prendendo piede. 

Definizione di crowdfunding immobiliare

Si tratta della possibilità per un investitore privato di comprare quote o diritti di credito da una società che opera nel settore immobiliare o edile.

Si tratta di una possibilità avallata solo di recente in Italia, regolata dal decreto-legge 50 del 24 aprile 2017, che ha abolito un ostacolo importante che limitava questa pratica solo a quelle piccole società di capitali, da poco attive, impegnate in settori innovativi e tecnologici o a vocazione sociale.

Una novità molto importante che ha permesso, quindi, a qualunque società di adottare la pratica del crowdfunding e di poter raccogliere una somma di 5 milioni di euro al massimo. Possiamo dire che il crowdfunding immobiliare in Italia ha assunto, anno dopo anno, visibilità notevole.

Uno dei primi progetti avviati è stato quello denominato “La città del vetro”, nato con lo scopo di riqualificare la zona circostante allo stabilimento dell’ex vetreria Savam, ad Altare, in Liguria.

L’idea era quella di raccogliere un finanziamento tale da poter costruire nuove scuole, abitazioni e piste ciclabili e per farlo è stato utilizzato il portale di raccolta Wearestarting.

C’è da dire che, a primo impatto, il crowdfunding può essere confuso con il social lending, ossia il semplice prestito tra privati senza l’intermediazione delle banche.

Non possiamo negare che i punti di contatto tra le due pratiche ci sono. Ciò nonostante, restano due operazioni ben distinte e separate. Difatti, nel crowdfunding non si parla necessariamente di rate, bensì queste rappresentano solo una delle tante modalità per far sì che il creditore riceva il benefit che gli spetta.

Detto ciò, andiamo a vedere come funziona il crowdfunding immobiliare.

Crowdfunding immobiliare: come funziona?

Come abbiamo già detto, il crowdfunding viene applicato in diversi settori. Il nostro caso è quello del settore immobiliare, motivo per cui bisogna andare a individuare due macro-tipologie di crowdfunding:

  • Lending crowdfunding: chi finanzia il progetto alla fine riceve un beneficio specifico, spesso e volentieri la stessa somma che ha versato arricchita da un interesse;
  • Equity crowdfunding: chi finanzia riceve in dote una parte della società responsabile del progetto, proprio come se acquistasse un titolo azionario.

Di solito, quando si parla di crowdfunding immobiliare si fa riferimento al lending crowdfunding. Come funziona? Mettiamo in analisi che il progetto consista nell’acquisto di un’abitazione.

Il futuro compratore, anziché rivolgersi ad una banca ed aprire un mutuo, attiva una campagna di raccolta fondi. Ai finanziatori sarà restituita la medesima somma arricchita dagli interessi. Un’ottima alternativa all’apertura del mutuo in banca.

Quanto al modello di equity crowdfunding, esso viene utilizzato perlopiù per i progetti più importanti e legati al mercato immobiliare. Chi investe va ad acquistare una parte della società che ha come finalità quella di costruire un immobile.

In questo caso, il rendimento dell’investitore sarà determinato dalla differenza tra il prezzo con cui è stato venduto l’immobile ed il capitale investito, ma passiamo alla pratica.

Innanzitutto, quando si decide di investire nel crowdfunding immobiliare bisogna scegliere con cura la piattaforma con cui operare. Il web ne propone veramente tante e proprio per questo è bene tenere gli occhi aperti e affidarsi a piattaforme più popolate e meno generaliste possibile.

La piattaforme è il luogo dove vengono a incontrarsi la domanda (di chi intende investire) e l’offerta (i progetti in cui è possibile investire). Per questo è fondamentale scegliere solo siti affidabili dove i progetti promossi abbiano una solida base di credibilità.

Approfondisci: Investimenti Redditizi

Crowdfunding immobiliare: quali sono i rischi?

Ovviamente anche questa pratica, come tutte le altre tipologie di investimento presenta dei rischi. D’altronde, nessun investimento è garantito.

