HSBC taglia e rilancia, le banche italiane no e succhiano risorse alla collettività

hsbcHSBC è una delle banche più grandi e potenti al mondo, molto più grande e molto più potente rispetto a qualunque banca italiana. Eppure ha annunciato un corposo piano di ristrutturazione per rilanciare i conti aziendali ed incrementare gli utili: 22.000 dipendenti saranno licenziati, saranno ceduti rami secchi che non producono utili a sufficienza e sarà fatto ampio ricorso all’esternalizzazione di compiti in paesi a basso costo del lavoro e alta qualità, i processi produttivi saranno ulteriormente dematerializzati.



Insomma, un piano ben congeniato a livello strategico che porterà l’utile a crescere di almeno 5 miliardi di dollari all’anno entro il 2017. Una vera e propria vincita alla lotteria per gli azionisti che così vedranno premiato il loro investimento. Anche i risparmiatori che affidano i loro soldi a HSBC possono dormire sonni più tranquilli con i conti dell’Istituto in ordine.

Tra l’altro il piano del CEO Gulliver prevede, forse, anche spostamento della sede centrale da Londra a Hong Kong: l’eccesso di regolamentazione dei mercati europei rende ormai meno conveniente esercitare l’attività finanziaria. Basti pensare, giusto per fare un esempio, al caso di Plus500 costretto a bloccare i conti dei clienti per verifiche formali imposti dall’autorità in base a leggi eccessivamente restrittive.

E le banche italiane invece che fanno? Le banche italiane addirittura continuano ad assumere: le porte sono sempre aperte per parenti, amici, amanti di esponenti politici o sindacali. E gli esuberi? Nessuno ne parla, se non sottovoce. E il fatto che la forza lavoro è mal distribuita, un esercito di generali e colonneli dove nessuno vuole fare il soldato semplice? Nessune ne parla, nemmeno sotto voce. Il sistema sta in piedi semplicemente perché riceve aiuti continui dalla politica e perché le condizioni applicate ai comuni cittadini e alle imprese sono molto esose. In pratica le banche ricevono denaro a costo zero dalla BCE e lo impiegano per comprare titoli di Stato, negando credito alle imprese. I guadagni vengono poi arrotondati con i costi elevatissimi di qualunque servizio bancario.

Tra l’altro il sistema bancario italiano non ha mai fatto seriamente i conti con l’immensa distesa di sofferenze: la polvere viene spazzata velocemente sotto il tappeto, per non disturbare i manovratori. Tra l’altro la maggior parte dei crediti in sofferenza sono stati erogati ad amici e amici degli amici (basta vedere il caso Banca Marche giusto per fare un esempio). Prima o poi ci sarà l’intervento dello Stato, tanto invocato, con la creazione di una Bad Bank che sarà una vera e propria truffa legalizzata ai danni dei cittadini che pagano le tasse.

In pratica lo Stato impiegherà i soldi riscossi con le tasse per acquistare dei crediti in sofferenza. Se questo acquisto fosse fatto a valori di mercato non ci sarebbe alcuno scandalo. Di fatto oggi come oggi esistono entità private che fanno questo tipo di operazioni. Ma perché le banche italiane non lo fanno? Semplice, perché vogliono rifilare i crediti in sofferenza a Pantalone, che pagherà a prezzo pieno. Molte banche dovrebbero portare i libri in tribunale e invece continuano a operare, nascondendo i problemi, nella speranza che prima o poi il contribuente italiano sia chiamato a pagare. E i lavoratori del settore se la ridono, più o meno apertamente: i loro privilegi saranno pagati ancora una volta da chi si alza presto tutte le mattine per aprire una bottega, una piccola impresa, un laboratorio o uno studio professionale. Insomma, coloro che vengono strangolati dall’assenza di credito bancario (perché quello c’è solo per gli amici e gli amici degli amici) dovranno anche svenarsi per pagare i privilegi dei lavoratori delle banche.

Quando si trattò di salvare il Monte dei Paschi di Siena
, la banca del Partito Democratico, il governo Monti fece pagare l’IMU sulla prima casa. Non osiamo immaginare quello che ci sarà da pagare per salvare tutto il sistema bancario italiano.

2 Responses to HSBC taglia e rilancia, le banche italiane no e succhiano risorse alla collettività

  1. Bancario X ha detto:

    Sono un bancario le cose non stanno proprio come raccontate, non stiamo più come i topi nel formaggio. E poi diciamolo: mi hanno costretto per anni a vendere merda pura ai clienti, ho fatto fallire imprenditori a cui ho venduto derivati schifosi, adesso la Banca non ci può dire su due piedi che ce ne dobbiamo andare. Ci ho rimesso la mia coscienza per far guadagnare la banca e per conquistare il mio benessere. Prepensionamenti ce ne sono stati tanti, tanti colleghi ne hanno approfittato e adesso hanno la pensione + gli introiti di un secondo lavoro totalmente esentasse perché fatto in nero. Io mi accontento del mio stipendio di funzionario e vado ogni mattina a scaldare una sedia in un ufficio.

  2. Joho ha detto:

    Mercati24 vaffanculo l’Italia funziona diversamente dal resto del mondo, non potete sempre stare a predicare efficienza, diritti, mercato e altre minchiate, fatevene una ragione che siete dei perdenti, in Italia le cose non vanno come dite voi. Anzi, fate un piacere all’Italia: andatevene proprio all’estero, li le cose vanno esattamente come predicate voi. In Italia continuiamo per la nostra strada.

    Un bancario orgoglioso

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