Euro / dollaro: quali prospettive?

Il cambio euro / dollaro è cruciale, non solo perché la grande maggioranza delle transazioni forex avviene proprio in questo cross valutario, ma anche perché da esso dipende, almeno in parte, la prospettiva di una crescita sana e sostenibile del vecchio continente. Perché è vero che gli USA non riescono a esprimere tutto il potenziale economico immenso della nazione a causa del malgoverno di Obama e delle politiche monetarie molto poco convenzionali della FED (e aggiungerei io, conniventi con Obama) ma gli USA rimangono gli USA, la prima potenza economica mondiale. L’Europa invece non riesce ancora a trovare un punto di unità. Dopo il tempo del rigore (durato troppo poco e malgestito) adesso si fanno sempre più intense le demenziali voci di ritorno al panem et circenses, allo spendi e incassa voti che ha sostenuto la classe politica del SUD Europa negli ultimi 70 anni e che ci ha portato a questo punto.

E malgrado tutto questo se andiamo a osservare il cambio euro / dollaro stiamo ancora ad un livello molto poco accettabile di 1,35. E non è solo una questione di forex e finanza, si tratta anche di una questione di economia reale. Perchè l’euro così forte danneggia fortemente le esportazioni europee sul lato del prezzo. Questo ai tedeschi importa poco, perché i loro prodotti sono conosciuti e acquistati in tutto il mondo per la loro qualità, non per il loro prezzo. E magari i tedeschi incassano anche extra-profitti grazie al livello del cambio.

Ma per chi non riesce a competere nella gamma top, sono dolori. E purtroppo l’Italia è tra i paesi la cui produzione, tolte alcune sempre più rare eccezioni, si situa nella parte bassa del mercato. Questo significa che purtroppo questo livello di cambio ci fa vendere sempre di meno e magari i produttori devono anche rinunciare ad una parte dei già rosicatissimi margini. Ancora una volta si dimostra come l’Europa è un’unione assolutamente incompleta.

Da una parte la Germania, che ha fatto le riforme (giustamente) più di 10 anni fa e che adesso compete da protagonista nel mercato mondiale. Dall’altro Paesi come l’Italia dove politicanti di professione ancora non hanno avuto il coraggio di cominciare le riforme perché questo farebbe perdere voti. Insomma, le cose non stanno bene e probabilmente Draghi dovrebbe provare qualche manovra per indebolire l’euro.

Un euro troppo debole rispetto al dollaro è un pericolo per la nostra economia: il problema è lo squilibrio generato dalla politica dela FED, una politica sacrosanta all’epoca del grande salvataggio dell’economia mondiale ma che diventa ogni giorno più demenziale e funzionale solo al mantenimento di un livello appena accettabile di gradimento della Presidenza Obama che si rivela giorno dopo giorno un fallimento su tutto la linea.

Il meglio deve ancora venire diveva il motto della campagna di Obama: ebbene, il meglio deve venire e saranno davvero dolori. Thank You Mr Hussein!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *