Grecia, la tragedia diventa farsa

La Grecia sta vivendo un momento di crisi economica senza precedenti, trascinata nel vortice del più grave dissesto finanziario europeo del secondo dopo guerra da una politica inetta, corrotta e incapace di guardare al di là dell’orizzonte della prossima competizione elettorale.

Ebbene, la tragedia di un intero popolo diventa farsa se si guarda ai tentennamenti continui dei politici, incapaci di portare a termine le vere riforme che farebbero ripartire il paese.
L’ultima trovata del governo greco è quello di aumentare la scadenza e diminuire gli interessi sui 220 miliardi di euro di debito che Atene ha contratto con Europa e FMI.

In questo modo il debito potrebbe scendere sotto la soglia del 180% su cui è attualmente attestato. Non fa niente se quei soldi sono stati prestati anche da paesi che hanno fatto immensi sacrifici come l’Italia e che si sono dovuti a loro volta indebitare sui mercati per ottenerli.

Insomma, noi italiani ci troviamo con un debito pubblico che è cresciuto per prestare soldi ai greci e adesso i greci vorrebbero restituirceli con più tempo e con minori interessi. Una vera e propria beffa che lascia intuire qual è l’obiettivo del governo greco: non pagare più nulla e gabbare tutti.

Ovviamente se per la Germania questo colpo potrebbe essere in qualche modo attutito, per gli altri paesi in crisi sarebbe un colpo troppo duro e porterebbe sicuramente a gravi problemi di equilibrio finanziario.
Ma il governo greco ci è riuscito già due volte a tagliare il debito, a danno degli investitori privati, adesso ci riprova a danno dei partner europei e del FMI.
Quando questo colpo riuscirà (perché i ricatti di Atene alla fine funzionano) si punterà al capolavoro: svalutare i titoli greci in mano alla BCE. Ma a quel punto credo che i tedeschi faranno saltare, giustmente, il tavolo.

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