Expedia sfida Airbnb e acquista il colosso Home Away

La sharing economy è il futuro dell’economia, e non stupisce comprendere che le manovre finanziarie più interessanti si stiano muovendo in questa direzione. Il mercato che interessa la sharing economy immobiliare e relativa ai viaggi è in continua espansione e sta plasmando la sua forma. Prova ne è la vittoria della cosiddetta ‘Battaglia di San Francisco’ di Airbnb, che ha permesso al colosso di combattere le proposte di norme restrittive relative all’affitto delle case. La super compagnia ha tirato un sospiro di sollievo, perché una normativa più severa avrebbe potuto rappresentare uno scoglio non da poco nella diffusione della sua attività. A pochi giorni dallo scongiurato pericolo, Airbnb deve però vedersela con il più temibile dei competitors, Expedia, che nei giorni scorsi ha concluso l’acquisto per 3.9 miliardi di dollari della società Home Away.

Expedia aveva già siglato un punto a favore acquistando Orbitz Worldwide per 1,6 miliardi di dollari e ha quindi chiuso il cerchio dei suoi investimenti nella sharing economy dichiarando di avere trovato un accordo per l’acquisto di HomeAway. L’operazione è stata stimata con un prezzo di 37.86 dollari per azione, il quale ha rappresentato un premio maggiore del 18% rispetto al prezzo stabilito nell’ultima chiusura del titolo. Il costo totale è stato quindi stimato sui 3.9 miliardi di dollari, una cifra che spiana la strada ad Expedia nella gestione e nel controllo del sito che si occupa di annunci di case vacanza in affitto. Economicamente si tratta di un portale più ‘ricco’ rispetto a Orbitz e soprattutto votato ad un bacino di utenti di natura diversa. Il suo potenziale è stato però stimato positivamente dal mercato, quasi 100 miliardi di dollari, che potrebbero quindi servire ad Expedia per allargare il bacino delle sue offerte e per diversificare le sue proposte di viaggio e alloggio.

E’ importante notare che Expedia ha acquistato nel 2014 anche Travelocity e il portale australiano Eotif. Il titolo Expedia, quotato al Nasdaq ha subito notato un incremento dello 0.95%, mentre al momento dell’arrivo della notizia relativa all’acquisizione, il titolo ha raggiunto un guadagno del 21%, sfiorando il 39 dollari di costo. Di base si tratta di una ascesa del 8% annuale, che rivela un flusso positivo per il colosso dei viaggi e che dimostra come investire sulla sharing economy sia decisamente una buona idea di questi tempi. La salita del titolo e la buona risposta ottenuta dai mercati internazionali sono infatti significativi di scelte positive, che aprono scenari interessanti nel gioco di potere fra Expedia e Airbnb, rendendo il campo della finanza sharing ancor più variegato e affascinante.

One Response to Expedia sfida Airbnb e acquista il colosso Home Away

  1. Mara Amato ha detto:

    In Italia in cambio rimaniamo ancora legati alla visione dell’albergo a gestione famigliare, con servizi scadenti e con la tendenza a fregare il cliente. Non mi sembra strano che il turismo stia crollando, fra poco in Italia verranno solo migranti altro che turisti.

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