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Euro e Dollaro cosa accadrà nel 2018. Cosa ci riserva la coppia più famosa per l’anno che viene?

Il dollaro è destinato ad avere un 2018 deludente nei confronti dell’euro, nonostante la Federal Reserve continui il suo attuale ciclo di rialzi dei tassi nel prossimo anno. E’ l’opinione degli esperti valutari di UBS, società svizzera di servizi finanziari e banche di investimento. Un aumento dei tassi di riferimento di solito è vantaggioso per il dollaro ma il gruppo svizzero ritiene che l’euro supererà per tutto l’anno il suo omologo americano.


Finora, nel 2017, l’euro è cresciuto più del 10% rispetto al dollaro
. “Ciò che conta per il dollaro non è il momento del prossimo rialzo”, hanno detto gli analisti di UBS, ma “fino a che punto la Fed tende a stringere il cerchio, e il mercato si aspetta già una buona cifra”. Gli analisti, nel report sulla proiezione globale delle valute estere del 2018, hanno detto che l’euro “rimane a buon mercato” e che “una forte crescita dovrebbe catalizzare l’apprezzamento”. L’euro è salito nei confronti del dollaro nel 2017 anche grazie al miglioramento dei dati economici europei e ad una banca centrale che ha appena iniziato a ridurre il suo gigantesco pacchetto di acquisti mensili di titoli.

Il paradosso è che il rally dell’euro, stimolato dalla ripresa economica nell’Eurozona, diventerà ironicamente un ulteriore ostacolo alla crescita nel 2018 per l’Europa. La crescita nell’Eurozona ha raggiunto un rispettabile 2,5% e la previsione è di chiudere l’anno al 2,3%. Ma nel 2018 secondo UBS la crescita si fermerà all’1,9%. Il motivo? Un rafforzamento dell’euro, che ridurrà la competitività delle esportazioni determinando un calo degli scambi. “Riteniamo che il rallentamento della crescita del PIL dal 2,3% quest’anno all’1,9% del 2018 dipenderà principalmente da un più debole contributo del commercio estero, visto l’apprezzamento dell’euro negli ultimi trimestri, che prevediamo di proseguire nel 2018 e 2019”, sottolinea l’economista UBS Rienhard Cluse. Un euro più forte renderà le esportazioni dell’Eurozona più costose per gli acquirenti stranieri, portando a un calo della domanda e al calo dei volumi delle esportazioni.

Nel frattempo UBS prevede che l’euro continui a salire nei confronti del dollaro fino a 1,25 entro la fine del 2018 e 1,30 entro la fine del 2019, stima condivisa anche da altri analisti a livello internazionale. E che permette di organizzarsi per tempo facendo riferimento al Forex, il mercato più grande che ci sia e di cui fanno parte gli scambi della più classica accoppiata monetaria. Gli scambi su queste due monete rappresentano quasi il 30% degli scambi totali che avvengono sul Forex, perché sono le valute che fotografano meglio il rapporto dell’economia del vecchio continente con quella oltreoceano e viceversa. Naturalmente è possibile operare su questo settore anche con il trading online di CFD e sono sempre di più i trader che si concentrano sulle opportunità di profitto di questo mercato.

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Intanto gli analisti della più grande banca d’investimento del mondo hanno spinto al rialzo il loro profilo previsionale per il tasso di cambio euro/dollaro. John Normand, Head of FX, Commodities & International Rates Research di J.P. Morgan a Londra ammette che la sua squadra ha sottostimato la rapidità con cui l’EUR / USD potrebbe salire sopra 1,15.

I motivi che hanno portato gli esperti a cambiare le loro previsioni sono diverse e toccano motivi economici e geopolitici.

  1. L’inflazione USA continua a scendere: “cinque mesi consecutivi al ribasso si sono verificati solo una volta negli ultimi 20 anni, portando a una delle curve più piatte curve del mercato monetario USA fino ad oggi”, afferma Normand.
  2. Il grado di approvazione del Presidente Trump è ulteriormente diminuito a causa di una serie di passi falsi politici.
    Nel frattempo, la BCE dovrebbe iniziare a ridurre gradualmente il suo programma di acquisto di asset in dicembre e la previsione di J.P. Morgan è una riduzione a 40 miliardi di euro per tre mesi, a partire da dicembre.

“Questo scenario giustifica il consolidamento della valuta, con un probabile calo nel trimestre di forse cinque centesimi”, afferma Normand.
Tuttavia, “i rischi sono difficili da quantificare”. Il tasso Euro-Dollaro è previsto a 1,20 entro la fine del 2017, a partire da 1,16. Il primo trimestre del 2018 vede il tasso a 1,20, in aumento da 1,15. A metà anno vede il tasso a 1,22, in rialzo da 1,18 e la fine dell’anno vede una previsione di 1,25.

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