I tedeschi vogliono fermare Draghi

Il progetto di Draghi di porre un tetto massimo accettabile per gli spread ha ricevuto numerosi consensi nei paesi in difficoltà per la crisi ma ha anche scatenato la rabbia teutonica.

Mario Draghi ci ha provato: ha stilato un progetto concreto di intervento che dovrebbe preservare i paesi sotto attacco da parte della speculazione. In pratica, come già detto qualche giorno fa, la BCE direbbe pubblicamente quale sarebbe lo spread massimo che è disposta ad accettare, paese per paese, rispetto alla virtuosa Germania.

Mario Draghi

In questo modo pensa di tagliare le mani alla speculazione: appena infatti lo spread dovesse superare la soglia prevista, la BCE interverrebbe con acquisti massicci di titoli di stato, non si capisce bene se sul mercato secondario o, peggio ancora, su quello primario.

Il progetto non è ancora chiaro, in effetti, e potrebbe limitarsi ad una efficace manovra di immagine: dichiarazioni pubbliche per spaventare il mercato in modo da ottenere quello che si vuole senza colpo ferire.

Purtroppo per Draghi, però, il suo progetto ha trovato un ostacolo, l’opposizione della Bundesbank, da sempre custode della stabilità monetaria e del rigore. I tedeschi hanno una memoria storiaca molto forte e hanno ancora vivide nella mente le immagini della Repubblica di Weimar caduta nelle mani di Hitler per la gravissima crisi economica e soprattutto per la pesantissima inflazione.

Evidentemente una politica che prevedesse l’acquisto diretto di titoli di stato da parte della BCE e per di più di stati con le finanze pubbliche non ancora a posto, porterebbe a fiammate inflazionistiche molto forti e minerebbe alla radice la credibilità stessa della BCE.

Fa bene dunque la Bundesbank ad alzare i toni e opporsi con ogni mezzo a questo tipo di politica monetaria. Differente sarebbe il discorso se i paesi oggetti degli aiuti avessero già raggiunto, in maniera strutturale, il pareggio di bilancio.

In questo caso aiutarli sarebbe una mossa intelligente e giusta perché l’eventuale aumento dello spread sarebbe davvero frutto di un attacco speculativo. Ma attualmente i tassi di interesse che Italia, Spagna, Grecia o Portogallo pagano sui loro debiti pubblici non è frutto di un attacco speculativo, è frutto di situazioni di bilancio pubblico accumulate in decenni di malgoverno e spesa pubblica eccessiva.

Se non si rimuove il problema (la spesa pubblica eccessiva) qualunque altra soluzione potrebbe essere, nel migliore dei casi possibile, un semplice palliativo.

Claudio Appio

 

2 Responses to I tedeschi vogliono fermare Draghi

  1. Justin ha detto:

    I tedeschi lo stanno proprio sculacciando a dovere a Mario Draghi, ormai è solo un prestanome che gestisce gli affari correnti per conto dei padroni tedeschi.

  2. Flostel ha detto:

    Ma io penso che per come stanno le cose sarebbe meglio un bel default, una lezione così i sindacati non la dimenticherebbero per qualche decennio, visto che sono loro la causa della situazione in cui ci troviamo

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