I fondi neri del Vaticano

Vaticano

Il Vaticano, la Santa Sede, non è affatto in fallimento.

Gli oltre 24 milioni di euro di deficit del bilancio del 2013, approvato nel luglio del 2014, e diventato notizia comune soltanto nelle ultime settimane avevano allarmato i mass media, ma la scoperta di ingenti somme di denaro non dichiarate nel bilancio ufficiale del Vaticano, hanno trasformato la situazione, rendendo di nuovo florido nella sostanza lo stato economico e finanziario dello Stato del Vaticano.

In realtà abbiamo scoperto che la situazione è molto più sana di quanto sembrasse, perché alcune centinaia di milioni di euro erano nascosti in particolari conti settoriali e non apparivano nei fogli di bilancio. È un’altra questione a cui è impossibile rispondere, quella se il Vaticano dovrebbe avere riserve molto più grandi“, ad affermarlo è direttamente il cardinale australiano George Pell (nella foto dell’articolo), l’amministratore delle finanze vaticane, che ha ricordato come negli anni passati tanti personaggi della finanza senza scrupoli si siano approfittati dell’ingenuità regnante in Vaticano in materia (i religiosi non conoscevano i segreti ed i trucchi di economia e finanza).

Chi era nella Curia seguiva modelli a lungo consolidati. Proprio come i re avevano permesso ai loro governanti regionali, principi o governatori di avere quasi mano libera, purché i libri fossero in equilibrio, così hanno fatto i Papi con i cardinali di Curia“, ha ricordato ancora il prefetto vaticano all’economia.

Lo stesso Benedetto XVI aveva avviato una politica di maggiore attenzione a questo settore, e si è trovato a dover sopportare un croce troppo pesante, specie quando il suo maggiordomo, che condivideva l’ufficio con due segretari papali, ha fotocopiato e reso pubblici alla stampa documenti che portavano alla luce la documentazione di alcuni dei fondi neri in possesso del Vaticano.

Si tratta di alcune centinaia di milioni in tutto che fanno passare le finanze della santa Sede da uno stato di preoccupazione ad uno di profondo benessere.

“Congregazioni, Consigli e, specialmente, la Segreteria di Stato, hanno goduto e difeso una sana indipendenza. I problemi erano tenuti in casa (come si usava nella maggior parte delle istituzioni, laiche e religiose, fino a poco tempo fa). Pochissimi erano tentati di dire al mondo esterno che cosa stava accadendo, tranne quando avevano bisogno di un aiuto supplementare………Ma da oggi si cambia strada! Riporteremo le finanze vaticane nel Ventunesimo secolo: nel pieno della responsabilità e della trasparenza amministrativa“, ha assicurato il cardinale George Pell.

Insomma il caso Vatileaks  che ha portato dapprima al licenziamento del presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, e poi alla fuoriuscita dei documenti privati del Vaticano, resi pubblici da Paolo Gabriele, il maggiordomo del Papa, hanno creato una rivoluzione in Vaticano, che di certo non potrà che giovare alla trasparenza dell’universo cattolico.

Giancarlo Sali

2 Responses to I fondi neri del Vaticano

  1. Conte Zio ha detto:

    Se dovessi dire quello che penso di questa istituzione e della persona che oggi la guida probabilmente verrei denunciato. Non lo faccio.

  2. Sarah Zarfati ha detto:

    Questo Bergoglio che sproloquia di neoliberismo dovrebbe guardare meglio che cosa succede in casa sua. E se magari gli avanza tempo potrebbe anche fare qualcosa contro la pedofilia. Ma è troppo impegnato con il neoliberismo, quello sì che è il male assoluto

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