Draghi: Bce fraintesa, non chiediamo altro capitale alle banche. Abbiamo gli strumenti e la volontà d’intervenire su ripresa e inflazione.

Torna a parlare Mario Draghi. Intervenendo al World Economic Forum di Davos, il governatore della Bce è tornato sulla questione delle banche e dei crediti inesigibili, chiarendo che “in Italia c’è stata un’errata interpretazione della lettera-questionario inviato dalla Bce su come i Paesi stanno gestendo i crediti in sofferenza.
Non vi era nulla di più che conoscere le diverse pratiche nazionali in merito. Siamo i primi a sapere che il problema dei crediti deteriorati non può essere risolto in tutta fretta ma che è una questione che richiederà anni”. Il governatore ha poi chiarito come la valutazione complessiva del sistema bancario dell’Eurozona abbia «già identificato anche le sofferenze e gli accantonamenti e gli aumenti di capitale necessari”. Riguardo alle banche italiane, Draghi ha evidenziato che non “c’era nessuna altra richiesta di accantonamenti o aumenti di capitale”.

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PRIORITÀ BCE Rispondendo a una domanda sulle priorità che si darà la Banca Centrale Europea per l’anno appena iniziato, Draghi ha spiegato che “sono la continuazione della ripresa e la convergenza del percorso dell’inflazione verso il nostro target di un tasso annuo vicino ma inferiore al 2%”.
«Abbiamo molti strumenti a disposizione” – ha aggiunto con tono deciso – “per intervenire e soprattutto il Consiglio direttivo ha il potere, la volontà e la determinazione di usare questi strumenti.

Draghi non ha nascosto, però, che al momento l’Eurozona è ancora lontana da questo obiettivo. Le prospettive inflazioniate sono cambiate e “c’è meno da essere ottimisti”; ad incidere negativamente sia il forte calo del prezzo del petrolio sia “”la revisione al ribasso delle prospettive di crescita delle economie emergenti”.

Il Survey of Professional Forecasters della Bce, che raccoglie le previsioni degli economisti, evidenzia come gli analisti abbiano tagliato le stime sull’inflazione nell’Eurozona sia per il 2016 che per l’anno prossimo. La stima sull’inflazione per quest’anno è tagliata allo 0,7% dall’1% precedentemente prevista; per il 2017 si passa all’1,4% dall’1,5%. Per il 2018 le previsioni sono di un’inflazione all’1,6%.

TASSI D’INTERESSE E GRECIA Draghi ha poi fatto un passaggio sulla differenza tra i tassi decisi dalla Federal Reserve, che ha accontentato la politica del denaro a costo zero, e quelli della Bce che rimane su una politica espansiva. Il numero uno di Francoforte ha spiegato che è una circostanza del tutto normale, tenuto conto delle diverse condizioni delle due economie in questione.

Sulla Grecia, Draghi auspica che arrivi presto un accordo , in modo da poter far arrivare crediti all’economia ellenica. Le basi su cui la Bce imposta i negoziati per arrivare a un accordo sono tre:
1. una riforma delle pensioni che renda il sistema previdenziale sostenibile
2. definizione di un obiettivo di bilancio per il prossimo biennio
3. riforma del sistema finanziario per poter affrontare il problema dei crediti in sofferenza.

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