L’obiettivo dell’investitore, in questo caso, è quello di minimizzare i rischi al fine di trarre profitti soddisfacenti dal suo investimento. In che modo? Conviene dare molta importanza alle premesse.

È importante capire chi sviluppa l’operazione così come è importante che chi la sviluppi partecipi anche con il proprio capitale o che comunque abbia un network di investitori che lo sostiene nell’ambito dello sviluppo della sua operazione immobiliare.

Ci sono varie impostazioni da dare all’operazione, quindi ci sono anche molte variabili. Per questo è importante che l’investitore vada a fare delle analisi approfondite sulla natura e la solidità del progetto che intende finanziare.

Ovviamente a seconda della piattaforma utilizzata le analisi saranno diverse e potranno essere più o meno attendibili di altre.

C’è da dire, però, che le appena citate analisi spesso vengono svolte sull’operazione immobiliare in sé, trascurando gli altri elementi in gioco. Sarebbe opportuno infatti, fare altre verifiche sulle persone e le società coinvolte allo scopo di tutelarsi al meglio.

Un altro rischio in cui ci si potrebbe imbattere investendo in crowdfunding immobiliare è quello di trovare progetti che non sono per niente trasparenti. In questo momento, il crwodfunding immobiliare in Italia non ha ancora dato prova di essere efficace e affidabile come forma di investimento, questo anche perché è un settore molto giovane.

Proprio per questo motivo la soglia di attenzione di un investitore dovrebbe essere ancora più alta. Quando mancano i punto di riferimento e un “passato” affidabile, capire come comportarsi diventa ancora più difficile.

Inoltre, se guardiamo al passato del crowdfunding in generale, già abbiamo degli esempi di scarsa trasparenza e di operazioni che non sono state portate avanti nel migliore dei modi da parte delle società finanziate (spesso startup mai in grado di dare alcuna garanzia all’investitore).

Per fare un esempio nel prossimo paragrafo parleremo di Userbot, la classica idea geniale che però ha dimostrato di avere delle grosse falle in fase di realizzazione.

Approfondisci: Investimenti finanziari

Crowdfunding opinioni: il caso Userbot

Questo paragrafo è dedicato all’analisi del caso Userbot, una startup italiana di sviluppo di tecnologie per l’intelligenza artificiale. Sarà così possibile farsi un’opinione più chiara almeno su quello che è il crowdfunding in generale.

Cos’è esattamente Userbot? In pratica è una startup innovativa come tante, che promette da anni di proporre una sorta di chatbot evoluto come ibridazione tra i sistemi a risposta preimpostata esistenti ed una non ben precisata intelligenza artificiale.

In poche parole, questa startup ha dichiarato di essere in grado di sviluppare un bot che dovrebbe essere capace di apprendere grazie agli interventi correttivi di un essere umano (da backoffice) e dalle stesse interazioni con gli utenti che lo utilizzano.

Userbot, infatti, si prefigge l’obiettivo di offrire una modalità innovativa di customer care, utile a gestire le richieste d’assistenza dei clienti con un intervento umano ridotto all’osso.

Nei primi mesi del 2018, ha raccolto mezzo milione di euro di investimenti. Mentre con la successiva campagna su Mamacrowd, ha raccolto altri 650.000 euro circa.

C’è da dire che sul sito ufficiale di Userbot come unico cliente figura Agos, mentre sulla campagna di crowdfunding su Mamacrowd si citano anche Pirelli, Fendi, Repower ed Open Fiber.

Viceversa, sui siti web di questi brand non viene nemmeno accennato a Userbot, il che la dice lunga sulle partnership che dice di aver stipulato.

Tra l’altro, molte di queste aziende hanno chiesto ad Userbot una versione pre-beta o comunque di qualcosa che dimostrasse l’esistenza di questa intelligenza artificiale per la quale il CEO della società sta raccogliendo tanti soldi.

Le risposte da parte della startup nascente non sono mai arrivate, né tantomeno hanno dato prova di quello che nel concreto stiano facendo. Anzi, di fronte alle domande di chi stava investigando sulla questione, Userbot ha ben pensato di cancellare tutti i suoi commenti e di bannare il suo profilo. Ma c’è dell’altro.

