Diffidenza e attesa per la privatizzazione di poste italiane

poste ipo

Da alcuni giorni è iniziata la manovra di quotazione in borsa di Poste Italiane e la popolazione si sta interrogando sulla bontà della manovra di privatizzazione. Gli italiani leggono la privatizzazione di un organo da sempre letto come statale in diversi modi, i quali sono accomunati da un’attenzione per l’argomento davvero intensa. Prova ne sono gli oltre 40mila post e commenti che hanno interessato il cambiamento, che sono apparsi nei canali social in questi giorni. Ma come stanno recependo il cambiamento gli italiani? Quali sono le loro paure e le loro attese in merito? Ma soprattutto, conviene investire in azioni di Poste Italiane?

E’ dato di fatto che gli italiani non stanno accettando in modo favorevole la privatizzazione delle poste italiane. Oltre l’ 80% dei commenti apparsi in rete sono infatti negativi, oppure diffidenti. I cittadini italiani leggono per l’8% del complottismo dietro la manovra, ma soprattutto si interrogano se questa faccenda riuscirà a rendere migliori, più efficienti e veloci i servizi offerti dal gruppo. Il 10% degli italiani afferma, infatti, che la privatizzazione delle poste aprirà la strada alla nascita di monopoli privati, mentre molti cittadini si interrogano sul rischio della corruzione, della svendita dei ‘gioielli di famiglia’ e anche sulle conseguenze negative che possono ripercuotersi fra i lavoratori.

Chi invece guarda positivamente alla privatizzazione delle poste italiane legge nella manovra la possibilità di snellire e di rendere più efficienti i servizi, che finora lamentano scarsa organizzazione, ma soprattutto tempi biblici di attesa, a causa della scarsa quantità di personale agli sportelli e di procedure burocratiche spesso difficili e laboriose. La maggioranza delle persone favorevoli guarda inoltre positivamente a questa manovra finanziaria in quanto papabile di contribuire alla diminuzione del debito pubblico nel nostro paese. In che modo? Secondo i favorevoli, la privatizzazione delle poste apre le strade ad una successiva privatizzazione degli enti e dei servizi che nel nostro paese non funzionano, o lo fanno poco e male, come la raccolta dei rifiuti, la gestione dei canili e delle risorse idriche.

Nel complesso, i cittadini italiani sono quindi risultati sfavorevoli alla manovra di privatizzazione per il 54% circa della popolazione, favorevoli nel 30% e dubbiosi per la restante percentuale. Il successo economico che ha fatto seguito alla privatizzazione ha aumentato certamente i pareri favorevoli, ma l’incertezza rimane alta nel paese, in attesa che la manovra porti a risultati tangibili dal punto di vista del miglioramento dei servizi e dei prodotti offerti ai consumatori italiani.

One Response to Diffidenza e attesa per la privatizzazione di poste italiane

  1. Piero Pini ha detto:

    Chi compra Poste Italiane compra una società che è gestita da Bonanni. Bonanni eh. Altro che diffidenza, qui ci vuole proprio il Napalm.

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