Dubai, tra petrolio, progresso ed Expo

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Il Golfo Persico è un’area in forte espansione, al centro di investimenti ingentissimi. Una delle realtà che si distingue su tutte le potenze regionali è Dubai, la città Stato che nel 2020 sarà sotto i riflettori internazionali ospitando l’esposizione universale. Gli emiri grazie al supporto di Hsbc metteranno in campo la liquidità necessaria a realizzare il sito che ospiterà Expo 2020 Dubai, per una spesa da 7 miliardi di dollari. Negli Emirati Arabi Uniti sono attesi 25 milioni di visitatori. Expo Dubai prenderà il via nell’ottobre 2020 per concludersi nell’aprile 2021, la prima Expo mondiale in Medio Oriente.

Dubai al centro del mondo

Il governanti emiratini puntano a porre Dubai al centro del mondo facendo sfoggio della loro ricchezza. Dubai equivale a dire futuro, benessere ed innovazione. L’obiettivo degli emiri è aprire sempre di più l’economia a grandi investitori mondiali. Stanno concretizzando il loro ambizioso progetto grazie a politiche di incentivi e risorse destinate ad elevare la qualità della vita di chi sceglie di vivere questa realtà ultramoderna. In effetti, il nome stesso Dubai è ormai associato alle idee di ricchezza, prosperità e benessere. Non è un caso che un gruppo di truffatori abbia denominato Dubai Lifestyle App una truffa piuttosto diffusa su internet.

Dubai energy saving

La città Stato guarda all’importanza delle energie pulite e rinnovabili per offrire un livello di vita al top investendo sull’energy saving. Entro il 2020 il 7% dell’energia sarà pulita. Entro la metà del secolo l’energia pulita andrà a rispondere al 75% delle esigenze future di Dubai.

La risorsa petrolio rappresenta una base importante per gli investimenti ma non è il cuore pulsante dell’economia. Dubai guarda oltre il petrolio scommettendo sull’edilizia e le infrastrutture. Le attività economiche prevalenti sono basate sul commercio. Diversificazione è la strategia degli emiri. Dubai ha iniziato ad aprirsi agli stranieri già negli anni ’70 e ’80. Prestigiosi centri bancari e finanziari si sono radicati nell’area portuale.

Dubai è una suggestiva meta turistica. Crocevia di commerci marittimi, attrattore di società dell’Information technology e della Finanza.

Dubai Tax Free

Nell’economia di Dubai si registrano investimenti da ogni angolo del pianeta grazie alla Tax free e imposte sul reddito inesistenti. Le agevolazioni fiscali, abbinate alla crescita infrastrutturale, fanno di Dubai di un modello per gli EAU e tutta l’area. Le società straniere fanno a gara per fare affari in questa “oasi” nel deserto.

Strategie di sviluppo

Porti. Aeroporti internazionali. Metropolitana. Autostrade. Grattacieli. A Dubai sembra di stare in un mondo proiettato in un nuovo millennio. Lo sviluppo economico viene perseguito con incentivi alle imprese e contemporaneamente reinvestendo nell’ampliamento delle strutture a servizio della città. L’Emirato grazie a turismo, commerci, edilizia e logistica punta a oltre mezzo milione di nuovi occupati nell’arco di 5 anni.

Le infrastrutture non sono solo fisiche ma anche e soprattutto Tech. Nell’IT Dubai è all’avanguardia scommettendo sulla smart city. Dubai è uno snodo centrale dell’innovazione tecnologica.

Entro il 2030 il 25% del trasporto sarà senza guidatore in una rete stradale realizzata da poco tempo e sempre in espansione.

A Dubai è possibile aprire una società in una delle free zone nelle quali gli stranieri possono avere la totalità delle quote o attivare una joint venture con imprenditori del luogo.

Dubai vantaggi per i lavoratori

L’Emirato offre opportunità di lavoro in particolare nel settore della Finanza. Le figure più richieste sono: accounting, management, sales and marketing, banking and finance. Molto gettonate le figure come ingegneri, medici e operatori turistici.

Le buste paga sono legate al livello di specializzazione professionale. Si trova lavoro sia come laureati da poco che in qualità di dirigenti d’azienda e professionisti di elevato livello ma anche nella ristorazione. L’offerta principale riguarda addetti del settore high tech.

Dubai accoglie a braccia aperte gli stranieri in particolare se aprono società portando nuovi capitali e liquidità. Se, invece, si è in cerca di occupazione il discorso cambia in modo notevole. Bisogna avere un visto lavoro fornito da un’azienda operante a Dubai. Il visto serve prima di essere assunti. Il lavoratore deve fornire alla società che lo assume una copia certificata dell’occupazione che si aveva nel Paese di provenienza, un curriculum vitae e una copia del contratto di lavoro precedente.

La busta paga del lavoratore di Dubai è più pesante essendo esente da trattenute. Peraltro non si pagano tasse personali. La media dello stipendio è di 1500 euro al mese e si arriva fino a 4-5 mila euro sempre netti. Le aziende inoltre garantiscono ai propri dipendenti affitto pagato, pagamento delle spese extra, benefit e servizi compresi.

Il lavoratore percepisce dei bonus sugli stipendi e un’indennità stabilita in proporzione alla paga mensile. In questo modo il lavoratore è notevolmente avvantaggiato ed incentivato.

Lo Stato sostiene il cittadino

Il rapporto con lo Stato è molto differente rispetto alla concezione occidentale. Dubai è al fianco dei propri abitanti e si sobbarca la metà delle spese quotidiane. Del resto la totalità dei servizi viene erogata in modo diretto o indiretto dall’Emirato.

Dubai è una realtà musulmana moderata. Ma nonostante questo vi sono delle norme da apprendere e a cui attenersi per rispettare le tradizioni locali. Si tratta di aspetti che si apprendono e si metabolizzano gradualmente man mano che si trascorre tempo a Dubai.

Chi si trasferisce a Dubai deve fare i conti con affitti stellari. Basti pensare che a Dubai Marina la spesa minima per un appartamento in affitto è di 35 mila euro all’anno e si arriva tranquillamente a 50 mila. Se si opta per aree meno esclusive si paga più o meno la metà oscillando tra i 19 e i 32 mila euro per 12 mesi. Vista l’esosità dei canoni di locazione risulta vantaggioso acquistare la soluzione abitativa a meno che non si lavori per un’azienda che mette a disposizione l’alloggio a costo zero. Il mercato delle compravendite immobiliari è fiorente. Chi acquista e vuole rivendere in un secondo momento non incontrerà difficoltà a trovare un acquirente disposto a comprare a cifre pari o superiori a quelle investite.

Dubai investe nei mercati esteri

Le società di Dubai infondono ingenti risorse sul proprio territorio ma i loro interessi sono su scala globale. I gruppi emiratini sono presenti nelle grandi compagnie aeree e dispongono di una compagnia di bandiera. Hanno grandi partecipazioni in gruppi finanziari ed energetici. Guardano ad economie emergenti e al mondo occidentale. Gli arabi hanno grande determinazione ed arguzia.

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