Economia e Finanza

Germania, l’euro all’indomani delle elezioni

Euro in difficoltà dopo che le elezioni politiche in Germania hanno mostrato una decisa avanzata del partito di estrema destra Alternative fur Deutschland. Angela Merkel è riuscita ad assicurarsi il quarto mandato per governare la Germania con circa un terzo dei voti per il suo partito ma per formare un nuovo governo dovrà ricorrere a un accordo di coalizione che potrebbe comprendere Cdu/Csu, liberali e verdi.

Anche sui mercati finanziari il dato più rilevante uscito dalle urne è la crescita dell’Afd: si teme per l’indebolimento dell’asse Merkel-Macron per il rafforzamento del progetto europeo. L’euro flette leggermente, ma senza grandi scossoni, dopo le elezioni tedesche che hanno consegnato ad Angela Merkel una maggioranza meno solida del passato e proiettato a un livello di guardia l’ultradestra dell’Afd.

Sul fronte dei titoli di Stato, Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades, segnala che se nell’immediato la situazione delle urne sta penalizzando l’euro, a lungo potrebbe premere sul rialzo della divisa unica: “Non essendoci più al governo l’Spd di Schulz, i falchi della Bundesbank potrebbero avere maggiore spazio nella loro spinta per una riduzione veloce del Quantitative Easing. In altre parole potrebbero avere più forza nell’insistere in un tapering – cioè una riduzione degli stimoli monetari – non troppo soft. Questo potrebbe rafforzare ulteriormente l’euro, che nei primi nove mesi del 2017 è stato uno dei protagonisti assoluti sui mercati valutari, guadagnando circa il 13% nei confronti del dollaro”. 

John Taylor di AllianceBernstein ritiene che le prossime mosse delle Banche centrali resteranno la bussola degli investitori: “Dovrebbero continuare a focalizzarsi piuttosto sull’impatto delle politiche economiche sugli asset direttamente interessati e sul profilo di rischio nel suo complesso”.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga leggermente verso 170 punti base per un rendimento del decennale italiano al 2,1% sul mercato secondario, mentre sul fronte macroeconomico, di nuovo la Germania è protagonista con l’indice Ifo che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi: si è attestato a settembre a 115,2 punti, in calo rispetto ai 115,7 punti di agosto (dato rivisto al ribasso dal precedente 115,9 punti) e sotto le aspettative del mercato. Gli analisti infatti avevano previsto un aumento dell’indice a 116 punti.

L’attività economica nazionale americana ha rallentato il passo in agosto
, scivolando a livelli associati con una frenata della congiuntura. L’indice che ne misura la performance, stilato dalla Fed di Chicago, si è attestato a -0,31 punti, in calo dai +0,03 punti di luglio (rivisto al rialzo dai -0,01 punti della prima stima). Intervenendo al Parlamento europeo, il governatore Draghi ha rassicurato che la ripresa dell’Europa è ampia e lo slancio proseguirà.

Per investire bisogna tenere conto che nel mondo del Forex il cambio Euro/Dollaro svolge un ruolo di primaria importanza rappresentando due delle valute più apprezzate e ricercate dagli investitori. Le due monete appartengono ai sistemi economici più forti al mondo: Stati Uniti e Europa insieme hanno un prodotto interno lordo che corrisponde a oltre il 40% del PIL mondiale ed un terzo degli scambi commerciali a livello globale coinvolge queste due valute e la maggior parte delle operazioni nel Forex riguardano il cambio Euro/Dollaro.

Il Forex è aperto 24 ore su 24 e permette di operare continuamente. Tuttavia, è fondamentale monitorare quali mercati influenzano maggiormente il cambio Euro/Dollaro, i loro orari di apertura e in quali fasi della contrattazione si rilevano le fluttuazioni maggiori. Questo dato è importante perché è proprio durante questi periodi che un’accurata strategia permette agli investitori di consolidare i guadagni più interessanti.

E sono infatti molti i broker e partner finanziari che offrono come investimento online i cfd sulle valute, tra cui anche alcuni di particolare prestigio come Trade.com, la piattaforma di trading performante, semplice e immediata che offre una unica e completa sezione formativa e oltre 2.mila asset su cui investire oggi.

“Ora che sono passate le elezioni sia in Francia che in Germania, si spera che un’alleanza più solida tra i due Paesi possa dare slancio alla coesione nell’UE, dopo la decisione dannosa del Regno Unito di lasciare l’Unione”, commentano Rory Bateman, Head of UK & European Equities, Schroders e Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist, Schroders. “Ad esempio, potrebbero essere fatti passi avanti verso la piena unione bancaria o verso uno schema di protezione dei depositi a livello di Eurozona.

Sul fronte fiscale, Merkel ha già proposto lo Eurozone fiscal facility, che fornisce prestiti preferenziali e garanzie ai Paesi intenti ad adottare agende riformiste. Tuttavia, riuscire a riformare in modo significativo l’Europa appare un processo complesso, vista l’incertezza nella formazione di un Governo di coalizione in Germania. Dopo la vittoria di Emmanuel Macron in Francia mesi fa, si continua a sperare che il Presidente possa implementare le riforme di cui il Paese ha bisogno ed un’economia francese più dinamica sarebbe benevola anche per la Germania e per l’Unione Europea in generale”.

Da sottolineare come due giorni dopo le elezioni in Germania Macron abbia sostenuto la necessità di una nuova Europa. Fra le proposte, Macron ha chiesto un’imposta europea sulle transazioni finanziarie e l’armonizzazione delle imposte sulla previdenza sociale e quelle sulle imprese all’interno dell’Unione Europea. Le sue proposte includono anche un bilancio comune per i 19 membri dell’area Euro, come un ministro delle finanze dell’Eurozona e, infine, una certa tassazione in tutta Europa.

Infine secondo Tristan Perrier, Strategy and Economic Research di Amundi: “Il risultato delle elezioni in Germania preserva la continuità della leadership ma, nonostante ciò, è molto deludente per la Cancelliera A. Merkel. Il risultato dell’estrema destra lancia un chiaro avvertimento. Come atteso, il partito di centro destra della Merkel CDU/CSU ha vinto con un ampio margine: ciò le assicurerebbe il suo quarto mandato da cancelliere.

L’approccio della Germania nei confronti dell’Europa non cambierà sostanzialmente, anche se potrebbe diventare un po’ più cauto.
Rimane una grande maggioranza pro-Europa nel Parlamento tedesco. Dato che la FDP insiste sul bisogno di chiarire i limiti della solidarietà europea, si potrebbe sostenere che la necessità di includere questo partito nel governo ridurrà l’apertura della Germania a favore di nuove o più forti istituzioni nell’Eurozona. 

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