Economia e Finanza

Il banchiere che voleva la patrimoniale indagato per truffa e usura aggravata a Forlì

Qualche giorno fa ha fatto scalpore la trasmissione televisiva Presa Diretta che ha sapientemente mescolato immagini di estrema povertà con altre di abbondanza per creare indignazione. Niente da dire, ognuno è libero di condurre il proprio business come crede e in questo momento storico l’indignazione paga bene. Durante la trasmissione, però, un famoso banchiere, Pietro Modiano, ha elevato un elegiaco canto per magnificare i benefici di una patrimoniale.

Una patrimoniale, avete letto bene. Una tassa profondamente iniqua perché andrebbe a colpire quegli italiani che ancora mandano avanti la baracca: lavoratori autonomi, piccolissimi imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti. Persone che lavorano tutto il giorno, magari anche sabato e domenica compresi, per lasciare un granello di benessere ai propri figli. E che adesso vedono minacciate le fatiche di una vita da una ingiusta tassa patrimoniale che andrebbe a costituire poi tesoretti all’italiana.

E intanto che cosa scopriamo? Che la procura di Forlì sta indagando proprio Modiano per truffa e usura aggravata. Certo c’è la presunzione di innocenza e finché non ci sarà una condanna in Cassazione, per noi Modiano è innocente.

Però sono elementi su cui riflettere e su cui invitiamo tutti a riflettere.

Non possiamo che augurare di tutto cuore alla Magistratura buon lavoro, sperando che la verità venga a galla dopo i tre gradi di giudizio e, soprattutto, sperando che chi ha sbagliato paghi.

Rispettiamo la presunzione di innocenza di Modiano e per noi, appunto, Modiano e innocente fino alla condanna in Cassazione. Ma la condanna della patrimoniale e delle parole espresse da questo ricco e potente banchiere durante la trasmissione Presa Diretta è netta e senza appello.

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