Germania, tra recessione e benessere

La Germania non ha risentito, fino a questo momento, di contrazioni della sua economia dovuti alla crisi ma adesso arrivano i primi indicatori negativi. Tuttavia i conti dello stato in ordine e un export davvero competitivo non sembrano per il momento mettere a repentaglio il benessere dei cittadini.

La Germania è, di fatto, la locomotiva d’Europa e quasi non ha sofferto per questa crisi economica e finanziaria che invece tanti danni ha fatto in altri paesi, Italia in testa.

Germania locomotiva d'Europa

Tuttavia adesso sembra che qualcosa stia cambiando e che ci sono notizie di dati che indicano una contrazione dell’economia. Prima ancora di passare a verificare questi dati, possiamo semplicemente prendere in considerazione l’annuncio della Opel che ha deciso di ridurre la settimana dei lavoratori (e conseguentemente il loro salario del 6%) perché il mercato non è in grado di assorbire l’attuale produzione di automobili.

Per quanto riguarda gli indici, si tratta dell’indice degli acquisti dei servizi e dell’indice manufatturiero, calcolati da Markit, ed entrambi sono scesi sotto il valore di 50 che rappresenta di fatto il confine tra ciclo espansivo e ciclo recessivo.

Tuttavia la Germania non è in crisi, grazie ai suoi fondamentali punti di forza, quelli che l’hanno resa la locomotiva dell’euro: da una parte la forza dell’export, dall’altra l’eccezionale solidità dei conti pubblici.

Mentre Italia o Grecia hanno bilanci pesantemente in passivo, la Germania ha un bilancio pubblico che è in attivo. Questo significa che quando si finanzia sui mercati, la Germania riceve denaro in maniera facile, a basso costo. Anzi, se dovessimo calcolare il tasso di inflazione, la Germania prende denaro in prestito a tassi che di fatto sono negativi, sono gli investitori che pagano il governo tedesco perché custodisca i loro soldi.

E la forza del bilancio pubblico fa sì che, in caso di necessità, possono essere attuati i giusti correttivi di tipo espansivo, riuscendo così a far risollevare l’economia.

Claudio Appio

One Response to Germania, tra recessione e benessere

  1. Luij ha detto:

    I tedeschi hanno dei vantaggi che noi italiani ci sogniamo: sindacati ragionevoli (se Marchionne facesse alla FIAT un taglio degli stipendi del 6% gli manderebbero a casa le brigate rosse) e politici onesti. Beati loro!

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