E Fitch degrada l’Italia

C’era da aspettarselo ed è successo: con la politica che non è in grado di dare un governo al Paese e guarda agli interessi particolari (economici o elettorali) invece a quelle della colletività e con un’economia che permare in coma profonda, senza speranza di una vera ripresa economia, l’agenzia di rating Fitch ha declassato l’Italia.

fitch

Ci è stato assegnato un rating BBB+ con outlook negativo: in pratica l’agenzia di rating non solo ci ha declassati, ma anche avvertito chiaramente i mercati che nei prossimi mesi probabilmente ci saranno ulteriori discese. E teniamo conto, giusto per capirci, che mancano solo pochi gradini per arrivare al rating di spazzatura, junk.

Insomma, il rischio che l’Italia si trovi nelle condizioni di non poter ripagare il proprio debito cresce di giorno in giorno. E questo nell’indifferenza della classe politica (scontato, visto il livello che ormai abbiamo toccato) ma anche dei cittadini che non si rendono conto delle conseguenze devastanti di un default.

Se l’Italia non fosse più in grado di pagare il suo debito, fallirebbero di colpo tutte le banche italiane, che detengono immense quantità del debito stesso. E non ci sarebbero più pensioni, stipendi pubblici, sanità, persino gli stipendi per esercito e forze dell’ordine che sono strettamente indispensabili.

Il default sarebbe la catastrofe, senza appello. E trascinerebbe nella catastrofe anche tutta l’Europa. L’Italia non è la Grecia, il nostro debito pubblico è mostruoso e non possiamo pensare di taglieggiare i creditori, come ha fatto la Grecia, perché un taglio forzoso del debito porterebbe comunque al fallimento di molte banche, tutte le italiane e molte europee.

Vincenzo Colonna

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