Criptovalute

Ethereum: le grandi novità in arrivo descritte dal creatore Vitalik Buterin

Vitalik Buterin è il ragazzo prodigio che ha fondato Ethereum, la seconda criptovaluta più nota al mondo dopo il Bitcoin.

Vitalik Buterin è uno sviluppatore di software nato in Russia e cresciuto in America si è dimostrato senza ombra di dubbio un valido imprenditore: il suo progetto visionario è stato in grado di raggiungere un valore di mercato di quasi 30 miliardi di dollari, rispetto al “solo” miliardo di dollari di un anno fa.

Il giovane prodigio e creatore di Ethereum Vitalik Buterin ha voluto portare in campo un’importante novità in occasione della Ethereum Community Conference a Parigi avutasi nemmeno una settimana fa, e ha deciso di parlare della novità in arrivo: una soluzione per la scalabilità di Plasma.

Vitalik Buterin, il fondatore di Ethereum

In principio esisteva solo il Bitcoin. Negli ultimi mesi si è però fatto valere un degno competente di tutto rispetto, che possiede la sua relativa piattaforma software di blockchain, fino ad essere ritenuta un’ottima alternativa alla nota criptovaluta: ovviamente il riferimento è ad Ethereum.

Al momento Ethereum sta crescendo del più del 2.770% dall’inizio dell’anno, dopo aver ottenuto un guadagno del 3.600% nella prima metà di giugno.
Il potenziale di Ethereum è ormai conosciuto nel mondo delle criptovalute, ma non tutti sanno che il suo fondatore, Vitalik Buterin, ha appena  23 anni.

Buterin è stato in grado di diventare una vera e propria leggenda nel mondo delle criptovalute ed è co-fondatore di Bitcoin Magazine, il primo giornale online che viene interamente dedicato alla criptovaluta nato nel 2011.

Il ragazzo vanta più di 183.000 follower su Twitter, scrive di frequente sulle ultime novità del settore e dallo scorso anno si è meritato di entrare a far parte della lista di Fortune dei 40 più ricchi al mondo con meno di 40 anni.

Le novità Ethereum: rinnovo per Plasma

Ecco dunque che il giovane fondatore di Ethereum, ha deciso di spiegare le novità che riguarderanno Plasma, in occasione della conferenza tenutasi in .

Plasma è un sistema di smart contract che ha lo scopo di aumentare il potenziale computazionale della blockchain di Ethereum.

L’idea, nata e sviluppatasi con la collaborazione degli sviluppatori Karl Floersch e Dan Robinson, deve essere ancora sperimentata. Ma il programmatore, appena ventiquattrenne, ha tutte ke intenzioni di introdurre tratti di novità di molta rilevanza.

Dopo la nascita ufficiale di Ethereum nel 2015, in rapidi sviluppo tanto da affermrsi come seconda criptovaluta più importante del mondo, Buterin ha ideato Plasma con Joseph Poon, co-creatore del Bitcoin Lightening Network. E proprio il Lightning Network appare simile a Plasma, che ha l’obiettivo di ridurre in modo considerevole la quantità di dati che i client devono elaborare.

Tuttavia, al momento, nell’ambito del sistema Plasma gli utenti hanno il dovere di effettuare il download e confermare ogni smart contract.

Ethereum, cosa prevede Plasma Cash

Attraverso Plasma Cash Buterin ha voluto metter in piedi un modo per diminuire la portata dell’attuale processo riconducendolo alla necessità di una sola manciata di dati. Il vantaggio principale, in questo caso, sta nella riduzione della quantità di dati che il cliente deve processare.

Gli utenti avranno la possibilità di creare dei «Plasma coins» senza scaricare l’intera storia di Plasma. Gli basterà spedire un deposito a beneficio di un dato contratto per poter produrre un Plasma. Ciò significa, inoltre, che saranno in grado di tracciare le monete “a cui tengono”, come ha detto Buterin, nell’ambito del sistema, invece di dover scaricare e verificare tutto.

Questo potrebbe portare anche nuove evoluzioni sull’aspetto della sicurezza, come la protezione degli exchange di criptovalute dagli attacchi hacker o la possibilità di avvalersi di un «portafoglio ordini», una specie di cronologia che consentirebbe di salvare i fondi dell’utente in caso di attacco.

Dati personali protetti dall’assalto delle grandi società

Di recente Joseph Lubin, co-fondatore di Ethereum, ha voluto sottolineare come la blockchain potrebbe diventare il “prossimo internet”; ha addirittura messo in evidenza il concetto di “applicazioni decentralizzate”, presentandole come una vera promessa che Ethereum fa all’utenza.

Lubin ha prospettato uno scenario, quello attuale, dove l’identità di chi naviga è “compromessa” dai giganti come Apple, Facebook, Amazon, Google o Netflix che archiviano su server i dati per poi monetizzarli.

Si diffondono aspetti della nostra identità sul web ogni giorno. Le aziende li usano, ne traggono guadagno e molto spesso non creano protezione.
In questo senso, Ethereum punta a ribaltare il sistema della raccolta dati: l’utenza non dovrà più interfacciarsi con società anonime che potrebbero utilizzare informazioni personali, in un rapporto client-server in cui aziende come Google o Facebook hanno una posizione di assoluto dominio.

Si verrebbe a creare quindi un sistema neutro, dove possono partecipare tutte le società ma nessuna può assumere il controllo, acquisire facilmente ogni tipo di dato personale e soprattutto raggiungere dei guadagni in un secondo momento grazie a una simile posizione dominante.

Ethereum e Buterin: com’è nata la criptovaluta

In fondo da Buterin idee innovative come queste se le aspetta chiunque, considerato che nel corso della sua giovinezza, è sempre stato attirato dalla tecnologia “sommersa” ed in particolar modo dallo stesso Bitcoin. Lezioni di criptivaluta le sono state impartite anche da suo padre, così nel 2011, a soli 17 anni, Buterin ha fondato una rivista sul Bitcoin.

A maggio 2013 il ragazzo si è trasferito in California per prendere parte a un seminario sulle criptovalute tenuto dai gemelli Winklevoss, ed è stato quell’evento che lo ha completamente folgorato. Vitalik ha infatti ammesso “Quel momento mi riempì di conferme. Mi aveva davvero convinto che questa cosa era reale e che valeva la pena di essere provata, con tanto di assunzione di rischio. Così ci ho provato”.

Ecco allora che da quel momento in poi Vitalik ha lasciato l’Università di Waterloo e trascorso un anno intero in giro per il mondo si è confrontato con gli esperti del Bitcoin. Di ritorno a Toronto ha cominciato a mettere mano all’Ethereum e ha stilato un documento che di fatto mette insieme tutte le sue scoperte fatte sul campo.

L’idea ha preso il volo in modo vero e proprio solo nel giugno 2014, quando il giovane russo ha ottenuto una borsa di studio di 100mila dollari per il suo lavoro. Da lì è nata l’idea di Ethereum Foundation ed è stata divulgata nel mondo intero la nascita di una nuova criptovaluta, la cui versione beta è arrivata a metà del 2015.

Quando sono uscito allo scoperto con Ethereum, il mio primo pensiero era che questa cosa fosse troppo buona per essere vera. Al momento del lancio, l’idea alla base della mia criptovaluta era fondamentalmente e totalmente buona”. E di questo tanto di cappello, perché il mondo delle criptovalute è completamente cambiato.

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