Emergenti ed instabilità politica. Case Study: Turchia Parte 2

Nel precedente articolo (Emergenti ed instabilità politica. Case Study: Turchia Parte 1) abbiamo cercato di fare una panoramica dei fattori interni che tengono sotto pressione il cambio, condizionato certamente anche da fattori esterni che vedremo qui (il rapporto pesoforza con il dollaro, il crollo delle quotazioni del greggio). Cerchiamo di fornire degli spunti previsionali per chi è concentrato sul cambio Usd/Try (Dollaro Usa/Lira Turca), malgrado i fermenti politici interni potrebbero far pensare che non è il caso di soffermarsi sulle dinamiche nella finanza. Ed invece no: l’economia è sempre in primo piano, intrecciata con tutta la vita che ci circonda. Ed i traders, a torto o a ragione (pensiamo anche alle speculazioni sul ribasso del petrolio), lo sanno troppo bene.

La situazione economica della Turchia

La Turchia non esporta petrolio ma lo importa per il 90%. Quindi, il calo delle quotazioni del greggio rende la bolletta energetica meno pesante per la Turchia che non può che beneficiarne.

Tra l’altro, anche sul piano energetico, la Turchia non sembra messa meglio perché ha un livello di dipendenza superiore al 60%. A quanto sembra, il calo delle quotazioni non può che far risparmiare alla Turchia un po’ di soldi in più. Il governo ha, inoltre, stretto un accordo tale che beneficerà anche delle transazioni di petrolio tra Iraq e Kurdistan, trovandosi in una posizione strategica. E ciò potrebbe incidere ulteriormente sull’eccesso di offerta sul mercato, rispetto alla domanda, ben alle vette di quanto ci si attende, con un calo ancora persistente delle quotazioni del greggio.

Ankara ha un forte deficit delle partite correnti, proprio per tale motivo (la forte dipendenza dal settore energetico), associato, a quanto sembra, ad un bilancio in pareggio.

Il cambio, a livello intra-day, sta subendo degli sbalzi significativi che riportano la lira turca a livelli di deprezzamento verso il dollaro (Usd/Try), ai massimi storici, superando anche quota 2,14. Un rally di volatilità che gli investitori non hanno potuto fare a meno di notare. Anche rispetto all’euro, la situazione non è delle migliori. Proprio adesso che la Turchia poteva beneficare dei cali greggio, vive una situazione politica tediosa che destabilizza anche i mercati, al punto che il presidente Erdogan ha deciso di rinviare il taglio dei tassi al 24 dicembre, data in cui la Banca Centrale Turca dovrà decidere tra misure convenzionali o misure drastiche per rilanciare l’economia interna.

optionfair

I fondamentali economici non premiano la Turchia. L’inflazione è a livelli alti (prossimi al 9%) e vi è una sorta di carry trade (o rotazione dei capitali) dai paesi emergenti ai “porti sicuri” per definizione dato che gli alti rendimenti sono inutili se controcompensati da defaillance dell’economia reale che consumerebbero i rendimenti.

Molto ha inciso sul pair Usd/Try di cui vediamo sopra la dinamica intra-day del 19/12/2014 il rally del dollaro Usa, dopo che la Yellen ha dichiarato che slitterà ancora in avanti l’obiettivo di rialzo dei tassi.

Analizziamo la dinamica “di pressione” sul cambio anche con l’aiuto delle candele giapponesi, impostate su un frame rate di 5 minuti.

candele

 Come potete notare, l’ampia volatilità del pair non consente neanche di tracciare la traiettoria in un range abbastanza compatto, utilizzando i livelli di ritracciamento di Fibonacci. Piuttosto, le pressioni ribassiste sono molto forti e predominanti rispetto a quelle rialziste, ma vi è anche molta incertezza dei mercati come evidenziano le candele con il corpo centrale quasi inesistente. Presenti anche candele di continuazione del trend ribassista (Marabozu). Ci dobbiamo aspettare un’esplosione dei mercati, a seconda di come si concludano le “ambigue” fasi politiche che stanno scuotendo la Turchia e di quanto la Banca Centrale Turca deciderà, anche al riguardo di un eventuale avvicinamento della Turchia all’Europa. Non saremmo così propensi ad “allungare” sul cambio, in vista di un costante deprezzamento della lira turca, data l’attuale tenuta del cambio. L’altro fattore che non dobbiamo perdere d’occhio, in termini comparativi, è il dollaro Usa.

Il trading è un’attività ad alto rischio, da assumere con consapevolezza nell’aspettativa del rendimento ottimo.

Ines Carlone

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