Forex: la speculazione favorisce l’euro rispetto al dollaro

Gli attuali livelli dell’euro rispetto al dollaro, malgrado le correzioni delle settimane scorse, sono ancora troppo elevati. Questo non solo non è speccho delle condizioni dell’economia europea, ma rappresenta uno squilibrio con conseguenze negative su tutta l’economia europea.
E se questo non basta, il trend che vedeva rafforzarsi il dollaro rispetto all’euro si è anche interrotto e presto supereremo di nuovo la fatidica soglia di 1,30.
Le motivazioni ufficiali sono che la Germania sta meglio del previsto e che nella seconda metà del 2013 la sua crescita dovrebbe ulteriormente irrobustirsi. Dopo tutto il Paese è in salute, i conti pubblici sono a posto, il sistema industriale prospera con le esportazioni e gli esperti hanno previsto che nei prossimi anni sarà raggiunta la piena occupazione.
Tutto il contrario di quello che avviene in Italia, verrebbe da dire. In ogni caso i mercati hanno premiato queste notizie facendo rafforzare l’euro sul dollaro. Il problema però è che l’Europa non è solo la Germania. Ricordate l’apologo di Menenio Agrippa? Ebbene possiamo dire che la Germania costituisce le braccia dell’Europa, lavora e si procura il sostentamento. Ma ci sono tutti i paesi meditteranei (Spagna, Portogallo, Italia, Grecia, Cipro è un caso a parte) che costituiscono lo stomaco, consumano più di quanto producono e vivono al di sopra delle loro possibilità. E’ questo il problema di fondo che i mercati non considerano e che quindi mi porta a dire che il movimento odierno è puramente speculativo. Ma intanto questo euro forte danneggia l’economia europea.
In effetti si tratta di un ostacolo alle nostre esportazioni. E se la Germania non soffre più di tanto (chi si compra un Audi o una Mercedes probabilmente non guarda al prezzo come prima parametro per la scelta) i paesi meditteranei che non hanno produzioni industrili di alta gamma ne soffrono moltissimo.

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