Ferro: le stesse piaghe del petrolio. La storia si ripete

Abbiamo dato colpa spesso al valore strategico del petrolio, configurando una sorta di disputa “geopolitica” fra Usa e paesi Opec, come se fossimo già in piena guerra fredda, ed in effetti qualche pensierino, in fondo, è lecito porselo. Ma poi, se dal petrolio volgiamo lo sguardo anche al ferro ci rendiamo conto di quanto la situazione sia piuttosto simile. Ecco perché.

Plus500

Plus500 è la scelta migliore per fare trading online di petrolio, commodity e forex: clicca qui per aprire il tuo conto di trading gratis. Fino a 7.000 euro di bonus garantiti per te.

Ferro e petrolio. Cosa hanno in comune?

Dal punto di vista delle caratteristiche fisiche e dell’utilità estrattiva, proprio nulla. D’altra parte vi sono delle evidenti analogie se si pone un attimo di riflessione in più su quello che stanno vivendo i due settori:

  • Cosa succede con l’economia globale ed il libero mercato? I costi la dicono lunga. Chi è più competitivo, vince. Allora, alcuni direbbero sì al protezionismo “di stato”, come per le risorse strategiche ed energetiche decise nel piano nazionale la Francia, imponendo una serie di condizioni vincolanti il libero ingresso sul mercato. Ma abbiamo visto anche i pessimi risultati che una tale politica può avere. Quindi, si produce e non ci si ferma, sino a che il mercato è saturo. Chi resiste ai prezzi più bassi senza essere costretto ad arrestare la produzione è il vincitore della contesa.
  • I prezzi sono in caduta libera, quindi. Quotazioni che tendono a livellarsi al prezzo di equilibrio che per il petrolio è stato individuato a 50 dollari l’oncia, mentre per il ferro si pensa di scendere al di sotto dei 60 dollari
  • Il rallentamento dell’economia incide su una domanda sempre più scarsa, e quindi chi riesce a spartirsi la fetta di torta più grande riesce a reggersi sul mercato, altrimenti è costretto a fare i conti con la crisi. Così, non demorde nessuno ed incominciano piani di razionalizzazione mai visti prima con tagli dei costi degli stabilimenti. Per quanto riguarda il petrolio, una manovra strategia che ha comportato la riduzione dei costi di estrazione, entro un certo livello, è stata rappresentata dall’attuazione di un nuovo metodo di estrazione: lo shale oil. Per quanto concerne il ferro, e specie quello da costruzione, si cerca di unire le forze. Sul calo della domanda di ferro, incide molto ad esempio il rallentamento dell’economia cinese che era tra le prime ad impiegare il ferro nel comparto immobiliare

Quindi, uno dei settori di investimento tattico-strategici, legato a doppio filo con le sorti dell’economia, non è rappresentato solo dal petrolio ma anche dal ferro. Ecco i nostri consigli di investimento.

L’Australia è tra le principali esportatrici di ferro

Quali sono le due principali concorrenti australiane per la produzione di ferro? Rio tinto e bhp billiton.

Alcune piattaforme di trading propongono, visto l’interesse delle previsioni, opzioni pair sulle due azioni, in cui quello che conta è capire qual è il titolo più performante.

Ecco un esempio tratto da una delle piattaforme regolamentate note nel mondo del trading binario, Stockpair che si è specializzata appositamente nel mondo delle opzioni coppia, offrendo sia quelle fisse che quelle fluttuanti (il periodo di inizio della valutazione della performance lo stabilisce il broker e non noi).

australia

Quando dobbiamo cercare di sfruttare le informazioni per il mercato asiatico? In corrispondenza al nostro fuso orario, gli orari perfetti di entrata nel mercato sono rappresentati dall’1:00 A.m. La piazza di riferimento, nel caso visto sopra, è Sydney ed abbiamo scelto di concentrarci su due colossi centrali dell’azionariato.

Qui, potete notare anche la flessione che sta generando il settore, per il calo delle quotazioni delle materie prime che stanno praticamente affossando i mercati. Ci avvaliamo della dinamica offerta da Plus 500 per il titolo bhp billiton:

bhp

Bhp billiton, eppure, è una delle prime società minerarie a livello internazionale e sta cercando di ridurre il più possibile i costi per riuscire a competere con i bassissimi prezzi delle materie prime. Ed il taglio dei costi è non di poco: è stato stimato attorno a 4 mld, cifre da capogiro! Tutto per cercare di risollevare la produttività ristagnante. Che cosa è la produttività? La produzione per unità di impiego produttivo.

Per quanto riguarda Rio Tinto, la strategia è la medesima dopo che è saltata per il momento l’alleanza con un altro dei colossi nell’industria mineraria (non solo per il ferro ma anche per altri settori, come il cotone e le soft commodities), ovvero del gruppo elvetico Glencore. Rio Tinto pensa di fare dichiarazioni di valenza cruciale proprio l’anno nuovo nel mese di febbraio.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *