I nuovi osservati speciali dell’azionario a Piazza Affari

In primis, balzano gli energetici che stanno creando non pochi scompensi a Piazza Affari, dato che sono i principali titoli a patire di un problema di equità nella valutazione, scontando quella dura fase di incertezza, certamente devastante per i mercati.

Tra la rosa delle nuove proposte per la raffica di raccomandazioni “To Buy“, spicca il titolo Enel che evidenzia una buona dinamica di avanzata sui mercati, e malgrado il tracollo dopo le forti vendite nelle precedenti sedute. Non sono più i bancari che creano effetto “montagne russe” per Piazza Affari ma tra i principali responsabili sono certamente da annoverare gli energetici.

Ecco come si è piazzato oggi il titolo Enel

Timida la ripresa per il titolo Enel, come potete notare nel nuovo riquadro aggiornato real time:

enel

Potete anche notare la picchiata delle quotazioni, in risposta alle vendite del titolo che hanno creato una pressione al ribasso non da poco.

Secondo i principali analisti le quotazioni potrebbero risalire la china sino a raggiungere anche quota 5 euro, livelli di tutto rispetto considerando il differenziale che si creerebbe a partire dalle attuali quotazioni che si assestano attorno a 3,50. Certamente, tutto ancora è da assodarsi, soprattutto a partire dalla presentazione del nuovo piano degli investimenti per il 2015 previsto nel mese di marzo.

Le prospettive di sviluppo e di ricapitalizzazione sono viste di buon occhio dagli analisti, dettaglio piuttosto bizzarro considerato che fino a pochi giorni fa a predominare sul mercato erano gli “orsi“, nettamente rispetto ai rialzisti.

Bene anche Enel Green Power.

Il ripensamento riguarda tutti i titoli energetici?

Tale cambiamento presunto di direzione di rotta concerne solo Enel o in generale anche gli altri energetici? D’altronde siamo già abituati, non poco, all’effetto “altalena” creatosi nel contesto borsistico. I protagonisti per eccellenza che hanno fatto traballare i mercati, sino a che non è dovuta intervenire la Consob sono stati, certamente lo saprete, i bancari.

Ebbene, situazione analoga si è creata per il titolo del “cane a 6 zampe” Eni che è letteralmente rimbalzato dopo uno schianto clamoroso, giustappunto 2 sedute scorse di ben l’8%. Settori comunque altamente strategici da tenere sotto d’occhio.

Quindi, più che di ripensamento si sta innescando una sorta di ricerca da parte degli investitori del cosiddetto “fair value” che è diventato quasi come un’oasi nel deserto soprattutto per Piazza Affari sul filo delle incertezze sulla ripresa italiana.

Occhi puntati, allora, anche sugli industriali ed in particolare il titolo Finmeccanica (le sedute precedenti hanno fatto cedere terreno per una quota consistente al titolo che oggi è ancora in ribasso, anche se in timida ripresa).

Maglia nera per buona parte dell’azionariato che non bisogna abituarsi a vedere come una costante: dopo gli “orsi” ricominceranno, prima o poi a prevalere i tori.

Ci sono, pertanto, delle blue chip quest’anno per la piazza finanziaria di Milano? Forse è prematuro dirlo e bisogna attendere l’esito delle riforme strutturali ed industriali che sembrano non centrare mai il bersaglio in quella continua “morsa” del fisco che colpisce, e molto poco alla “cieca”, sia le aziende (basti dare uno sguardo alle nuove modifiche che si prevedono per le partite Iva) e sia tutti i cittadini (basti dare un’occhiata alle modifiche che si prevedono per il regime pensionistico, così come alle variazioni delle regole per la Cassa Integrazione). Insomma, di Italia, in questi tempi amari, c’è poco da parlare e molto da mettere in opera, e senza troppi “bavagli”.

Ormai, Renzi è diventato per molti l’ultimo porto, visto che non vi è certamente quella spinta al voto popolare che da sempre è stato un passaggio importante per la nostra democrazia rappresentativa. Il cambio del presidente della repubblica appare ormai quasi come un atto di rito che non è preso molto “a cuore” da gran parte degli italiani, e pure se a pronunciarsi è la politica. Preme la disoccupazione, la mancanza di “respiro” per le aziende, quella crisi che non è mai uscita dal nostro vocabolario, e non per pura fisima, come spesso si dice.

 

 

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