A fronte di una considerevole presenza mediatica ed un continuo via vai di notizie e like vicendevoli, ad Userbot figurano zero dipendenti, zero compensi per i soci, in tutto 35.000 euro di crediti e 18.000 euro totali di debiti (peggio della storia del trading online di Casalino).

E ancora, poco più di 91.000 euro di ricavi e oltre 242.000 euro spesi in servizi generici. Il tutto confluisce nelle, a dir poco ridicole, spese per i dipendenti che si aggirano intorno ai 140 euro.

Ora, nonostante sia una startup nascente, e sui numeri potremmo anche sorvolare, resta impossibile essere arrivati a questo punto senza aver stabilizzato una sola persona, senza mostrare fatturati degni, superiori a quelli di un buon freelancer, senza effettuare alcuna penetrazione in mercati esteri.

E, ancora più grave è l’assenza di una demo funzionante da poter testare sui portali dei big partner citati ovunque.

Alternative alle piattaforme di crowdfunding

Il CEO della startup Userbot, come abbiamo appena visto, effettua le sue operazioni senza la minima trasparenza. Non a caso anche giornalisti di inchiesta italiani si sono occupati della faccenda, tra cui Germano Milite che ha intervistato un investitore che ha avuto a che fare personalmente con la startup in questione.

In questa intervista l’investitore ha spiegato come, nonostante avesse chiesto più volte una versione beta del loro lavoro o la possibilità di parlare con il CEO per avere maggiori delucidazioni sul progetto, il call center della startup lo abbia sempre indirizzato all’investimento.

Il modo di operare di questa startup, dunque, non è molto chiaro. Potrebbe sia essere una truffa che una società che nel futuro si farà valere. Il problema è che, nel momento in cui non si danno garanzie o riscontri positivi, gli investitori sia piccoli che grandi tenderanno ad investire il proprio capitale in altri progetti più affascinanti e sicuramente più chiari di questo.

Questo ci porta a pensare quanto sia poco affidabile l’investimento nel crowdfunding finanziario. Proprio per questo, noi di Mercati24 abbiamo deciso di mettere a disposizione degli utenti delle alternative valide.

Stiamo facendo riferimento alla pratica del trading online che, svolta attraverso broker certificati, potrà far trarre profitti notevoli in un arco di tempo relativamente breve.

Il nostro consiglio per gli investitori retail è di lasciar perdere il crowdfunding finanziario in quanto, come abbiamo visto, si può facilmente incorrere in truffe o in progetti che richiedono moltissimo tempo per essere realizzati.

Per questo abbiamo deciso di proporre ai lettori anche tre delle migliori piattaforme di trading online per far sì che vengano a conoscenza delle ricche offerte messe a disposizione da questi broker.

Approfondisci: Investire in azioni Cannabis

Crowdfunding

Investimenti finanziari online: un’alternativa valida

La pratica investire online nel campo finanziario sta vedendo impegnati, anno dopo anno, sempre più utenti.

Di solito sono gli investitori retail, tipologie di investitori che non hanno un ingente capitale da investire, ad immergersi in questa pratica, anche se è un servizio utilizzato anche dai cassettisti come attività parallela alla vera e propria compravendita di azioni.

Inoltre, i broker di cui abbiamo deciso di analizzare l’offerta godono tutti delle regolamentazioni di CONSOB e CySEC, le due autorità che regolano i mercati finanziari in Italia ed in Europa.

Per questo, gli utenti che decidono di farvi affidamento non hanno di che preoccuparsi in quanto sia i loro depositi che gli investimenti saranno al sicuro.

Anticipiamo che si tratta di eToro, Trade.com ed IQ Option, tre colossi del settore in cui operano.

Va detto che quando si opera con il trading online si utilizzano dei particolari strumenti derivati che prendono il nome di CFD (Contracts for Differences).

