Guardia di Finanza perquisisce Banca Etruria per fare chiarezza su pensionato suicida

Si infiamma il caso delle 4 banche. La Guardia di Finanza sta scandagliando la sede di Banca Etruria di Civitavecchia. Si pensa che alcuni risparmiatori verranno rimborsati. E’ comunque un inizio, ma non basta!

Perquisizione a sorpresa presso gli uffici di Banca Etruria, proprio in queste ore, da parte della Guardia di Finanza, a causa dell’inchiesta del suicido del pensionato Luigino D’Angelo, il pensionato che ha perso tutto e che si è suicidato per lo smacco subito da questa banca. Luigino aveva diverse obbligazioni subordinate, e si è ucciso nella cittadina laziale di Civitavecchia dopo essere venuto a conoscenza che il suo conto era stato praticamente azzerato, tutte le azioni erano diventate carta straccia.

La perquisizione è stata organizzata dal pubblico ministero di Civitavecchia, Alessandra d’Amore, che era titolare di un procedimento per istigazione al suicidio.

Luigino, aveva acquistato tutti i titoli intorno al 2013, investendo gran parte dei suoi risparmi, si pensa oltre 100k euro. Non è riuscito ovviamente ad ottenere la restituzione, e quindi dopo aver perso tutto, il 28 Novembre, si è suicidato lasciando una lettera di addio alla moglie.

Secondo le indiscrezioni, le indagini non sarebbero soltanto state fatte per il reato di istigazione al suicidio, ma anche per truffa. Secondo il Magistrato, il pensionato potrebbe quindi anche essere stato raggirato per essere obbligato ad acquistare i titoli subordinati della Banca Etruria. La Guardia di Finanza sta quindi scandagliando tutto l’iter degli investimenti fatti da d’Angelo, dal primo investimento fino al giorno del suicidio.

Arrivano i primi risarcimenti

Secondo nuove indiscrezioni, saranno in mille ad avere l’intera cifra persa nella truffa, e altri 1500 ne avranno una parte. Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife hanno alzato un vero e proprio polverone negli ultimi giorni, e sono ancora al vaglio le varie ipotesi per decidere il criterio di rimborso per i risparmiatori che hanno perso tutti i soldi investiti.

Per adesso si parla di un “investimento incongruo”, che permetterebbe ai truffati di riavere i loro soldi. Pochi soldi, concentrati in obbligazioni subordinate molto rischiose rispetto alle altre.

Su 10600 risparmiatori che avevano comprato i derivati e bond delle quattro banche, per adesso dovrebbero rientrare di sicuro poco più di 1000 persone. Quindi meno del 10%.

E’ comunque un inizio, ma non basta.

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