FOREX: TUTTI I RISCHI PER L’EURO NEL 2014

forex euroIl 2014 sarà un anno cruciale per le economie, specie per quelle che fanno riferimento all’Unione Europea. Saranno, in buona sostanza, dodici mesi di transizione, in cui la recessione (o alla stagnazione) cederà il passo prima a una crescita moderatissima, poi – si spera – a una crescita più sostenuta.

L’euro però non gode di ottima salute. Lo spettro della deflazione aleggia sul Continente e, come se non bastasse, dall’estero arrivano segnali di destabilizzazione che non sono più ignorabili. Ecco un elenco esaustivo degli avvenimenti che potrebbero causare più di qualche problema alla moneta unica.

Stati Uniti. Fino a questo momento, il cambio EUR/USD è stato percorso da un trend rialzista. La continuità dell’andamento è stata garantita dal Quantitative Easing e dalla fine della crisi dei debiti sovrani. In estrema sintesi, dalla sponda ovest dell’Atlantico sono giunti moderati segnali rialzisti, mentre dalla sponda est i segnali sono stati di calma piatta – dopo un paio di anni difficilissimi.

In queste ultime settimane, però, le acque si stanno muovendo, per giunta in modo schizofrenico. La volatilità è un bene nel Forex, ma non quando è scarsamente interpretabile. In buona sostanza, gli Stati Uniti si stanno rendendo protagonisti di performance economiche al di sotto delle aspettative. E’ notizia del 7 febbraio la pubblicazione dei dati sul payrolls a stelle-e-strisce. Dati, come accennato sopra, molto deludenti. Questo, e altro ancora (siamo in attesa dei market mover) potrebbero spingere il trend rialzista e vanificare gli effetti del Tapering.

Economie emergenti. Qui la situazione è nettamente più complessa. Il Tapering americano, per quanto moderato, ha provocato un terremoto. Gli investitori esteri stanno fuggendo dai Brics e dai “quasi” Brics, scatenando un vortice inflattivo che potrebbe sconvolgere tanto quelle economie quanto il mondo del Forex.

La conseguenza di questa crisi potrebbe essere un ulteriore rafforzamento dell’euro e un rafforzamento è proprio cui l’Europa, con il rischio deflazione alle porte, non ha bisogno in questo momento.

Fronte interno. Le tensioni nel Continente sono tante. La Bce è costretta a cavalcare due cavalli che vanno (o che vorrebbero andare) in direzioni opposte. Da una parte i paesi del nord, che vorrebbero un proseguimento dello status quo. Dall’altra parte i paesi del sud, che vorrebbero una politica monetaria più accomodante in grado di portare a quanto di più simile ci possa essere alla svalutazione competitiva. Draghi è indeciso: da una parte annuncia che “farà tutto il possibile”, dall’altra lascia i tassi di riferimento così come sono. La tattica del “colpo al cerchio e uno alla botte” crea instabilità e imprevedibilità.

Da questo punto di vista, possiamo aspettarci la qualunque, ma gli analisti tendono a considerare il 2014 come un anno in cui il consolidamento dell’euro non troverà soluzione di continuità, se non a sprazzi.

One Response to FOREX: TUTTI I RISCHI PER L’EURO NEL 2014

  1. Claudio ha detto:

    Ma quando arriva sto benedetto default? Così finalmente i sindacati e i politici imparano che l’era delle vacche grasse è finita. Si sono mangiati tutto, sindacati e politici, e adesso lasciano il conto da pagare.

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