Ecofin, nessun accordo su garanzia dei depositi e titoli di Stato

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La strada che porta alla realizzazione dell’Unione bancaria europea è ancora lastricata di incertezze. I ministri delle Finanze dell’Unione, riuniti ieri in Lussemburgo, non sono giunti a nessun accordo, ancora fortemente divisi sul nuovo sistema di garanzia europeo dei depositi bancari. Il tema più controverso è quello di una assicurazione in solido dei depositi creditizi. In pratica, i partner europei non vogliono pagare per il bail in di Unicredit e hanno pure ragione.
I Ventotto hanno scelto di aspettare le regole internazionali di Basilea su eventuali limiti all’esposizione ai titoli di Stato dei bilanci bancari, sposando così la posizione, tra gli altri, dell’Italia.

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“Abbiamo confermato l’impegno a lavorare in parallelo sulla riduzione dei rischi e sulla condivisione dei rischi” ha dichiarato il presidente dell’Ecofin Jeroen Dijsselbloem.

Il trattamento dell’esposizione ai titoli è un tema che ha visto fronteggiarsi proprio l’Italia e la Germania. I tedeschi vorrebbero che cadesse il legame fra banche e titoli di Stato del proprio paese che – definiti “privi di rischi” – sono esentati dall’obbligo di prevedere un cuscinetto di capitale che copra quell’investimento. Una questione che chiama in causa diversi Paesi, tra i quali proprio l’Italia.Il sistema pensato a Berlino è un meccanismo fortemente penalizzante che mira a scoraggiare gl’investimenti in titoli di Stato, in particolare quelli nazionali. Il sistema prevederebbe obblighi di capitalizzazione crescenti.

Per il Ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan, “la tabella di marcia è il frutto di un negoziato non semplice, ma si tratta di un buon compromesso, viste le posizioni negoziali dei vari Paesi”.

Nel documento finale redatto dall’Ecofin si legge che “devono essere compiuti ulteriori passi in termini di riduzione e di condivisione dei rischi nel settore finanziario in una sequenza appropriata”.
Nel testo si afferma che il negoziato sul sistema unico di garanzia dei depositi bancari “continuerà a livello tecnico” e che quello politico “comincerà quando saranno stati fatti sufficienti progressi nella riduzione dei rischi”. Il Consiglio europeo ha deciso di aspettare i risultati del Comitato di Basilea (in cui saranno rappresentate tutte le aree mondiali e non solo l’UE) per prendere una decisione sulle esposizioni al debito sovrano. Elusa, dunque, la richiesta tedesca di decidere una limitazione già entro il 2018. Nel documento finale non si fa menzione di una data di verifica da parte europea sul tema dei titoli di Stato, né – d’altra parte – si fissa un termine preciso entro il quale chiudere il negoziato, come chiedono i Paesi che spingono per un rapido accordo sul sistema europeo di garanzia, con in testa l’Italia. Il non aver sospeso il negoziato a causa dell’opposizione tedesca, viene comunque considerato un relativo successo da parte italiana.

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