Gli investitori puntano sull’Europa

Sono periodi piuttosto complicati per scegliere correttamente l’area dove impiegare i propri capitali ma sembra che gli investitori non abbiano alcun dubbio: l’Europa. I motivi di questa scelta, nonostante una ripresa debole che tarda a mostrare concretamente i suoi effetti, e le recenti tensioni per la questione Ucraina, sono una serie di fattori che fanno del Vecchio Continente l’area ideale per la crescita dell’azionariato, che secondo gli analisti dovrebbe proseguire ancora nonostante gli ultimi due anni abbiano fatto registrare rialzi consistenti (per investire comodamente da casa scegli i migliori broker forex, broker opzioni binarie, broker CFD).

Sono molti gli analisti che sostengono che l’Europa è soltanto all’inizio di un florido periodo di ripresa economica, con un tasso di crescita stimato del Prodotto interno lordo per il 2014 compreso tra l’1% e l’1,5%.

Sono stime che si basano su una serie di indicatori macroeconomici, primo fra tutti l’indice delle piccole e medie imprese attive nel comparto manifatturiero. Infatti i nuovi ordini nel mese di gennaio 2014 hanno toccato i massimi da quattro anni, e mantenendo la direzione tracciata, sarebbe realistico attendersi un prodotto interno lordo dell’area Euro tra l’1,5% e il 2%.

L’azionariato del Vecchio Continente potrebbe pertanto beneficiare della spinta delle Pmi manifatturiere, oltre che della previsione al rialzo delle stime sugli utili delle azioni, che in questi anni di crisi hanno registrato una costante revisione al ribasso. Questi fattori sono perciò alla base per un ulteriore balzo in avanti dei listini dell’azionariato europeo.

Molti analisti sono concordi nel ritenere che gli utili potrebbero crescere anche in misura del 30%-40% fino al 2016, appoggiati anche dal miglioramento dell’economia generale di Stati Uniti ed Europa. Già nel 2014 sono attesi comunque dei ritorni nella misura del 10%-15% sull’azionario del Vecchio Continente.

Pertanto nella primavera che inizia ad estendersi sull’Europa, si intravedono importanti punti di svolta. Ad iniziare da una riduzione delle politiche basate soltanto sull’austerità fiscale. I governi europei hanno deciso di lasciarsi alle spalle una politica economica di austerity, che potrebbe tramutarsi in una ulteriore crescita aggiuntiva del pil.

Si è già registrato un ritorno della fiducia, fondamentale per un incremento dei consumi e degli investimenti. Molti meriti spettano anche al numero uno della Bce, Mario Draghi, che ha dato il via alla stabilizzazione del sistema bancario europeo, avallando una riduzione degli spread sui titoli di Stato. Le condizioni del credito sono sensibilmente migliorate, ed anche in Italia, paese che ha ancora molti problemi da risolvere, lo scenario futuro è visto in netto miglioramento.

Inoltre un altro punto cruciale alla ripresa dell’Europa sono i consumi, che sono sempre rimasti a livelli molto bassi sin dal 2010 ma che nel 2014 dovrebbero registrare una prima inversione, grazie soprattutto ai consumatori tedeschi e francesi.

Inoltre è stato avviato un processo di riforme in diversi stati europei, Italia in testa: se ben guidato dall’attuale esecutivo di Matteo Renzi, il nostro paese potrà finalmente dare vita ad un nuovo ciclo di investimenti aziendali.

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