FS, Del Rio: privatizzazione per migliorare il servizio, non per far cassa. Critici i sindacati

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La privatizzazione è un mezzo, non un fine. Il fine è migliorare il servizio ai passeggeri”. Questo il pensiero del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Del Rio a margine dell’incontro con i sindacati sulla privatizzazione delle Ferrovie dello Stato.
Per Del Rio, sulla scia della positiva esperienza dell’alta velocità, l’Italia adesso deve fare grandi passi sul trasporto regionale e su quello delle merci. Adottare quella che il ministro chiama “la cura del ferro”: spostare gran parte del trasporto merci dalla strada ai binari ferroviari.

BISOGNO DI UN PIANO INDUSTRIALE Per realizzare questi obiettivi sono necessari grandi investimenti ma, ancor prima, “un piano industriale adeguato a un paese moderno” che individui i servizi da migliorare e il modo per farlo. La privatizzazione ha, nell’idea del governo, il solo scopo di sostenere questo piano industriale.
Del Rio sostiene con forza l’idea per cui la privatizzazione non serve a far cassa – una cassa per giunta molto esigua rispetto all’enorme debito pubblico italiano, per stessa ammissione del ministro – ma a potenziare il servizio e sostenere il piano industriale.

AZIONARIATO DIFFUSO E INVESTITORI ISTITUZIONALI Quella delineata dal governo è una privatizzazione che, una volta approvato il piano industriale e individuati gl’interventi da adottare, si rivolga all’azionariato diffuso e agl’investitori istituzionali; in modo da sottrarre le Ferrovie dalla logica del guadagno immediato.

LA RETE RIMANE PUBBLICA Uno dei paletti imposti dall’esecutivo alla vendita del 40% delle Ferrovie dello Stato è che la proprietà della rete, i binari, rimanga pubblica; garantendo qualità e regolarità del servizio di trasporto. Del Rio ha annunciato che il governo ha predisposto un piano d’investimento da 8,9 miliardi per l’ammodernamento e la manutenzione della rete.

CRITICHE DAI SINDACATI Non appaiono tranquillizzati dall’incontro con il ministro Del Rio i rappresentanti dei tre sindacati confederali che rimangono molto critici del progetto di privatizzazione di Fs.

Franco Nasso, segretario generale Filt-CGIL, ha sottolineato come per il suo sindacato “la privatizzazione in sé è un errore” perché FS è in un processo di risanamento che sta dando risultati molto positivi, come testimoniano i bilanci, ma non ancora concluso. Una privatizzazione mal fatta potrebbe mandare in crisi il sistema. Un rischio che, a parere di Nasso, dovrebbe portare a un ripensamento radicale su questa operazione.

Di un incontro interlocutorio parla, invece, Giovanni Luciano, segretario della Fit-Cisl. Per il sindacalista, Del Rio non ha fatto altro che ripetere quanto scritto nel Dpcm, senza chiarire cosa comporrà il 40% dell’azienda che andrà sul mercato. Dubbi anche sull’esiguità dei capitali che sarebbero raccolti, tra i 3 e i 4 miliardi; una cifra che non vale il rischio di disintegrare l’azienda.

Per Claudio Tarlazzi, segretario Uiltrasporti, “si tratta di un’operazione non utile al Paese, non è privatizzando il 40% del gruppo che si riduce il gap che abbiamo, ad esempio, sul trasporto merci. La quotazione bassa sembra solo un’operazione per far cassa, senza alcuna valenza strategica o industriale”.

One Response to FS, Del Rio: privatizzazione per migliorare il servizio, non per far cassa. Critici i sindacati

  1. Deploy ha detto:

    Eh eh guarda guarda che i sindacati sono contrari. Paura di perdere qualche privilegio?

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