Questi, a differenza della compravendita di vere e proprie azioni, consentono ai traders di trarre profitti sia dal rialzo che dal ribasso di un titolo.

La nostra proposta di tre broker è, in un certo senso, obbligata. Proprio così, in quanto il settore degli investimenti online non è esente da truffe. Per questo abbiamo selezionato soltanto intermediari che abbiano regolari licenze e autorizzazioni da parte di Consob.

Tutti coloro i quali promettono profitti notevoli senza il minimo rischio di perdita sono dei truffatori.

Questo perché quello del trading online è una pratica che richiede una dose di impegno e studio quotidiano per far sì che i risultati sperati si concretizzino.

Non è né una pratica da sottovalutare, né un hobby in quanto ci sarà davvero tanto da imparare prima di diventare dei veri traders.

In più, i broker di cui parleremo tra poco permettono ai loro utenti di investire senza commissioni. Una cosa non da poco per gli utenti principianti che non hanno un grosso capitale da mettere sul mercato.

Andiamo a vedere nello specifico l’offerta di questi broker.

Investire con il Copy Trading di eToro

Il primo broker di cui andremo ad analizzare l’offerta è eToro (clicca qui per visitare il sito ufficiale).

Il colosso cipriota vanta di un numero di utenti che si aggira intorno ai 10 milioni. Proprio per questo può essere considerato come un vero e proprio leader del settore in cui opera.

La fama di questo broker è dovuta, in particolar modo, alla ricca offerta messa a disposizione degli utenti. Essa si articola perlopiù in due servizi.

Il Social Trading permette agli utenti di visitare i profili di traders più esperti, di leggere le recensioni in merito a determinati investimenti e, più in generale, è un’ottima pratica per chi sta muovendo i primi passi nel trading.

Clicca qui per fruire anche tu del Social Trading di eToro.

Quanto al Copy Trading, esso consente agli utenti di copiare letteralmente gli investimenti di altri traders. In questo modo si potrà mettere da parte un buon gruzzoletto da utilizzare negli investimenti futuri ma non solo.

Con il Copy Trading potrete imparare quelle che sono le basi di un investimento seguendo dei traders che sono già affermati. Inoltre, si potranno effettuare investimenti senza correre il minimo rischio.

Clicca qui ed investi anche tu con il Copy Trading di eToro.

Ma c’è dell’altro. eToro, infatti, è forse l’unico broker che consente ai suoi utenti di investire sulle real stocks. In questo modo si andrà ad effettuare la vera e propria compravendita di azioni, con la differenza che si potranno trarre profitti dal solo rialzo del titolo in questione.

Clicca qui per investire sulle real stocks di eToro.

Il broker cipriota, inoltre, offre la possibilità di aprire un conto gratuito attraverso il quale potrete spaziare tra gli innumerevoli titoli proposti, familiarizzare con gli asset disponibili ed imparare a muoversi sui mercati finanziari.

Il tutto senza l’aggiunta di commissioni.

Trade.com: una ricca offerta formativa sul trading

Il secondo broker preso in analisi è Trade.com (clicca qui per visitare il sito ufficiale). Piattaforma anche questa al passo coi tempi, si differenzia molto dall’appena citato colosso cipriota. Infatti, l’offerta di Trade.com si concentra perlopiù sulla formazione dei trader.

C’è da dire che una buona formazione è molto importante prima di iniziare ad investire, motivo per cui sempre più investitori alle prime armi decidono di rivolgersi a questo broker.

Quanto all’offerta, andiamo a scoprirla. Innanzitutto, Trade.com fornisce ai suoi utenti un tutorial di trading online spalmato in 15 video lezioni che ha come oggetto le pratiche più diffuse del trading online.

Lezioni che potranno essere utili in quanto potranno letteralmente guidarvi in quelle che sono le prime operazioni da effettuare una volta che si decide di iniziare a fare trading online.

Inoltre, potranno anche essere un ulteriore strumento illustrativo per capire in che modo operano i mercati azionari e i relativi titoli presenti in essi.

