Forse l’Europa darà il via al piano di acquisto Bond. Ecco come.

Le precedenti regole dell’Unione europea che hanno comportato lo sblocco di nuovi finanziamenti per i paesi membri sono state foriere di dure e pesanti critiche. Basti pensare che le banche hanno finito coll’utilizzare i fondi per acquistare nuovi bond pubblici che, così, sono rimasti “in pancia” alle istituzioni finanziarie. A ragion veduta, ci si lamentò di non aver finalizzato i finanziamenti, dato che non sono stati individuati scopi ben precisi, per poi stabilire, solo in via successiva, che i fondi dovessero promuovere solo la crescita dei prestiti per famiglie ed imprese.

Ora, ci si è andati un po’ più cauti, nel timore della condivisione dei rischi dell’indebitamento eccessivo tra i paesi membri e, quindi, sono state introdotte nuove regole. Vediamo di quali si tratta.

Il nuovo programma Omt. Come funziona?

Non è ancora ben chiaro il meccanismo di funzionamento del programma Omt (Outright Monetary Transictions) ma, secondo il parere della Corte Ue che tra l’altro non è vincolante bisogna assolutamente evitare il classico piano di aiuti diretti (ed a tale riguardo sono da chiarire, allora, le forme tecniche in cui avverrà l’operazione), nonché giustificare il piano di aiuti.

Quindi, è come dire: “la prudenza non è mai troppa”…dopo che da mesi, contrariamente a Draghi che cerca di spingere il Quantitative Easing, l’Europa si pronuncia sempre negativamente a proposito dell’attivazione del nuovo piano di aiuti europeo.

D’altra parte, si ammette l’impellenza di un’area ormai letteralmente pugnalata dal contesto deflattivo dei prezzi che sta mettendo a repentaglio l’economia dell’Europa, situazione aggravata anche dal continuo crollo delle quotazioni del petrolio. La stessa Corte Ue sentenzia che il programma Omt è “necessario e proporzionato”, parole testuali emergenti dal verdetto di pronunzia della Corte Ue.

Dopo gli insuccessi dell’anno precedente, si spera proprio che questa sia la volta buona per fare un Quantitative Easing all’insegna della Fed e rimettere in circolo nuove misure non convenzionali che possano sbloccare la fase di stallo in cui è caduta l’economia.

Ma cosa fa tanto paura alla Corte Ue? Certamente, la possibilità che i paesi assistiti non siano in grado di onorare il debito, destabilizzando il sistema monetario. La Bce non deve provvedere, in via diretta, agli aiuti.

Come ha reagito il mercato dei cambi a tale nuova?

Il principale punto di riferimento, in tale senso, è rappresentato dal pair eurodollaro che è tra le coppie più volatili del mercato dei cambi. Il fatto che molto probabilmente non vi saranno ostacoli ad avviare il Quantitative easing, seppure nel rispetto di alcune condizioni non vincolanti, sottintende che la politica monetaria è di natura espansiva e rimarrà tale, senza alzare i tassi soprattutto (che già sono scivolati ai minimi dopo l’esperimento dei tassi negativi per i depositi interbancari).

Quando la politica monetaria è espansiva, ciò deprezza il cambio nei confronti della rispettiva valuta.

Ed infatti l’eurodollaro ha registrato nuovi minimi, come potete notare dal riquadro sottostante:

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Il cambio arriva, pertanto, a sfiorare quota 1,17 livello che è stato raggiunto per buona parte della seduta odierna, quando si era colto già in anticipo il clima di tensione sui mercati per la pronuncia della Corte Ue.

Restiamo, allora, in attesa delle prossime decisioni della Bce, in merito all’acquisto di nuovi Bond che potrà favorire la nostra economia, a condizione che i fondi vengano destinati a doveri per quei progetti di riforma strutturali che stiamo ancora attendendo da anni, visto che l’espansione del credito per le famiglie e le imprese fino ad adesso non ha trovata adeguata rispondenza da parte del canale bancario e finanziario. I fondi di garanzia, poi, non sempre raggiungono quale obiettivo una ripresa dell’economia perché si esauriscono subito per l’eccessiva richiesta, superiore al tetto disponibile (ed in ogni caso, concedono soltanto una garanzia addizionale, agevolando l’ottenimento di un finanziamento per le finalità specificate dal fondo di garanzia, il che non dà per scontato che il prestito ci venga concesso).

 

 

 

 

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