Forconi, questa non è la nostra protesta

L’Italia è paralizzata in questi giorni per una protesta brutale, caratterizzata da violenza squadrista e prepotenza. Una protesta che ha visto coinvoli numerosi pregiudicati, la teppaglia del tifo organizzato, i soliti studenti che trovano sempre opportuno saltare un giorno di scuola, non importa se la protesta è organizzata dall’estrema sinistra o dall’estrema destra. Purché ci sia un qualche estremismo in gioco, saltare un giorno di scuola fa sempre comodo.

La nostra condanna per questa inutile sollevazione è totale.

Per prima cosa è sbagliata nei mezzi e male fanno le Istituzioni a non reagire alla forza con la forza. Lo Stato negli anni si è attribuito i compiti più vari e bizzarri ma in questo caso sta rinunciando ad esercitare il suo dovere primario e cioè difendere, anche con la forza se necessario, la libertà dei cittadini.

Invece la violenza dilaga, i commercianti che vogliono semplicemente continuare a fare il loro lavoro sono oggetto di violenza e sono minacciati. Questo non è degno di un Paese civile.

Anche i sindacati sono stati attaccati e anche questo non è degno di un paese civile. Può sembrare strano che noi di Mercati24 ci mettiamo a difendere i sindacati, ma non lo è. Ne abbiamo spesso criticato gli errori e siamo fieri di averlo fatto. Anzi, ribadiamo che la CGIL sbaglia perché è ancora ancorata ad un modello produttivo finito da almeno 40 anni e la CISL è più che altro un potente comitato d’affari con forte radicamento nella pubblica amministrazione che contribuisce a rendere ancora più inefficiente. Nonostante questo, da liberali difendiamo con tutte le forze la libertà che i lavoratori hanno di associarsi in sindacati (come tutti gli altri cittadini hanno diritto di associarsi per qualunque scopo non illegale senza chiedere il permesso a nessuno). E anzi, detto per inciso, auspicheremmo anche che la CGIL finalmente aprisse gli occhi e capisse che la realtà è cambiata, che sono passati 40 anni in cui hanno dormito. Una CGIL versione 2.0 potrebbe aiutare la modernizzazione del Paese…ma questo è un altro discorso.

Ma non è solo la forma della protesta che condanniamo, anche molti contenuti e richieste sono assolutamente da respingere. E’ ovvio che la classe politica italiana ha perso ogni legittimità (non solo i 140 parlamentari assegnati come premio di maggioranza). Ma che cosa significa cercare di mandare a casa un governo eletto con la forza? E poi, con chi sarebbero sostituiti?

Ancora peggiore è il nostro giudizio sulle richieste di carattere economico. L’entrata nell’euro è l’unico successo della classe politica italiana degli ultimi decenni e questi figuri vorrebbero uscire dall’Euro. E’ vero che tutta la faccenda è stata gestita malissimo ma questo non significa che si debba buttare il bambino con l’acqua sporca.

E anche la lotta alla globabilzzazione è demenziale. La globabilizzazione per chi sa stare sui mercati è fonte di profitto, non di perdita. Allargare i propri orizzonti al Mondo piuttosto che al piccolo Paese in cui si ha avuto la sorte di nascere è sempre positivo. Certo bisogna conoscere le lingue, bisogna padroneggiare le tecnologie dell’informazione ma senza innovazione e formazione non andiamo da nessuna parte. L’Italia non può fermarsi mentre tutto il resto del Mondo si è messo correre, dobbiamo imparare a correre più veloci a fare innovazione e ricerca.

Questo non vuole essere un appoggio ad una classe politica che ormai, come detto, ha perso la sua legittimità e che deve andare a casa senza fare altri danni. Il problema è che questi “”forconi” sono addirittura peggio degli attuali inquilini abusivi di Montecitorio. E ce ne vuole.

3 Responses to Forconi, questa non è la nostra protesta

  1. Conte Zio ha detto:

    Che poi se i forconi volevano cambiare le cose davvero, avrebbero assediato le sedi di INPS / Equitalia non vessato gli altri cittadini.

  2. Lidop ha detto:

    Ma non mi ha convinto per niente questa specie di sollevazione fatta da noti pregiudicati della zona e capetti ultrà

  3. Pieropo ha detto:

    Alcuni dei pensieri di questi rivoltosi sono condivisibili (l’aspetto fiscale) ma il resto è pura spazzatura populista. Sono dei falliti. La rivoluzione vera la dovrebbero fare quelli che comunque stanno sui mercati, fanno i soldi ma sono vessati dallo stato, non quelli che falliscono miseramente e accusano la società dei propri fallimenti.

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