Governo Renzi: si corre ai ripari per modificare la legge vergognosa contro le Partite Iva

Matteo Renzi

Difficile trovare ad oggi qualcosa di buono (tra le cose importanti intendo) che giustifichi l’operato del Governo Renzi, che nei settori più importanti da correggere (economia e lavoro) da una parte ha reso tutti i nuovi assunti licenziabili senza motivo tramite il Jobs Act, e dall’altra ha triplicato le tasse sul regime dei minimi delle Partite Iva, abbassando i massimali per i liberi professionali su livelli assolutamente irreali.

Ma andiamo con ordine, per utilizzare il regime dei minimi un libero professionista doveva rimanere all’interno del range dei 30000 euro di guadagni lordi all’anno, 1700 euro abbondanti netti al mese (considerando pure i contributi Inps da versare), ora con le nuove regole, il massimale è dimezzato tutto di un colpo e passa a 15000 euro lordi all’anno, mentre invece del 5% di imposta, si applicherà una tassazione del 15% (addirittura triplicata in una volta sola), quindi resterà appannaggio solo di chi guadagna poco più di 500 euro netti al mese.

Un insulto al buon senso, alla crisi economica che sta stringendo sempre più la sua morsa nei confronti dei cittadini italiani, e nei riguardi di una disoccupazione dilagante. A volte mi chiedo se chi ha pensato queste regole sia o meno in pieno possesso delle proprie facoltà mentali, perché davvero siamo al limite della malattia psichica.

Nell’ultimo mese si è quindi comprensibilmente registrato un record assoluto di aperture di nuove Partite Iva, col vecchio regime, e già questo dovrebbe far pensare a Renzi ed alla sua truppa di aver fatto approvare un provvedimento idiota ed irresponsabile.

“Per le giovani partite Iva è sacrosanto un intervento correttivo e mi assumo la responsabilità di realizzare un provvedimento ad hoc nei prossimi mesi”, sono state queste le parole pronunciate alla vigilia di Natale dallo stesso Matteo Renzi, perchè di certo con questo provvedimento inserito all’interno della Legge di Stabilità si è davvero toccato il fondo dell’irresponsabilità politica. Per i liberi professionisti il massimale dovrebbe essere alzato a 20 mila euro, o poco più, e la tassazione scendere al 10 – 12%, condizioni che comunque resteranno assolutamente peggiorative rispetto al sistema in vigore fino a domani, ultimo giorno dell’anno 2014.

Due soltanto i miglioramenti alla normativa, che comunque è bene sottolineare: non ci saranno più limiti di età o temporali per usufruire del regime dei minimi ed i contributi Inps fissi spariranno, venendo calcolati anch’essi in percentuale sulla base del reddito percepito. Cambiamenti senz’altro positivi, ma che diventano tuttavia del tutto ininfluenti, se rapportati alla portata delle modifiche attuate su massimali e tassazione applicata.

I professionisti che usufruiranno dal prossimo 1 Gennaio del nuovo regime dei minimi potranno (altra novità) sostenere spese fino a 5 mila euro lordi all’anno per prendere con sè collaboratori occasionali, accessori, o assunti a progetto ed un costo per beni strumentali (tra cui non rientrano gli immobili usati per l’esercizio della professione) fino a 20 mila euro annui.

Che il nuovo anno porti modifiche sostanziali alla riforma, ce lo auguriamo davvero tutti!

Giancarlo Sali

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