Clicca qui e segui anche tu il corso di Trade.com di 15 video lezioni gratuito.

Per ampliare questo servizio, Trade.com ha ben pensato di fornire ai suoi utenti un manuale di trading online gratuito scaricabile in versione eBook.

Esattamente, Trade.com non chiederà alcun deposito, tantomeno vi imporrà delle commissioni. Basta solo registrarvi. Andando più nello specifico Trade.com offre:

  • Corso per principianti per iniziare ad investire sul forex apprendendone le basi e le terminologie tecniche più utilizzate in formato video di 15 lezioni disponibili qui.
  • Tutorial MT4. Essendo un broker particolarmente diffuso per investimenti sui CFD, fornisce un tutorial per effettuare le prime manovre nel mondo del trading online.
  • Strategie di trading. Fornisce video tutorial estremamente articolati sulle operazioni di trading online. Ciò può essere testato anche nella versione demo gratuita.

In seguito alla fase di registrazione, si potrà fruire di questi servizi senza effettuare alcuna operazione dispendiosa.

Clicca qui e registrati subito sul sito ufficiale di Trade.com

Investire in CFD con IQ Option

Il terzo broker di cui andremo ad analizzare l’offerta è IQ Option (clicca qui per visitare subito il sito ufficiale).

Anche IQ Option, come le due piattaforme appena citate, presenta un’offerta molto vantaggiosa per i traders principianti.

Nonostante di creazione più recente rispetto ad eToro, IQ Option sembra che col tempo sia addirittura riuscito a “soffiare” un numero di utenti non indifferente al colosso cipriota.

Questo fa chiarezza sul modo di operare del broker in questione. Andiamo ad esaminare la sua offerta. IQ Option è un broker molto attento alla formazione dei suoi utenti.

Non a caso, offre una sezione didattica gratuita che permette ai traders di imparare le pratiche più diffuse del trading online.

Quindi, basterà aprire un conto gratuito per avere a disposizione più di 140 video tutorial riguardanti le pratiche basilari del trading.

Clicca qui ed apri subito un conto gratuito con IQ Option.

Altra particolarità di questo broker sono i depositi minimi di solo 10 euro che permette di effettuare a tutti gli utenti.

In questa direzione, un’ulteriore agevolazione per i traders principianti è data dalla possibilità di investire con importi minimi, a volte anche a partire da 1 euro.

Clicca qui e registrati subito sul sito ufficiale di IQ Option.

Considerazioni finali sul Crowdfunding

Avendo analizzato a fondo la pratica del crowdfunding immobiliare abbiamo constatato che non è molto adatta agli investitori retail. Essa si presenta il più delle volte inaffidabile e spalmata su periodi di tempo troppo lunghi.

Il consiglio che noi di Mercati24 ci sentiamo di dare è quello di iniziare a fare trading online con uno dei tre broker che vi abbiamo suggerito. In questo modo, operando con i CFD, si potrà operare nel breve periodo e provare a trarre buon risultati economici su piattaforme affidabili al 100%.

Il crowdfunding funziona?

Si tratta di un metodo per reperire fondi atipico ma che tuttavia ha portato risultato nella realizzazione di alcuni progetti che sono effettivamente riusciti a nascere e crescere grazie al crowdfunding.

Cos’è il crowdfunding?

Parliamo di un nuovo modo di finanziamento che consiste nel reperire fondi “dalla folla” di coloro che sono interessati a far crescere un progetto. Si tratta (o dovrebbe trattarsi) di una forma di investimento sociale dove chi crede in un progetto dovrebbe poi essere ricompensato quando questo cresce, ma in modo diverso dai progetti di aziende private S.p.a.

Il crowdfunding è una truffa?

Non si può dire che il crowdfunding sia una truffa perché non lo è tuttavia quando si scegliere di dedicare i propri soldi a un progetto sarebbe meglio accertarsi che questo funzioni e che dietro vi siano persone serie.

Il nostro voto
Clicca per lasciare un voto!
[Totale: 0 Media: 0]

Lascia un commento