Draghi: contro la bassa inflazione serve un allineamento delle Banche centrali

Mario Draghi BCE

Il governatore della banca centrale europea, Mario Draghi auspica che le Banche centrali possano adottare politiche monetarie allineate che contrastino possibili contagi tra le economie.

Nel corso del forum “The future of the international monetary and financial architecture” – conferenza annuale con politici ed economisti organizzata dalla Bce a Sintra, in Portogallo -, Draghi ha sottolineato come il persistere di politiche divergenti porti incertezza sui mercati e, di conseguenza, volatilità sui cambi e sui premi di rischio che richiedono, a loro volta, politiche monetarie maggiormente espansive.

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La premessa del suo ragionamento parte da un’osservazione: “A prescindere dai punti di vista, quello che è chiaro è che la questione della dimensione internazionale delle politica monetaria sta diventando più pertinente”. E giunge a una conclusione chiara e netta: “non dobbiamo pensare alla composizione delle politiche solo all’interno della nostra giurisdizione ma alla composizione globale che può massimizzare gli effetti della politica monetaria in modo che i nostri rispettivi mandati possono essere rispettati senza sovraccaricare ulteriormente la politica monetaria e in modo da limitare eventuali ricadute destabilizzanti. (…) Questa non è una preferenza o una scelta. E ‘semplicemente la nuova realtà che abbiamo di fronte”.

Le instabilità causate da politiche non allineate potrebbero essere evitate lavorando sui fattori su cui gli Istituti centrali di tutto il mondo si trovano a lavorare per tenere sotto controllo il caro vita
, fattori che hanno una natura comune, provata dalla bassa inflazione presente a livello globale e non solo regionale.

Draghi ha poi precisato che con allineamento non è inteso un coordinamento generale, bensì una “condivisione delle diagnosi e delle dinamiche alla base delle sfide che riguardano tutti e un impegno condiviso a basare le nostre politiche a livello di singola area economica su queste diagnosi”.
Nell’analizzare lo scenario globale, il numero uno di Francoforte ha poi sottolineato come “le svalutazioni competitive siano un gioco a perdere per l’economia globale in quanto non fanno altro che provocare una maggiore volatilità sui mercati, con le altre Banche centrali che sono costrette a difendere i loro mandati nazionali”. Per tali ragioni, dunque, “l’interesse comune di tutti è chiudere il più velocemente possibile il divario produttivo globale, avere un’inflazione più stabile, una crescita globale più alta nel lungo termine e una maggiore stabilità finanziaria”.

Draghi ha poi spiegato come lo scenario inflazionistico globale sia influenzato da due fattori: uno ciclico, che spinge al ribasso i prezzi, e uno strutturale, che ha fatto scendere l’equilibrio dei tassi reali. Nessuno di questi fattori, a parere di Draghi, è in grado d’impedire alle banche centrali di perseguire la stabilità dei prezzi, come impongono loro i rispettivi mandati.

Draghi porta come esempio positivo proprio l’azione della BCE: “con le nostre misure non convenzionali abbiamo dimostrato che è possibile stabilire condizioni finanziarie accomodanti anche se l’equilibrio dei tassi d’interesse è basso”, innescando una dinamica “efficace nel supportare la domanda domestica alimentando la pressione sui prezzi, nonostante stiano soffiando venti deflattivi dall’economia globale”.

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Mario Draghi chiede allineamento delle banche centrali contro l'inflazione
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Mario Draghi riconosce che il problema della bassa inflazione è mondiale e vuole un coordinamento delle banche centrali per rilanciare l'inflazione.
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One Response to Draghi: contro la bassa inflazione serve un allineamento delle Banche centrali

  1. Marcello Mastropasqua ha detto:

    Volete rilanciare l’inflazione perché? Per fare un piacere alle cicale che hanno speso a tutto spiano per comprare consenso elettorale a debito? Mi dispiace, i debiti si pagano, non si bruciano con l’inflazione. I tedeschi si arrabbiano poi e fanno bene.

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